L’Ufficio del processo: come funziona. Partenza a settembre

23 Luglio 2014
L’Ufficio del processo: come funziona. Partenza a settembre

Riforma della giustizia: magistrati onorari, tirocinanti, amministrativi e nelle Corti d’appello toghe ausiliarie aiuteranno il giudice a fare prima con ricerche, massime e hi-tech.

Tutti in aiuto dei giudici. Se nelle Corti d’Appello stanno per arrivare giudici ordinari e onorari, avvocati, notai e professori universitari (leggi “Avvocati assunti nelle Corti d’Appello”), nei tribunali ordinari si insedierà un vero e proprio staff, detto “ufficio del processo” e composto da magistrati onorari, tirocinanti, personale amministrativo e nelle  Corti d’appello anche i magistrati ausiliari.

Il nuovo ufficio, previsto dall’ultima ed ennesima riforma della giustizia [1], aiuterà il giudice a ridurre i tempi dei processi e a implementare le innovazioni tecnologiche come il processo telematico e l’informatizzazione che stanno facendosi largo in Tribunali e Procure.

In particolare, la struttura si occuperà di:

– ricerca dottrinale e dei precedenti giurisprudenziali;

– relazioni;

– massimazione di sentenze;

– collaborazione diretta con il magistrato per compiti legati alla preparazione delle udienze;

– rilevazione dei flussi statistici;

– controllo della corretta gestione dei registri informatizzati;

– supporto al processo civile telematico e all’informatizzazione del processo penale.

L’idea di una struttura tecnica di supporto al magistrato è già presente in diversi Paesi occidentali (Francia, Austria, Olanda, Polonia e Stati Uniti d’America). In Italia, invece, le prime sperimentazioni sono a Firenze, Milano, Prato, Modena e Bologna.


note

[1] Decreto legge n. 90/2014.

Autore immagine: 123rf com


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