Equitalia: per la rateazione ecco come essere riammessi alla dilazione del pagamento

23 Luglio 2014
Equitalia: per la rateazione ecco come essere riammessi alla dilazione del pagamento

Le indicazioni di Equitalia per i contribuenti decaduti al 22 giugno 2013 e che vogliono essere riammessi al beneficio della dilazione; nessun documento da presentare anche per debiti sopra 50mila euro.

La novità è di tutto rilievo e ne abbiamo già parlato qualche giorno fa (leggi: “Equitalia nuova rateazione per chi è decaduto”): chi alla data del 22 giugno 2013 era decaduto dal piano di dilazione del pagamento delle cartelle può rientrare nel beneficio. Insomma: una sorta di sanatoria. Oggi arrivano i chiarimenti dell’Agente della riscossione su come procedere.

Non sarà necessario allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica, a prescindere dal fatto che l’importo del debito per cui era stata inizialmente chiesta la dilazione (poi non rispettata) sia inferiore o superiore a 50mila euro. La nuova dilazione terrà conto, infatti, dello stesso numero di rate del vecchio piano originariamente concesso e delle condizioni economiche rappresentate dal contribuente al momento della prima concessione della prima rateazione.

Possono presentare la domanda di riammissione alla nuova dilazione, fino a un massimo di 72 rate mensili, solo i contribuenti (persone fisiche, ditte individuali e società) che sono decaduti entro il 22 giugno 2013 da vecchie rateazioni concesse per non aver versato due rate, anche non consecutive, del piano di ammortamento inizialmente concesso per cartelle di pagamento, avvisi di accertamento esecutivi emessi dalle Entrate, e/o dalle Dogane e/o dai Monopoli, avvisi di addebito emessi dall’Inps.

Il nuovo piano di rateazione si potrà estendere fino a 72 rate mensili (vale a dire fino a un massimo di sei anni), ma non sarà ulteriormente prorogabile. Questo vuol dire che, anche nelle circostanze di comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità, non sarà mai concessa al contribuente “riammesso” al beneficio la possibilità di accedere a un piano di rateazione straordinario fino a dieci anni.

Inoltre, i riammessi dovranno fare molta attenzione alla puntualità dei pagamenti delle rate del nuovo piano per non decadere nuovamente dal beneficio e perdere questa nuova chance. Solo per la nuova ammissione alla dilazione, è stata, infatti, prevista la revoca del beneficio per il mancato pagamento di due rate anche non consecutive, e non di otto rate anche non consecutive come accade per le dilazioni concesse dal 23 giugno 2013 (data di entrata in vigore del Decreto del Fare).

La domanda

La domanda di riammissione si può presentare mediante raccomandata con ricevuta di ritorno o a mano presso uno degli sportelli dell’agente della riscossione competente per territorio. I moduli sono disponibili sul sito di Equitalia e presso tutti gli uffici. Qualora la richiesta presentata sia regolare e, dunque, Equitalia la accetti, il contribuente riceverà direttamente al proprio indirizzo il piano di dilazione e i bollettini per il pagamento. Nel caso, invece, in cui l’esame della richiesta di riammissione abbia un esito negativo per mancanza dei requisiti, Equitalia comunicherà il preavviso di rigetto con l’indicazione dei motivi che ne impediscono l’accoglimento, invitando il richiedente a presentare, nel termine di dieci giorni, osservazioni da considerare in vista del provvedimento finale. Il rifiuto dell’istanza potrà essere impugnato dal contribuente tramite un difensore abilitato mediante ricorso da notificare entro 60 giorni alla Ctp competente, contestando, da un lato, i motivi e le ragioni giuridiche che avrebbero impedito, secondo Equitalia, l’accoglimento della richiesta di rateazione e, dall’altro, esponendo le proprie ragioni sull’ammissione alla dilazione.

Doppio binario per le cartelle

Trattamento differenziato per i debiti sorti dopo la decadenza dal vecchio piano. I debiti inclusi in una precedente rateazione non rispettata e per cui il contribuente è decaduto entro il 22 giugno 2013 possono essere nuovamente dilazionati secondo il numero di rate inizialmente concesso, anche nel caso in cui siano aumentati per effetto degli interessi di mora. Gli altri debiti, invece, eventualmente sorti successivamente e, quindi, non legati a una rateazione decaduta entro il 22 giugno 2013, seguono le regole generali attualmente vigenti in materia di rateazioni, inclusa la verifica dell’Isee o degli altri parametri di bilancio, se il debito relativo è superiore a 50mila euro.

La rateazione, infatti, può essere richiesta e concessa a condizione che il contribuente si impegni a pagare tutti i debiti che ha nei confronti degli enti che hanno incaricato Equitalia della riscossione. Pertanto, in caso di nuove cartelle o avvisi emessi e non pagati dopo che il contribuente sia decaduto dalla dilazione inizialmente concessa, la nuova ammissione alla rateazione seguirà un doppio binario: “vecchie regole” per l’originario debito e “nuove regole” previste dal cosiddetto “decreto del Fare” e, certamente, più favorevoli per il debito “post decadenza”.

