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Quali sono gli elementi essenziali del contratto?

29 Dicembre 2021
Quali sono gli elementi essenziali del contratto?

Come si scrive un contratto: accordo, oggetto, causa, forma. 

Non c’è bisogno di essere studenti della facoltà di giurisprudenza per chiedersi quali sono gli elementi essenziali del contratto. Poiché chiunque può redigere una scrittura privata al fine di regolare i propri rapporti economici ed atteso che non esistono formule particolari imposte dalla legge, è bene che chi si accinge a scrivere il contenuto di un contratto sappia cosa deve indicare nel documento affinché questo non sia nullo o non esplichi gli effetti voluti.

Cos’è il contratto?

Volendo semplificare, il contratto è l’incontro tra la volontà di due o più soggetti (siano essi persone fisiche, giuridiche o gruppi di persone aventi il medesimo interesse, come nel caso degli eredi di uno stesso soggetto). Queste volontà sono rivolte a regolare dei rapporti di natura patrimoniale, ossia economica. Non si può regolare con un contratto un rapporto personale come il matrimonio (ragion per cui sono nulli i patti prematrimoniali). 

Il contratto è legge tra le parti, le vincola. Esistono però i contratti a titolo oneroso dove il vincolo riguarda tutte le parti (come la compravendita) e quelli a titolo gratuito dove invece il vincolo riguarda un solo soggetto (la donazione). 

Pertanto, possiamo semplicisticamente dire che gli elementi di un rapporto obbligatorio sono:

  • le parti;
  • le prestazioni da eseguire.

Le parti sono costituite chiaramente dal debitore e dal creditore. In alcuni contratti – cosiddetti «a prestazioni corrispettive» – entrambe le parti sono debitrici di una prestazione e creditrici di un’altra. Ad esempio, nella vendita, il venditore è debitore dell’obbligo di consegnare la merce e creditore del prezzo; all’inverso, l’acquirente è creditore della merce e debitore del prezzo.

La prestazione da eseguire è invece il comportamento che il debitore deve tenere (ad esempio, consegnare una certa cosa) o il risultato che è obbligato a conseguire (ad esempio, realizzare un’opera). Essa è chiaramente descritta nel contratto. Diversamente, non saremmo dinanzi a un contratto ma a delle semplici trattative.

La prestazione può consistere in un «dare qualcosa», un «fare qualcosa» o un «non fare qualcosa».

Ai sensi dell’articolo 1174 del Codice civile, la prestazione deve inoltre: 

  • essere «suscettibile di valutazione economica»: in altri termini, il comportamento o il risultato a cui è obbligato il debitore deve poter essere valutabile in denaro, anche indirettamente;
  • deve corrispondere a un interesse, anche non patrimoniale, del creditore. Così, ad esempio, se acquistiamo il biglietto per un concerto, soddisfiamo un nostro interesse culturale, non patrimoniale. Ciò nonostante la prestazione del musicista è suscettibile di valutazione economica ed è dunque regolata dalle norme sul contratto.

Qual è la funzione del contratto?

Il contratto è come una legge tra le parti (e solo tra le parti). Quindi, queste la devono rispettare. Ciò non toglie che il contratto debba comunque muoversi all’interno della cornice fissata dalla legge. Esistono in proposito due tipi di norme:

  • norme dispositive (o derogabili): sono quelle norme previste dalla legge che vanno a regolare gli aspetti del contratto solo se non disciplinati dalle parti. Sono norme quindi che riempiono solo gli spazi vuoti lasciati dai firmatari. Le si riconosce perché iniziano sempre con espressioni come «Salvo che le parti abbiano previsto diversamente» oppure «salvo patto contrario», ecc. Si pensi alla norma che stabilisce la possibilità di prevedere sei mesi di preavviso per la disdetta dell’affitto;
  • norme imperative (o inderogabili): sono quelle norme di legge che non possono mai essere modificate dalle parti. Se pertanto il contratto dovesse contenere una clausola contraria a norme imperative essa non avrebbe valore e si applicherebbe direttamente la legge. Si pensi alla norma che impone la durata minima del contratto di locazione ad uso abitativo. 

Quali sono gli elementi essenziali del contratto?

Abbiamo detto che il contratto vincola le parti agli impegni assunti. Così, se abbiamo deciso di acquistare un giaccone, dobbiamo pagare il prezzo pattuito nel momento stesso in cui stringiamo l’accordo – verbale o scritto – con il venditore.

Questo vincolo però si crea solo nel momento in cui il contratto è completo ossia quando le parti hanno raggiunto un’intesa su tutti gli elementi essenziali del contratto. Diversamente, siamo nell’ambito delle trattative e ciascuna parte può sempre recedere. Il recesso dalle trattative è illegittimo solo quando queste sono ormai giunte a uno stato avanzato, tanto da far presumere alla controparte che il contratto sarà concluso, e il recesso avviene senza giusta causa.

Dunque, per comprendere quando il contratto diventa vincolante è necessario individuare quali sono gli elementi essenziali del contratto stesso. Eccoli:

  • l’accordo delle parti;
  • la causa;
  • l’oggetto;
  • la forma, ma solo nei casi in cui è prescritta dalla legge sotto pena di nullità.

Se manca uno solo di questi requisiti non c’è contratto.

A beneficio di chi non è un esperto di diritto spiegheremo qui di seguito cosa si intende con tali concetti.

