Nuovi limiti di velocità sulle strade: la riforma del codice della strada

23 Luglio 2014
Nuovi limiti di velocità sulle strade: la riforma del codice della strada

Meno vincoli per i neo-patentati; superabili i limiti di potenza; saranno ammessi in autostrada anche gli scooter 125.

Più controlli a distanza, nuovi limiti di velocità sulle strade extraurbane, misure a tutela di pedoni, ciclisti e motociclisti, sospensione patente e decurtazione punti anche per i minorenni, guida di scooter in autostrada anche con la sola patente B, possibile introduzione del reato di omicidio stradale, revisione e riordino di ricorsi e sanzioni, meno vincoli per i neopatentati.

Sono le principali linee-guida cui dovrà ispirarsi la riforma del Codice della strada, che sarà delegata al Governo con un disegno di legge che la commissione Trasporti della Camera ha finito di votare ieri.

Dovrà essere un Codice “breve”: sostanzialmente conterrà solo le disposizioni sul comportamento di guidatori e pedoni. Le altre norme (prevalentemente tecniche, su strade e veicoli) confluiranno in regolamenti, più facili e rapidi da aggiornare.

Ora il testo della delega passa alle altre commissioni della Camera per i pareri necessari prima di arrivare all’Aula, che se ne occuperà in autunno. Poi toccherà al Senato, per l’ok definitivo. Da quel momento, il Governo avrà sette mesi per scrivere un Dlgs con il nuovo Codice e inviarlo in Parlamento, all’esame delle commissioni competenti, che dovranno esprimersi in 60 giorni. Il Governo dovrà recepire le correzioni in 30 giorni e rinviare il testo alle commissioni, che avranno altri 30 giorni per l’approvazione definitiva.

Essendo un testo di delega, il Ddl contiene solo generici criteri. Per esempio, si parla di rivedere i limiti di velocità extraurbani secondo criteri di ragionevolezza per adeguarli alle reali esigenze di sicurezza; si può solo ipotizzare che ciò, nell’ampia categoria delle extraurbane ordinarie, porti a differenziare le strade a carreggiata doppia rispetto a quelle a carreggiata singola.

Altre previsioni generiche che però – se attuate – incideranno molto sulle abitudini di chi guida sono la possibilità di aprire a bici, ciclomotori e motocicli le corsie riservate ai mezzi pubblici (in qualche città si è già fatto) e di avere aree in cui pedoni e veicoli condividano lo stesso spazio (come in alcune esperienze nordeuropee). Ma si può prevedere che al ministero delle Infrastrutture fisseranno criteri molto restrittivi.

Altra prescrizione precisa è l’abbassamento da 150 a 120 centimetri cubici del limite di cilindrata minimo per essere ammessi in autostrada con un motociclo. Dal punto di vista pratico, ciò vuol dire che i tanti che hanno un 125 (prevalentemente scooter) perché oltre questa cilindrata dovrebbero conseguire anche la patente A (e invece hanno una B presa dal 1988 in poi) potranno usarlo anche sulle tangenziali cittadine classificate come autostrade.

I limiti di potenza che oggi costringono molti neopatentati a non guidare l’auto di famiglia non varranno per chi ha a bordo un accompagnatore con almeno 10 anni di patente e dureranno solo sei mesi (invece che un anno) per chi non commette infrazioni da decurtazione punti.

Quanto ai ricorsi al prefetto, previste semplificazioni come l’obbligo di presentarli all’ufficio di polizia che ha comminato l’infrazione (si risparmia tempo), il taglio da 60 a 30 giorni del termine per presentarlo e l’abolizione dell’obbligo di convocare l’interessato quando questi richiede un’audizione.

Per il resto, tra le tante novità previste dalla delega, prevalgono quelle che riguardano gli operatori. Per esempio, ci dovrà essere un riordino di competenze tra corpi di polizia e in particolare arriveranno nuove disposizioni sulla vigilanza in porti, aeroporti, autoporti, mercati eccetera. Ai medici in quiescenza sarà revocata la possibilità di continuare a emettere certificati per il rilascio e il rinnovo delle patenti.

Le altre novità

Più spazio alla mobilità sostenibile. Nella delega vi è la previsione di disposizioni per incentivare l’uso di bici o gli spostamenti a piedi, ma rendendoli sicuri (in quest’ambito, potrebbe anche essere abolito il divieto di controlli automatici di velocità che vige dal 2002 sulla maggioranza delle strade urbane).

Dovrebbe nascere un archivio della Motorizzazione dedicato a chi vuol registrare il contrassegno antifurto che ha messo sul telaio della bici.

Cambieranno le sanzioni. Il riordino delle sanzioni dovrebbe ripristinare una proporzionalità rispetto alla gravità dell’infrazione commessa e prevedere meccanismi premiali per comportamenti virtuosi (non si sa se saranno gli stessi già previsti dalle norme sulla patente a punti).

Saranno semplificate le procedure legate al ritiro e alla sospensione dei documenti. La durata delle misure cautelari sulla patente per chi commette infrazioni penali (per esempio, guida in stato di ebbrezza) sarà allineata con i tempi del processo.

Quanto ai proventi delle multe, l’obbligo di rendicontare l’uso degli incassi sarà esteso a tutti gli enti che hanno funzioni di polizia o proprietari di strade. Il 15% andrà all’intensificazione dei controlli, il 20% a finanziare il Piano nazionale sicurezza stradale.


note

Autore immagine: 123rf com


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