Diritto e Fisco | Articoli

Un professore può esternare il proprio pensiero politico in classe?

30 Dicembre 2021
Un professore può esternare il proprio pensiero politico in classe?

La libertà di pensiero all’interno della scuola: un docente orientato politicamente può imporre la propria tesi agli alunni, bocciando chi la pensa diversamente?

Manifestare le proprie convinzioni politiche, religiose o sociali costituisce esercizio di un diritto riconosciuto dalla Costituzione (articolo 21), pertanto inalienabile e incensurabile. Ma se a farlo dovesse essere un docente con i propri alunni, magari nell’ambito di una lezione, imponendo a questi le proprie convinzioni, si potrebbe ugualmente parlare di un comportamento legittimo? Un professore può esternare il proprio pensiero politico in classe o, peggio, imporre agli alunni di pensarla come lui e di rispondere, alle interrogazioni, secondo le proprie dottrine? 

La questione è particolarmente spinosa se si tiene conto dell’eterno conflitto – che l’Italia conosce sin dalla sua nascita – tra destra e sinistra, tra partiti di concezione economico-liberale e partiti invece orientati verso tesi socialiste e comuniste. Di certo, avere un credo politico è del tutto naturale. Sarebbe al contrario incostituzionale imporre la neutralità, ammesso che esista. Ognuno dunque è libero di farsi una propria opinione in merito a determinati temi. Così, ad esempio, non si può impedire ad un docente di storia di rappresentare, nelle proprie lezioni, i diritti della classe operaia come maggiormente meritevoli di tutela rispetto a quelli della classe imprenditoriale. 

Il problema si pone quando il professore prospetta il proprio pensiero come l’unico corretto. In tal caso, un alunno che veda le cose in modo diverso potrebbe essere bocciato solo perché, all’interrogazione, le rappresenta non come il docente vorrebbe sentirle dire? 

La questione è particolarmente delicata perché tocca un’altra norma costituzionale: l’articolo 33 della Costituzione che sancisce la libertà di istruzione e l’autonomia dei docenti nel definire i metodi di insegnamento. Appellandosi all’articolo 33, un docente può sentirsi libero di impartire convinzioni personali o di natura politica e religiosa?

La cultura non è mai dogmatica ed esige sempre il confronto tra punti di vista differenti. Il pluralismo di uno stato laico come il nostro va intercettato con massima coerenza anche nell’insegnamento. È dunque giusto che ciascun insegnante non nasconda le proprie idee (libertà di pensiero e di insegnamento) ma è corretto che le proponga nel confronto con altre idee e altri punti di vista. L’insegnamento non può essere “neutro” ma va comunque impartito con metodo “laico”, nel senso che non può consistere nella trasmissione di verità assolute, ma nella promozione di metodologie: di analisi e di ricerca che consentano a ogni studente di sviluppare un proprio pensiero critico. Detto in altre parole, il docente è libero di manifestare il proprio pensiero, di professare e seguire qualunque tesi o teoria, ma prospettando anche le altre (seppur da lui non condivise) in modo da fornire agli alunni la più ampia istruzione e non solo una settoriale. 

Anche i ragazzi, del resto, vanno messi nella condizione di esercitare la loro libertà di pensiero e quindi di dissentire dal pensiero altrui seppure è quello del docente. Se il professore imponesse la propria convinzione come l’unica corretta, negherebbe agli alunni la libertà di espressione, riconosciuta loro dalla Costituzione.

Il docente quindi deve essere pronto a comprendere ed accettare posizioni diverse dalla propria, senza che ciò possa incidere sul voto. E se mai ciò dovesse accadere, l’alunno potrebbe rivolgersi al dirigente scolastico per una rivalutazione del proprio merito. 

 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Ma la libera espressione delle proprie idee vale anche per un professore di Informatica che, durante le lezioni, illustra le teorie no-vax e incita a non vaccinarsi ??

  2. Nella mia “carriera” scolastica ho avuto esempi sia in un caso che nell’altro. In Italiano, i miei voti variavano dal 4 all’8 a seconda dell’orientamento politico/religioso del professore di turno. Stessa cosa per Matematica e Scienze. Per questo motivo ho maturato la convinzione che dalla scuola bisogna venirne fuori prima possibile con il minor danno possibile. Bisogna studiare per accrescere il proprio sapere non per accontentare il cogl…ne di turno.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube