Lavoro: 8 strumenti per gestire le crisi aziendali

29 Dicembre 2021 | Autore:
Lavoro: 8 strumenti per gestire le crisi aziendali

Manovra e Milleproroghe prevedono incentivi e agevolazioni per favorire le assunzioni, evitare gli esuberi ed accompagnare i lavoratori vicini alla pensione.

Un tandem per pedalare verso l’uscita della crisi. È quello che il Governo mette nel 2022 a disposizione delle aziende in difficoltà, unendo le risorse della manovra e del decreto Milleproroghe. Ben 8 strumenti per gestire le crisi aziendali e le ripercussioni che l’impasse causato dalla pandemia ha avuto sul mercato del lavoro.

Otto strumenti, dunque, dai quali si attende una nuova musica almeno per il prossimo biennio. Vediamo in che cosa consistono.

Il contratto di espansione

Il Governo ha esteso al biennio 2022-2023 il contratto di espansione, che interessa anche le imprese con almeno 50 dipendenti. In questo periodo, le aziende potranno:

  • consentire l’uscita del personale a non più di 60 mesi dalla pensione di anzianità o di vecchiaia;
  • ridurre l’orario di lavoro ai dipendenti utilizzando fino a 18 mesi di cassa integrazione straordinaria anche frazionati;
  • applicare una riduzione oraria, anche fino al 100%, per i dipendenti non interessati dalle uscite;
  • assumere del personale sulla base di una percentuale tra entrate e uscite da definire mediante gli accordi collettivi e di un’assunzione ogni tre uscite per le imprese con oltre 1.000 addetti.

Il contratto di solidarietà

Dal 1° gennaio 2022 le aziende possono:

  • stipulare dei contratti di solidarietà per ridurre l’orario di lavoro senza diminuire l’organico o dichiarare l’esubero;
  • aumentare il massimale della riduzione media oraria giornaliera, settimanale o mensile dal 60% all’80% per chi ha sottoscritto il contratto di solidarietà;
  • fissare al 90% la riduzione complessiva dell’orario di lavoro di ciascun dipendente per l’intero periodo del contratto di solidarietà.

Proroga della cassa integrazione

Solo per il biennio 2022-2023, le aziende dei settori dell’industria e dell’edilizia che hanno finito i contatori della cassa integrazione ordinaria potranno richiedere fino ad ulteriori 52 settimane di cassa straordinaria da utilizzare fino al 31 dicembre 2023 entro il limite di 150 milioni di euro per ogni anno.

Uscita dalle piccole e medie imprese in crisi

Il ministero dello Sviluppo economico istituisce un fondo per favorire l’uscita anticipata dei lavoratori addetti alle piccole e medie imprese in difficoltà, a patto che i dipendenti abbiano raggiunto i 62 anni di età.

Il fondo sarà dotato di:

  • 150 milioni di euro per il 2022;
  • 200 milioni di euro per il 2023;
  • 200 milioni di euro per il 2024.

Ammortizzatori per aziende strategiche

Per lo stesso triennio e per le aziende con rilevanza economica strategica a livello regionale o nazionale che hanno esaurito il periodo di cassa integrazione ordinaria è prevista la possibilità di chiedere nuovi ammortizzatori sociali finalizzati a:

  • definire processi di riorganizzazione o di risanamento;
  • gestire esuberi.

Le soglie di tali ammortizzatori sono:

  • 130 milioni di euro per il 2022;
  • 100 milioni di euro per il 2023;
  • 50 milioni di euro per il 2024.

La proroga degli ammortizzatori potrà avere una durata di:

  • 12 mesi in caso di riorganizzazione aziendale o di contratto di solidarietà;
  • 6 mesi in caso di crisi aziendale.

Incentivi per le assunzioni

Previsto per le aziende che assumono dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria un contributo mensile del 50% dell’ammontare della cassa integrazione stessa per ogni mensilità di retribuzione corrisposta.

L’incentivo ha una durata massima di 12 mesi.

Esonero contributivo

Viene allargato al 2022 l’esonero contributivo già esistente per stabilizzare la posizione dei lavoratori sotto i 36 anni di età. Si tratta della stessa decontribuzione prevista per chi assume a tempo indeterminato dei dipendenti, a prescindere dall’età, e che hanno in corso un tavolo di confronto per gestire una crisi aziendale.

L’agevolazione consiste nello sgravio del 100% dei contributi per 36 mesi entro la soglia dei 6.000 euro annui.

Politiche attive sul lavoro

L’ultimo strumento messo a disposizione dal Governo riguarda le politiche attive per l’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro attraverso il programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori). Un programma che già dispone di 880 milioni di euro, stanziati dal decreto pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 27 dicembre 2021.

Ai Fondi interprofessionali, formalmente riconosciuti dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, vengono restituiti 120 milioni di euro da destinare alla formazione dei lavoratori in cassa integrazione (non giovani e disoccupati).

Sarà possibile lavorare pur essendo in cassa integrazione straordinaria a queste condizioni:

  • se si ha un contratto subordinato di più di sei mesi o un’attività autonoma, non si ha diritto al trattamento di cassa integrazione per le giornate di lavoro effettuate;
  • il trattamento viene sospeso se la durata del contratto subordinato o del lavoro autonomo è inferiore a sei mesi.


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