In sostanza, solo per i debiti sorti dopo la decadenza, sarà possibile chiedere la dilazione “straordinaria” fino a un massimo di 120 rate mensili, se il contribuente, per ragioni estranee alla propria responsabilità, si trovi in una comprovata grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica e qualora venga accertata l’impossibilità di assolvere il pagamento del credito secondo il piano di rateazione ordinario e sia valutata la solvibilità in relazione al piano concedibile.

Tuttavia, la concessione del piano di rateazione straordinario non è automatica. È, infatti, possibile accedervi solo in presenza di queste condizioni:

1. per le persone fisiche e le ditte individuali, quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile, risultante dall’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) indicato nel modello Isee;

2. per le altre imprese, quando la rata è superiore al 10% del valore della produzione mensile.

Inoltre l’indice di liquidità, ricavato dai dati di bilancio, deve essere compreso tra 0,5 e 1. Infine, sempre solo per la parte dei nuovi debiti, il contribuente decadrà dal beneficio della dilazione qualora non versi otto rate mensili anche non consecutive (e non due, come per la dilazione dei vecchi debiti per cui è decaduto entro il 22 giugno 2013).

In ogni caso, la riammissione alla dilazione comporta indubbi vantaggi, consentendo il blocco sia delle misure cautelari che esecutive da parte di Equitalia. L’agente della riscossione non può, infatti, iscrivere ipoteca finché il contribuente è in regola con i pagamenti né può attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva, quale, ad esempio, l’iscrizione del fermo amministrativo sugli autoveicoli intestati e/o cointestati al debitore. Infine, il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può richiedere il Durc (documento unico di regolarità contributiva) e il certificato di regolarità fiscale per partecipare alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi.


01 | LA DOMANDA

La richiesta per la riammissione alla dilazione da parte di chi era decaduto al 22 giugno 2013 va presentata a Equitalia entro il prossimo 31 luglio. Per chiedere la nuova dilazione basta un’istanza semplice, senza dover allegare alcuna documentazione comprovante la difficoltà economica: ciò vale per i debiti sia inferiori sia superiori a 50mila euro. Poiché non bisogna presentare una nuova documentazione per il calcolo del numero di rate, la rateazione verrà concessa in un numero massimo di rate pari a quelle del precedente piano.

02 | LE MODALITÀ

La domanda di riammissione si può presentare a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o a mano presso uno degli sportelli dell’agente della riscossione competente per territorio. I moduli sono disponibili sul sito internet di Equitalia e presso tutti gli uffici. È sempre necessario che il contribuente autorizzi Equitalia al trattamento dei dati indicati nella richiesta e che alleghi un documento di riconoscimento valido. Qualora la richiesta presentata sia regolare e, dunque, Equitalia l’accetti, il contribuente riceverà direttamente al proprio indirizzo il piano di dilazione e i bollettini per il pagamento.

03 | LE CONDIZIONI DI RIAMMISSIONE

Il nuovo piano di dilazione concesso si potrà estendere fino a un massimo di 72 rate mensili e non è ulteriormente prorogabile. L’importo minimo di ogni rata è di regola pari a 100 euro, ma si può chiedere un piano di dilazione a rate variabili e crescenti, anziché a rate costanti. La decadenza scatta con il mancato pagamento di due rate anche non consecutive e non di otto rate.

04 | I DEBITI SUCCESSIVI

Gli altri debiti del contribuente, sorti successivamente e quindi non legati a una rateazione decaduta entro il 22 giugno 2013, seguono le regole generali vigenti in materia di rateazioni (inclusa la verifica dell’Isee o degli altri parametri di bilancio, se il debito relativo è superiore a 50mila euro). Le due fattispecie sono assoggettate a regole diverse.

 

05 | I VANTAGGI DEL RIENTRO

Con la riammissione alla dilazione, l’agente della riscossione non potrà iscrivere ipoteca finché il contribuente è in regola con i pagamenti. Equitalia non potrà procedere né con l’eventuale iscrizione del fermo amministrativo sugli autoveicoli intestati e/o cointestati al debitore né al pignoramento dei suoi beni (mobili) e all’espropriazione immobiliare. Il contribuente che ha ottenuto la rateazione non è più considerato inadempiente e può richiedere il Durc e il certificato di regolarità fiscale per partecipare alle gare.

note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Sempre peggio anziché aiutare i cittadini morosi li condanniamo sempre più. Ma quali diritti ha lo stato nei confronti di cittadini in debito con equitalia difronte a frodi e irresponsabilità di dirigenti deputati e tutti coloro eletti che ci rappresentano e rappresentano le istituzioni ha pretese e richieste assurde perché non li facciamo mettere a loro i soldi visto che sono proprio loro a non pagare anzi a sprecare denaro pubblico, non credo che loro problemi come coloro che con € 1300,00 al mese o chi disoccupato deve trovare o patteggiare a condizioni sempre più ridotte per far fronte al debito con equitalia.siate più onesti condonate e fate in modo che il debito sia solo del capitale è proporzionato al reddito mensile senza limiti del numero di rate. Grazie e spero che vogliate ascoltarci.

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