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Auditel: come funziona e quanto è affidabile

23 Aprile 2022 | Autore:
Auditel: come funziona e quanto è affidabile

Come e da chi vengono rilevati i dati di ascolto delle trasmissioni televisive? Chi controlla la trasparenza del meccanismo?

Il grande «circo» della tv sta in piedi grazie ad un principio fin troppo elementare, su cui non tutti saranno d’accordo ma che esprime la cruda realtà: il successo di una trasmissione non si misura dalla sua qualità ma dai suoi ascolti. Più telespettatori sono incollati allo schermo, più cara si può vendere la pubblicità legata a quel programma o ad una determinata fascia oraria. Se le entrate non compensano le spese di produzione, nella maggior parte dei casi, la trasmissione è destinata a finire prima della scadenza prevista. Ci vuole, quindi, uno strumento in grado di misurare quante persone seguono un programma televisivo. Per questo è nata Auditel, una società a responsabilità limitata di cui fanno parte a vario titolo le più grandi realtà del panorama televisivo italiano. Ma l’Auditel, come funziona e quanto è affidabile?

A qualcuno verrebbe da pensare che ci potrebbe essere qualche problema di trasparenza sulla rilevazione degli ascolti. Si pensi al proprietario del canale televisivo A che ha la maggioranza nel Consiglio di amministrazione di Auditel sul proprietario del canale B. La società rileva i dati di entrambi i canali. Capiterebbe mai che l’azionista di maggioranza condizioni il risultato di queste rilevazioni in modo da favorire sé stesso a discapito della concorrenza?

Si tratta, a dire la verità, di un’ipotesi molto remota perché nessuno avrebbe interesse a «giocare sporco» nei confronti degli altri soci. Ma per capire quanto è affidabile l’Auditel, vediamo come funziona.

Auditel: che cos’è?

L’Auditel è, molto più di un apparecchio per rilevare gli ascolti televisivi delle famiglie italiane. È una srl, cioè una società a responsabilità limitata, di cui fanno parte le principali realtà del piccolo schermo in queste percentuali:

  • Rai al 33%;
  • Rti (Reti televisive italiane, proprietà di Mediaset) al 20,22%;
  • Upa (Utenti pubblicitari associati) al 20%;
  • Assap Servizi all’11,5%;
  • Mediaset al 6,45%;
  • La7 al 3,33%;
  • Confindustria Radio Televisioni al 3%;
  • UNA (Aziende della comunicazione unite) all’1,5%;
  • Fieg (Federazione italiana editori giornali) all’1%.

Nel Consiglio di amministrazione, e per garantire ulteriore rappresentatività ai soggetti più rilevanti del mercato televisivo italiano, siedono anche rappresentanti di Sky e di Discovery (di cui fanno parte canali come Nove, Real Time, DMax e Giallo, tra gli altri).

In questo modo, Auditel riunisce non solo le più grandi emittenti ma anche gli investitori pubblicitari, le agenzie e i centri media.

Auditel: cosa fa?

Il compito della società Auditel è quello di rilevare e di diffondere i dati sugli ascolti televisivi raccolti minuto per minuto, 24 ore su 24, che riguardano i canali digitali, satellitari, live e on demand su tutte le piattaforme e su tutti i dispositivi. Quindi, non solo quello che il telespettatore che si presta alla rilevazione guarda sul tradizionale piccolo schermo ma anche sul pc o sul tablet.

Sulla base di questi dati vengono successivamente create, ad esempio, le campagne pubblicitarie legate alle varie trasmissioni. Va da sé che il successo di un programma dal punto di vista degli ascolti farà aumentare il prezzo del passaggio di uno spot: non costa lo stesso se mandato in onda, ad esempio, durante il Festival di Sanremo o durante una trasmissione della mattina o di seconda serata che registra un numero inferiore di pubblico. Si decidono anche i palinsesti in base al numero dei telespettatori presenti nelle diverse fasce orarie, si scelgono dei contenuti conoscendo le preferenze del pubblico e – non meno importante per chi lavora davanti e dietro le telecamere – si stabilisce se un programma deve essere confermato per più stagioni, se deve arrivare alla scadenza pianificata o se deve essere interrotto perché non viene premiato dagli ascolti.