L’accordo delle parti

L’accordo è l’espressione della volontà dei soggetti contraenti. È cioè la manifestazione del consenso, che può essere espressa verbalmente, per iscritto o con dei comportamenti concludenti (come il prelevare la merce dagli scaffali del supermercato e portarli alla cassa o il salire su un autobus di linea). 

Anche nelle donazioni è necessario il consenso di entrambe le parti (ed è per questo che sono considerate dei contratti): c’è la volontà del donante a spogliarsi del bene e la volontà del donatario ad acquistarne la proprietà. Senza infatti l’accettazione – espressa o tacita – di quest’ultimo la donazione non può avere effetti.

L’accordo delle parti si manifesta tradizionalmente con la proposta e l’accettazione. Ma il tutto può avvenire anche in modo informale come con la messa a disposizione di merce su un sito Internet e il click del mouse da parte dell’acquirente. Oppure l’esposizione della merce in una vetrina del negozio e la successiva richiesta del consumatore di voler acquistare il prodotto esposto.

Se la volontà delle parti dovesse essere viziata per qualsiasi ragione, il contratto è annullabile. È il caso di un soggetto minorenne (il contratto è annullabile dai genitori entro 5 anni) o di un soggetto interdetto o inabilitato (perché infermo) o comunque privo momentaneamente della capacità di intendere e volere (come nel caso di un soggetto ubriaco o drogato). 

La volontà può essere viziata e il contratto annullabile anche per altre ragioni come:

  • il dolo di una delle due parti: Il dolo consiste in ogni tipo di inganno, raggiro, artificio ingannevole, o anche semplice menzogna, impiegato per indurre un soggetto ad accettare una proposta contrattuale;
  • l’errore scusabile;
  • la violenza. 

La causa

La causa è lo scopo perseguito dalle parti. Si può ad esempio intestare un immobile a un’altra persona con lo scopo di venderglielo, di donarglielo, di darglielo in leasing e così via; si può fare un bonifico a un amico a scopo di regalo o di prestito o per estinguere un debito, ecc.; si può affidare le chiavi di casa a un estraneo affinché la custodisca durante la propria assenza, la ristrutturi, la prenda in affitto, in usufrutto, in comodato.

Insomma, la causa è la finalità che il contratto vuol raggiungere. 

Se il contratto è privo di causa (ti pago ma non specifico perché) o ha una causa illecita (ti pago affinché tu mi dia della droga) o contraria al buon costume (ti pago affinché tu ti prostituisca) il contratto è nullo.

L’oggetto

L’oggetto è la prestazione che viene eseguita nel contratto e che, come visto, può incontrare una causa diversa. L’oggetto del mutuo o della donazione è una somma di denaro; l’oggetto dell’affitto, dell’usufrutto o del comodato può essere un immobile.

L’oggetto del contratto deve essere:

  1. possibile: l’esecuzione della prestazione o il trasferimento del diritto devono essere giuridicamente e materialmente possibili. Non è valido il contratto che ha come oggetto la vendita di un pezzo della luna o di una casa altrui;
  2. lecito: non si può vendere una casa con un abuso edilizio o una partita di droga;
  3. determinato o determinabile: il contratto deve indicare l’oggetto o gli elementi in base ai quali questo possa essere stabilito (ad esempio, un chilo di arance che matureranno in autunno dagli alberi di uno specifico terreno).

La forma, quando richiesta dalla legge

La regola vuole che le parti siano libere di stipulare i contratti nella forma in cui vogliono: per iscritto, in modo verbale, con un comportamento concludente (ad esempio, il click del mouse su un’icona) o tacito (il salire su un autobus per usufruire della corsa).

In alcuni casi, però, la legge prescrive una specifica forma a pena di nullità. Così i contratti con le banche e i contratti di locazione devono essere necessariamente scritti a pena di nullità. Così i trasferimenti di proprietà sugli immobili devono essere realizzati con atti scritti rogati dal notaio o con scrittura privata autenticata, anche in questo caso a pena di nullità.

La forma non è elemento essenziale del contratto se è prescelta volontariamente dalle parti (si pensi all’acquisto di un computer che, pur potendo avvenire verbalmente, viene per precauzione formalizzato dalle parti per iscritto).

Come si scrive un contratto

Nel momento in cui si decide di scrivere un contratto sarebbe buona regola affidarsi a un professionista del settore come un avvocato o un notaio. Per alcuni contratti offrono una valida esperienza anche i commercialisti. 

Nel momento in cui si scrive il contratto, in ossequio agli elementi essenziali appena indicati, bisogna riportare:

  • le generalità delle parti (ad esempio, il donante e il donatario);
  • lo scopo perseguito dalle parti (ad esempio, il trasferimento della proprietà a scopo di donazione);
  • l’oggetto del contratto (ad esempio, l’immobile oggetto di donazione);
  • eventuali ulteriori clausole aggiuntive che non siano contrarie alla legge.

Poiché la donazione di un immobile e di qualsiasi altro bene di rilevante valore richiede l’atto pubblico, le parti devono presentarsi necessariamente dinanzi al notaio per la stipula del contratto.

Viceversa, nel caso di una compravendita di un libro ci si può limitare a prelevare l’oggetto dallo scaffale consegnando i soldi al cassiere. Se si vuole vendere una bicicletta ci si può accordare per iscritto fissando il prezzo, la descrizione dello stato del veicolo (eventualmente corredato da foto), l’indicazione del venditore e dell’acquirente. 



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