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Coniugi residenti in Comuni diversi: esenzione Imu per entrambi?

8 Gennaio 2022
Coniugi residenti in Comuni diversi: esenzione Imu per entrambi?

Io e mia moglie possiamo avere ognuno la propria residenza ed abitazione principale in due Comuni e provincie diverse a causa di motivi di lavoro, con conseguente esenzione dell’Imu per entrambi? Il Comune chiede a mia moglie il pagamento dell’Imu con arretrati da quando io mi sono trasferito per lavoro in un altro Comune. È una richiesta lecita?

La tesi del Comune è legittima, in virtù del recente orientamento espresso dalla Corte di Cassazione in materia di agevolazioni Imu. Secondo tale indirizzo, deve escludersi l’esenzione Imu per entrambi i coniugi che risiedano in Comuni diversi, in quanto l’agevolazione si riferisce all’abitazione principale del nucleo familiare che può essere identificata esclusivamente con un immobile.

In base all’art. 13, comma 2, del D.L. n. 201 del 2011, «Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore ed il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente».

Ebbene, secondo la Cassazione occorre interpretare la citata norma nel senso che l’agevolazione spetta per un unico immobile destinato ad abitazione principale del nucleo familiare. Più precisamente: «ciò comporta, la necessità che in riferimento alla stessa unità immobiliare tanto il possessore quanto il suo nucleo familiare non solo vi dimorino stabilmente, ma vi risiedano anche anagraficamente» (Cass. ord. n. 20130/2020), con la conseguenza che la mancata unitarietà del nucleo familiare, qualora i coniugi dimorino e risiedano in Comuni diversi, pur se per ragioni lavorative, farebbe venir meno il presupposto dell’esenzione Imu.

Sempre secondo la Cassazione (ord. n. 17408/2021), «nel caso in cui due coniugi non separati legalmente abbiano la propria abitazione in due differenti immobili, il nucleo familiare (inteso come unità distinta ed automa rispetto ai suoi singoli componenti) resta unico, ed unica, pertanto, potrà essere anche l’abitazione principale ad esso riferibile, con la conseguenza che il contribuente, il quale dimori in un immobile di cui sia proprietario (o titolare di altro diritto reale), non avrà alcun diritto all’agevolazione se tale immobile non costituisca anche dimora abituale dei suoi familiari, non realizzandosi in quel luogo il presupposto della “abitazione principale” del suo nucleo familiare. Ciò in applicazione della lettera e della ratio della norma, che è quella di impedire che la fittizia assunzione della dimora o della residenza in altro luogo da parte di uno dei coniugi crei la possibilità per il medesimo nucleo familiare di godere due volte dei benefici per l’abitazione principale». Anche qualora i coniugi abbiano fissato residenze diverse in immobili diversi, per esempio, per esigenze lavorative, «dovrà accertarsi in quale di questi immobili si realizzi l’abitazione ‘principale’ del nucleo familiare, riconoscendo l’esenzione solo allo stesso».

Alla luce di quanto precede, i coniugi hanno diritto all’esenzione Imu per un solo immobile, coincidente con quello destinato ad abitazione principale del nucleo familiare. Nel caso di specie, sta ai coniugi scegliere quale dei due immobili costituisce abitazione principale del nucleo.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Maria Monteleone



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