Per salvaguardare la trasparenza di questa operazione, il lavoro di Auditel viene monitorato e tracciato: gli algoritmi e i protocolli di elaborazione di Auditel sono accessibili e depositati in garanzia. In qualunque momento, i dati possono essere riprodotti in maniera certificata da un revisore esterno.

Auditel: quali canali vengono rilevati?

Abbiamo citato in precedenza le aziende del mercato televisivo che fanno parte del Consiglio di amministrazione di Auditel. Tuttavia, le rilevazioni non si limitano ai canali di cui queste aziende sono proprietarie.

Il sistema misura 380 emittenti televisive. Significa che copre tutta l’offerta tra le 250 emittenti che trasmettono sul digitale terrestre e le 130 che si trovano sul digitale satellitare.

Auditel: come funziona?

Le rilevazioni sugli ascolti televisivi vengono fatte da Auditel su un campione di 16.100 famiglie rappresentative dell’intera popolazione italiana, il cosiddetto SuperPanel.

Ciascuna di queste famiglie è dotata di un dispositivo elettronico che permette di monitorare, 24 ore su 24, i suoi consumi televisivi fruiti su televisore tradizionale, smart tv, tablet, computer o game console. I dati vengono raccolti, ponderati e prodotti da Auditel attraverso un complicato processo tecnologico per essere resi pubblici il giorno successivo poco prima delle 10 di mattina.

Dopo l’elaborazione, una serie di software house attive sul mercato fornisce ai clienti (emittenti, agenzie pubblicitarie, ecc.) analisi sofisticate degli ascolti. I dati riguardano sia i telespettatori (sesso, età, collocazione geografica, classe socio-economica e livello di scolarità) sia la performance delle trasmissioni (dallo share ai minuti visti, dai picchi alle cadute), fondamentali per chi si occupa di contenuti e di pubblicità.

Inoltre, e dal 16 dicembre 2018, Auditel utilizza anche il sistema di raccolta censuario che rileva gli ascolti fruiti, in casa e fuori casa, su smart tv, tablet, pc, smartphone e game console. Viene usata una sofisticata tecnologia (SDK+Focal Meter) giudicata molto attendibile perché tiene conto solo degli ascolti reali e non degli stream start o le stream request.

In buona sostanza, Auditel ha installato direttamente nei dispositivi da cui le emittenti erogano i loro contenuti un tag digitale o SDK che misura, secondo per secondo, dispositivo per dispositivo, senza intermediazione di alcuno, la fruizione di ogni contenuto editoriale o pubblicitario emesso e realmente visto da un individuo.

Infine, dal 1° maggio 2011, Auditel misura anche gli ascolti delle trasmissioni on demand, cioè di quelle guardate in un momento successivo alla messa in onda attraverso i vari canali digitali (YouTube, Rai Play, Mediaset Play, ecc.).

Auditel: quanto è attendibile?

Auditel garantisce l’attendibilità dei dati sugli ascolti televisivi rilevati attraverso un rigoroso sistema di controllo che prevede:

  • pieni diritti di proprietà intellettuale su infrastrutture, protocolli, know-how e data-base;
  • protocolli, algoritmi, procedure interamente vigilabili;
  • controllo incrociato continuativo di tutti i soggetti rilevati in concorrenza tra loro che dispongono di una verifica costante sulla qualità dei dati;
  • pieno controllo per i soggetti che svolgono attività di vigilanza su Auditel;
  • controlli sistematici su procedure, sicurezza informatica, trattamento dei dati e gestione delle famiglie del SuperPanel, in base a protocolli certificati affidati a revisori terzi;
  • controlli a campione realizzati da revisori terzi in base a protocolli verificati;
  • sviluppo di sistemi automatizzati per la internalizzazione dei controlli incrociati sui dati;
  • controlli sui team e sul processo di formazione e aggiornamento degli addetti;
  • vigilanza di tre Authority (AgCom, Agcm, Garante Privacy);
  • procedura stringente e continuativa per identificare e neutralizzare i principali rischi cui Auditel può essere esposta.

Come detto, quindi, esiste anche un’attività di vigilanza da parte di tre importanti autorità come il Garante delle Comunicazioni (AgCom), il Garante della concorrenza e del mercato (Agcm) e il Garante per la protezione dei dati personali.



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