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La polizia può chiedere dove sto andando?

20 Aprile 2022 | Autore:
La polizia può chiedere dove sto andando?

Le forze dell’ordine possono fermare chi passeggia per strada e chiedergli dov’è diretto? C’è l’obbligo di identificarsi e di collaborare con la polizia?

Sicuramente, sarà capitato anche a te di essere fermato dalla polizia o dai carabinieri mentre eri alla guida della tua auto. Il solito controllo “patente e libretto”, insomma. Sebbene sia più raro, può succedere di essere fermati anche quando si è a piedi, magari con amici o con la fidanzata mentre si fa una passeggiata. Se ciò è accaduto anche a te, sicuramente ricorderai di esserti trovato un attimo in difficoltà, non perché tu avessi qualcosa da nascondere, ma perché ti era sembrato insolito un controllo del genere, senza alcun apparente motivo. Ti sarai allora chiesto: la polizia può chiedere dove sto andando?

Come vedremo, la polizia può chiedere informazioni ai passanti. Ciò in genere accade quando c’è motivo di credere che le persone fermate possano contribuire alle indagini in corso. Ad esempio, se c’è stata una rapina in una banca, la polizia potrà chiedere ai passanti se hanno assistito al crimine e se possono raccontare qualcosa di utile. Fin qui è tutto pacifico. Ma davvero la polizia può fermare le persone e chiedere dove stanno andando? Si tratta di una procedura legale o solo di agenti impiccioni? Vediamo cosa dice la legge.

La polizia può fermarmi per avere informazioni?

La polizia può fermarti per strada se ritiene che tu possa fornire informazioni utili sulle indagini in corso (art. 351 cod. proc. pen.). Ciò in genere avviene nelle immediatezze del fatto, cioè se il crimine è stato da poco compiuto.

Ad esempio, se passeggiavi per strada proprio mentre è avvenuta un’aggressione, è possibile che la polizia successivamente intervenuta ti fermi per chiederti cosa hai visto.

La polizia può anche chiedere di identificarti, cioè di fornire le tue generalità, e tu non puoi rifiutarti: se lo fai, non solo commetti un reato (art. 651 cod. pen.) ma la polizia può anche accompagnarti nei propri uffici per procedere alla tua identificazione, potendoti trattenere fino a 24 ore (art. 349 cod. proc. pen.).

Ugualmente, non puoi rifiutarti di collaborare, cioè di raccontare ciò che sai a proposito del crimine che è stato compiuto, pena il reato di favoreggiamento personale (art. 378 cod. pen.).

Quando la polizia ti ferma per raccogliere informazioni non può invece chiederti dove stai andando, in quanto una notizia del genere non può essere utile alle indagini. In questa ipotesi, puoi tranquillamente tacere e rifiutarti di rispondere senza temere di incorrere in conseguenze legali.

La polizia può fermarmi senza motivo?

Può capitare che la polizia ti fermi per strada senza motivo, ad esempio mentre stai passeggiando per conto tuo. Ciò può accadere perché, nell’esecuzione dei propri compiti di prevenzione degli illeciti, la polizia può fermare e identificare le persone senza dover fornire spiegazioni.

Il controllo consiste essenzialmente nella richiesta delle tue generalità. Una volta che la polizia ha preso i tuoi dati, ti lascerà andare senza alcun problema.

Come ricordato nel paragrafo precedente, va detto che generalmente la polizia ferma le persone solamente quando ve ne sia una ragione, ad esempio quando bisogna raccogliere informazioni utili alle indagini oppure quando possono esserci sospetti. Facciamo un paio di esempi.

Paolo e Marco, passeggiando nei dintorni di un parco pubblico notoriamente frequentato da spacciatori, sono fermati dalla polizia che chiede loro di identificarsi.

Un barista chiama la polizia perché all’interno del suo locale c’è una rissa. Giunte sul posto, le autorità fermano tutte le persone che erano nei paraggi per cercare di ricostruire l’accaduto.

Insomma: se è vero che la polizia può fermare chiunque senza un motivo specifico, è anche vero che, nella pratica, le forze dell’ordine fermano solamente quando il controllo sia utile al loro lavoro, magari alle indagini segrete che sono in corso.

Anche in questa ipotesi, non c’è alcuna ragione affinché la polizia possa chiederti dove stai andando. Se ti viene fatta questa domanda, dunque, puoi anche non rispondere senza temere di incorrere in conseguenze negative. Come ricordato sopra, infatti, è tuo dovere solamente identificarti.

La polizia può fermarmi mentre sto guidando?

La polizia ferma soprattutto mentre si è alla guida. Si tratta di un controllo autorizzato dalla legge e del tutto diverso da quelli sinora analizzati.

Secondo il codice della strada [1], i conducenti dei veicoli sono tenuti ad esibire, a richiesta dei funzionari, ufficiali e agenti ai quali spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale (sempre che siano in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo), il documento di circolazione e la patente di guida, se prescritti, e ogni altro documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, devono avere con sé.

La legge dice inoltre che la polizia può procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo medesimo.

Dunque, la polizia non solo può fermarti mentre sei alla guida della tua auto per chiederti di esibire patente e libretto, ma può anche ispezionare la tua vettura nel caso in cui ritenga che in essa ci siano delle anomalie: ad esempio, sono state apportate delle modifiche ritenute illecite dalla legge, tipo l’installazione di pezzi non omologati o la variazione di alcune caratteristiche del veicolo.

Anche in questa ipotesi, la polizia non può chiederti dove stai andando con la tua macchina. Se lo facesse, saresti libero di non rispondere.

La polizia può chiedermi dove sto andando?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo affermare che la polizia non può mai chiederti dove stai andando, o meglio può farlo, ma tu non sei obbligato a rispondere.

Anche nel caso in cui tu fossi formalmente indagato, potresti sempre rifiutarti di rendere qualsiasi tipo di dichiarazione. Anzi, c’è di più: se fossi ufficialmente sospettato di aver commesso un reato, la polizia dovrebbe obbligatoriamente avvisarti di ciò e darti la possibilità di nominare un avvocato.

In sintesi: se la polizia ti ferma per un controllo di routine, sei obbligato solamente a identificarti. Se la polizia ti ferma per raccogliere informazioni utili alle indagini, sei tenuto a collaborare, ma non a dire dove stai andando, perché ciò non riguarda le forze dell’ordine.


note

[1] Art. 192 cod. str.

Autore immagine: canva.com/


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