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Quanti soldi si possono regalare?

29 Dicembre 2021
Quanti soldi si possono regalare?

Limiti formali e di importo alla donazione: come si regala del denaro a un amico o a un parente. 

La lotta al contante genera spesso dubbi e perplessità in merito al confine tra comportamenti leciti e illeciti. Uno dei quesiti più di frequente prospettati ad avvocati e consulenti fiscali è il seguente: quanti soldi si possono regalare? Ecco alcuni chiarimenti che potranno tornare utili, sotto un aspetto pratico, a chi si accinge a manovrare contanti o a eseguire un bonifico.

Regalare soldi: di cosa parliamo?

Quando si regalano soldi si stipula un contratto che va sotto il nome di donazione. Si tratta di un «contratto» perché è necessario, affinché abbia efficacia, il consenso del beneficiario. Non si può infatti obbligare una persona a ricevere qualcosa che non vuole. Ciò nonostante il suo consenso può essere espresso anche in forma tacita, ad esempio accettando materialmente la somma senza opporre resistenza. Si tratta, più in particolare, di un contratto «a titolo gratuito» poiché comporta un impoverimento solo in capo al donante mentre, per il donatario, la donazione determina un arricchimento.

Limiti ai soldi che si possono regalare

Esistono due tipi di limiti ai soldi che si possono regalare: 

  • limiti formali, relativi cioè alle modalità con cui deve essere effettuata la donazione;
  • limiti sostanziali, relativi cioè all’entità dell’importo.  

Quanto ai limiti formali questi, come vedremo a breve, attengono:

  • alla forma che deve avere la donazione: essa infatti, in alcuni casi, deve avvenire tramite notaio;
  • all’uso dei contanti, per chi adotta tale opzione, che non può mai superare il tetto della tracciabilità fissato dalla legge.

I limiti sostanziali invece attengono solo alla tutela dei familiari più stretti ossia coniuge e figli (o, in assenza di figli, genitori). Come vedremo più in là, infatti, le donazioni non possono privare i cosiddetti eredi legittimari di una quota minima del patrimonio del donante.

Di tutto ciò parleremo meglio nei paragrafi che seguono. Partiamo dai limiti formali.

Come si regalano soldi i soldi: i limiti formali

Chi opta per un regalo in contanti, deve sapere che non può mai superare 999,99 euro. Tale è il tetto all’uso del contante a partire dal 1° gennaio 2022. Al di sopra di tale importo bisogna usare strumenti tracciabili come bonifici, assegni, vaglia, ecc.

La violazione di tale regola comporta una sanzione da 1.000 a 50.000 euro sia in capo al donante che al donatario.

Se si supera il tetto di 1.000 euro si deve poi considerare un secondo limite: quello della forma della donazione. La legge, a riguardo, detta una sola regola: tutte le volte in cui la donazione è di valore «non modico» è necessario procedere con l’atto notarile. In tutti gli altri casi, la donazione può avvenire in qualsiasi modo: con uno scambio verbale di dichiarazioni, con una scrittura privata o anche in forma tacita ossia con il bonifico diretto o (fino a 999,99 euro) con la consegna a mani.

A questo punto la domanda si sposta su un altro aspetto: come stabilire se la donazione è di modico valore? Non esiste un limite prefissato dalla legge per poter definire una donazione “modica” o meno. Bisogna riferirsi alle condizioni economiche delle parti: è «modica» la donazione che non determina un sostanziale impoverimento per il donante e un notevole arricchimento per il donatario. Così, se una persona che ha un reddito di 1.000 euro al mese e in banca ha un deposito di 30mila euro, regala a un amico 3.000 euro non c’è necessità del notaio. 

La presenza del notaio per le donazioni non modiche è necessaria per far sì che l’atto gratuito non sia il frutto di un gesto impulsivo ma sia ponderato con attenzione.

In sintesi, quando si tratta di cifre cospicue, è necessario recarsi dal notaio; negli altri casi no.

Fa eccezione solo la cosiddetta donazione indiretta che si verifica quando la somma viene regalata a una persona affinché questa la usi per uno specifico scopo. Si pensi al padre che versi sul conto del figlio 100mila euro affinché questi compri la casa o la paghi direttamente al venditore dell’immobile. In tali casi, non è necessario recarsi dal notaio sempre che il successivo atto di acquisto specifichi la provenienza della somma con cui è stato pagato il relativo prezzo.

C’è un limite di soldi che si possono regalare?

Non esiste alcun limite ai soldi che si possono regalare se non quelli rivolti a tutelare gli eredi più stretti del donante (i cosiddetti legittimari): coniuge e figli o, in assenza dei figli, i genitori. Ad essi infatti la legge riserva una quota minima del patrimonio del defunto (appunto la cosiddetta «legittima») che questi non può negare loro neanche con un testamento o facendo, in vita, una serie di donazioni. 

Ecco perché se, ad esempio, una persona dovesse avere un grosso patrimonio in denaro e, prima di morire, dovesse darlo in beneficenza o regalarlo a un amico, i suoi figli avrebbero la possibilità di recuperare una parte di tale quota fino a concorrenza della loro quota di legittima.

La quota di legittima varia in base al patrimonio del defunto e al numero di eredi legittimari. Troverai tutti i calcoli nell’articolo Quali sono le quote di legittima e cosa spetta ai legittimari. Tanto per fare un esempio numerico e avere un’idea dell’ordine di grandezze di cui parliamo, una persona che lasci una moglie, un figlio e un conto in banca con 100mila euro, dovrà riservare un terzo di tale patrimonio al coniuge, un altro terzo al figlio mentre l’ultimo terzo potrà essere oggetto di donazioni libere. Se invece ci sono due o più figli, al coniuge va un quarto del conto mentre una metà va divisa tra i figli; il residuo quarto potrà essere regalato a chiunque altro.

Tuttavia, la legge non consente agli eredi di battersi prima che il donante sia deceduto: non possono cioè contestare le donazioni non appena eseguite o prima. Solo alla morte del donante, valutato il patrimonio che questi ha lasciato, gli eredi legittimari possono far eseguire una perizia per verificare se siano state rispettate le loro quote di legittima alla stregua di una valutazione complessiva dei beni del defunto, anche di quelli già ricevuti da questi a titolo di donazione.  



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