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Notifica atti fiscali se la residenza è cambiata

28 Dicembre 2021 | Autore:
Notifica atti fiscali se la residenza è cambiata

Dove va recapitato l’avviso di accertamento o la cartella esattoriale? Fino a quando rimane valido il vecchio indirizzo e da quando decorre il nuovo domicilio?

Oggi, con i sistemi anagrafici automatizzati, il cambio di residenza viene registrato immediatamente, nel momento stesso in cui il cittadino si presenta allo sportello del Comune e presenta la sua dichiarazione di variazione. Al massimo occorre qualche ora per aggiornare gli archivi. Questo, però, non vuol dire che l’efficacia del nuovo indirizzo sia altrettanto tempestiva a tutti i fini di legge. A parte i controlli dei Vigili, che vengono svolti entro i successivi 45 giorni (sono necessari per verificare che la residenza dichiarata sia reale e non fittizia), c’è un periodo di tempo entro il quale l’Amministrazione finanziaria può ancora eseguire validamente le notifiche al vecchio recapito. Questo significa che se la residenza è cambiata la notifica degli atti fiscali – come un avviso di accertamento, una cartella esattoriale o un’intimazione di pagamento – soggiace a regole particolari, che estendono la validità delle comunicazioni eseguite ancora al precedente indirizzo, e così ritardano l’entrata in vigore del nuovo domicilio fiscale del contribuente.

La notifica è un momento essenziale, perché serve per far avere al destinatario la conoscenza legale degli atti che gli vengono recapitati; per questo la procedura di notificazione deve osservare rigorose forme quanto alle modalità di recapito all’interessato ed anche al luogo di consegna. Se queste forme non vengono rispettate, gli effetti della notifica non si producono, a meno che il destinatario non si sia sottratto volontariamente alle ricerche del messo o del postino, rendendosi irreperibile; ma questo è il caso in cui la variazione di residenza non è stata ritualmente comunicata all’Anagrafe, e in tal caso le notifiche possono sempre essere eseguite nel vecchio luogo, che è rimasto quello ufficiale. A parte questa ipotesi, vediamo, dunque, come deve avvenire la notifica degli atti fiscali se la residenza è cambiata, e fino a quando è ritenuta valida quella effettuata al vecchio indirizzo.

Cambio di residenza al Comune e all’Agenzia delle Entrate

La variazione del luogo di residenza, ritualmente comunicata all’Ufficio anagrafe del Comune presso il quale si trova la nuova abitazione, è un adempimento unico e omnicomprensivo, che non richiede alcun onere di comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

In altre parole, il contribuente non deve informare il Fisco del proprio avvenuto trasferimento in un’altra località sul territorio italiano; l’Amministrazione finanziaria acquisirà automaticamente i dati della nuova residenza, attraverso le sue procedure automatizzate, che ormai sono stabilmente interfacciate con le Anagrafi comunali.

La variazione del domicilio fiscale

La normativa tributaria [1] dispone che le notificazioni degli atti fiscali devono essere compiute nel domicilio fiscale del destinatario. Per le persone fisiche residenti in Italia il domicilio fiscale coincide, appunto, con il Comune nella cui anagrafe in cui esse sono iscritte.

Per i soggetti Iva diversi dalle persone fisiche, come le società, il domicilio fiscale è ubicato nel Comune in cui si trova la loro sede legale (o, in mancanza, la sede amministrativa, una sede secondaria o una stabile organizzazione); l’Agenzia delle Entrate ha il potere di stabilire il domicilio fiscale del contribuente nel Comune ove è svolta in modo continuativo l’attività imprenditoriale o professionale. Le variazioni del domicilio fiscale in un Comune diverso da quello di provenienza hanno effetto dal 60° giorno successivo a quello in cui si sono verificate (ad esempio, dal momento in cui il soggetto inserisce l’informazione nella propria dichiarazione dei redditi presentata in via telematica).

Cambio di residenza: da quando decorre per le notifiche fiscali?

Dopo la variazione di residenza comunicata all’Anagrafe comunale, le notifiche degli atti fiscali – promananti dall’Agenzia delle Entrate per gli avvisi di accertamento, o da Agenzia Entrate Riscossione per le cartelle esattoriali e i successivi atti esecutivi – devono essere eseguite presso il nuovo indirizzo del contribuente, ma sono considerate valide quelle eseguite al vecchio indirizzo entro i primi 30 giorni dal cambio di residenza anagrafica.

Per le persone giuridiche, e per le società ed enti privi di personalità giuridica, questi 30 giorni decorrono dal momento in cui il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate ha ricevuto la dichiarazione del cambio di domicilio fiscale, mentre per i contribuenti persone fisiche i termini si conteggiano direttamente dal momento della comunicazione del cambio di residenza fatto all’Ufficio anagrafe.

Cambio di residenza e notifiche al precedente indirizzo

Questa norma speciale [2] è dettata, evidentemente, a favore del Fisco, e gli consente di eseguire validamente le notifiche degli atti impositivi e della riscossione ancora presso il precedente domicilio fiscale, sia pure entro un periodo di tempo ristretto. Quando i 30 giorni dalla variazione di residenza sono decorsi, tutti gli atti devono essere notificati presso il nuovo indirizzo di residenza e di domicilio fiscale.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione [3] ha affermato che «è solo una volta spirato il termine “mensile” che il nuovo indirizzo spiega a tutti gli effetti la propria efficacia ai fini notificatori anche nei confronti dell’Amministrazione finanziaria. In altri termini, una volta adempiuta la comunicazione, il contribuente è consapevole che nei successivi 30 giorni è esposto ancora a ricevere la notifica anche al precedente indirizzo, ma è altresì edotto che una volta trascorsi quei 30 giorni il nuovo indirizzo produrrà i propri effetti anche nei confronti degli uffici finanziari e che ai fini notificatori il pregresso indirizzo diventerà inservibile, presupponendosi che entro quel lasso cospicuo di tempo gli Uffici dell’anagrafe abbiano adempiuto agli oneri di annotazione nei propri registri e di pubblicità verso terzi della nuova residenza del contribuente».


note

[1] Art. 58 e 59 D.P.R. n. 600/1973.

[2] Art. 60 D.P.R. n. 600/1973.

[3] Cass. ord. n. 41137 del 21.12.2021.


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