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Chi passa sotto il tutor veloce e poi rallenta subisce la multa?

29 Dicembre 2021
Chi passa sotto il tutor veloce e poi rallenta subisce la multa?

Chi arriva a 200 km all’ora sotto il tutor e prima della successiva porta d’uscita dimezza la velocità rischia una multa?

Ci è stato chiesto da un lettore se chi passa sotto il tutor veloce e poi rallenta subisce la multa. 

Per rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare, a chi magari è ancora inesperto, come funziona il sistema di rilevamento della velocità media, attuato appunto tramite tutor. 

A differenza dell’autovelox, che capta la velocità istantanea, ossia quella misurata in uno specifico punto, il tutor invece prende come riferimento due punti, uno in ingresso e uno in uscita, entrambi presidiati da telecamere, e poi – tenendo conto della distanza che c’è tra i due spazi e del momento in cui l’auto è passata dal primo al secondo – stabilisce qual è stata la velocità media tenuta dal conducente. Se quest’ultima è superiore ai limiti scatta la multa. 

Dunque, se per subire la multa con l’autovelox basta superare il limite di velocità in corrispondenza della telecamera ove è posizionato l’apparecchio di controllo elettronico, con il tutor ciò non basta: bisogna mantenere una velocità elevata per tutto il tratto di strada preso in considerazione, sino quindi alla porta d’uscita. 

Detto ciò, la domanda ora appare più chiara: un automobilista che passa sotto la telecamera del tutor ad alta velocità mai poi rallenta, fino addirittura a dimezzarla, può rischiare una multa?

Contro i tutor sono state studiate un po’ tutte le tecniche. C’è chi credeva che, camminando a ridosso di due corsie, potesse sfuggire al rilevamento dei sensori, un tempo piazzati sotto l’asfalto; e c’è chi invece, ancor oggi, è legato alla favola del cd penzolante sotto il lunotto, in grado di riflettere le telecamere ed impedire la fotografia della targa. 

Una cosa è però certa: la multa per eccesso di velocità rilevata dal tutor lascia un ampio margine di tolleranza. E ciò in parte perché è la stessa legge a prevedere una soglia di tolleranza del 5% (che peraltro non può mai scendere al di sotto di 5 km/h); in parte perché, nel calcolare la distanza che l’auto percorre tra la cosiddetta porta d’ingresso e la porta d’uscita, si considera sempre la linea più breve, quella cioè che taglia le curve come neanche un pilota di Formula 1 saprebbe fare. C’è poi da considerare la presenza del traffico che porta l’automobilista a frenare o a fare manovre di sorpasso, che riducono sensibilmente la velocità media. 

Detto ciò, se in ogni caso l’auto passa sotto il tutor ad oltre 200 km orari ma poi, per ipotesi, frena e scende a 60 km/h, mantenendo tale velocità per un tratto di strada uguale, la velocità media si abbasserà notevolmente (attentandosi intorno a 125 km/h) e, dunque, entro i limiti di velocità se si tratta di autostrada (con limite quindi a 130 km/h).

Lo stesso dicasi per chi, tra le due porte, si ferma in una piazzola per fare pausa o a un autogrill per bere il caffè o per fare benzina.  

L’elemento variabile è la distanza tra le due porte perché tanto è più breve, tanto meno il rallentamento potrà bastare per ristabilire la velocità media “legale”. Tanto per fare un esempio, se la tratta è lunga solo 3 chilometri e nel percorrerla si impiegano 83 secondi, la media è di 130 km/h, nonostante le punte estreme raggiunte (di 300 e 10 km orari): se si tratta allora di una strada statale dove il limite è di 90 km/h si è commessa l’infrazione. 

Insomma, è vero che il tutor non tiene conto dei picchi più alti e di quelli più bassi della velocità ma solo della media, ma è bene considerare che non basta rallentare solo per pochi chilometri per mettersi in regola ed evitare la multa. Tutto dipende da quanta strada si è percorsa oltre i limiti. 

 



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