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Stalking: la difesa dell’accusato davanti al Questore

29 Dicembre 2021
Stalking: la difesa dell’accusato davanti al Questore

L’ammonimento del Questore deve garantire l’esercizio del diritto di difesa del destinatario sospetto stalker.

La vittima di stalking, prima di presentare la denuncia, può rivolgersi al Questore affinché ammonisca il colpevole. Si tratta di uno strumento alternativo all’azione penale, che serve proprio per evitare le conseguenze più gravi di quest’ultima e, nello stesso tempo, mettere in allarme il molestatore, rappresentandogli le conseguenze a cui andrà incontro se proseguirà nelle condotte illecite. 

L’ammonizione orale del Questore è un provvedimento di carattere puramente amministrativo, privo di conseguenze sanzionatorie: non comporta pertanto alcuna “macchia” sulla fedina penale. In essa, l’autorità invita il presunto stalker a tenere una condotta conforme alle legge e a interrompere le condotte illecite.

Ciò nonostante è necessario garantire il diritto di difesa dell’accusato davanti al Questore. Pertanto, questi deve essere: 

  • innanzitutto, avvisato della segnalazione sporta nei suoi riguardi e del conseguente avvio del procedimento amministrativo (così come prevede la legge stessa [1]);
  • chiamato ed ascoltato personalmente prima dell’adozione del provvedimento, affinché possa addurre elementi in propria difesa. 

Del resto, se scopo dell’ammonizione è proprio evitare che gli atti persecutori vengano ripetuti, è fondamentale che il colpevole sia cosciente del fatto che si sta agendo contro di lui: la sua partecipazione è appunto strumentale a consentirgli di ravvedersi. 

Dall’altro lato, la presenza dell’accusato non deve essere la giustificazione per rallentare la procedura: il provvedimento deve essere preso in tempi rapidi onde evitare conseguenze peggiori. Solo in caso di urgenza il Questore può adottare il provvedimento senza neanche sentire l’accusato e senza interpellarlo. Lo farà valutando gli elementi forniti dalla vittima. All’accusato sarà concesso chiedere, in un momento successivo, il riesame del provvedimento. In ogni caso, il Questore dovrà dare adeguata motivazione delle esigenze di celerità che abbiano costretto lo stesso ad adottare il provvedimento senza la partecipazione del presunto reo. 

Come chiarito dal Consiglio di Stato [2] in tema di stalking, il Questore, nell’ambito dei suoi poteri discrezionali, può valutare se e quando emanare il provvedimento di ammonizione: oltre ad essere titolare del potere di emettere o meno la misura, egli può decidere di emanare senza indugio il provvedimento di ammonizione oppure, se le circostanze lo consentono, di avvisare il possibile destinatario dell’atto con l’avviso di avvio del procedimento. Ciò si spiega perché l’eventuale anche lieve differimento dell’emanazione del provvedimento può avere gravi e a volte anche irreversibili conseguenze per chi abbia segnalato i fatti all’autorità di pubblica sicurezza.

Ciò nonostante, e confinando quanto appena detto alle sole ipotesi di estrema urgenza e gravità, lo stesso Consiglio di Stato ha più volte sancito che la difesa dell’accusato davanti al Questore in un procedimento per stalking non può prescindere dal suo ascolto preventivo. Proprio una recente pronuncia ha ribadito che l’ammonimento del Questore deve garantire l’esercizio del diritto di difesa del destinatario “sospetto stalker”. Il che significa che se il molestatore viene chiamato una prima volta dinanzi all’autorità e da questa inizialmente graziato, in caso di successiva segnalazione da parte della vittima, il Questore non può, la seconda volta, emettere in automatico il provvedimento ma dovrà chiamare di nuovo il presunto colpevole al fine di consentirgli nuovamente di difendersi. Non si può quindi emettere l’ammonimento sulla base delle dichiarazioni da questi fornite durante il primo incontro [3]. 

Insomma, possiamo concludere, sintetizzando, che – salvo casi eccezionali e particolarmente gravi, da motivare volta per volta, – il procedimento finalizzato all’adozione di un provvedimento di ammonimento da parte del Questore presuppone che il suo destinatario debba essere sentito, a sua tutela, o almeno gli debba essere consentito di partecipare al procedimento [4].


note

[1] Art. 7 della legge n. 241 del 1990: 1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l’avvio del procedimento stesso è comunicato, con le modalità previste dall’articolo 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l’amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell’inizio del procedimento.

2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facoltà dell’amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelar

[2] Const. Stato sent. n. 5259/2018

[3] Cons. Stato, sent. n. 8468/2021. 

[4] Cons. Stato, sent. n. 5150/2020.


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