Diritto e Fisco | Articoli

Per la garanzia serve la scatola originale del prodotto?

30 Dicembre 2021
Per la garanzia serve la scatola originale del prodotto?

Si può buttare la confezione per ottenere la garanzia? Che succede se l’imballaggio è stato rotto?

In alcuni negozi (specie quelli di elettronica ed elettrodomestici), viene esposto un cartello con il seguente avviso: «I prodotti si cambiano solo se presentati nell’imballo originale integro». Come vedremo a breve, però, una previsione del genere è del tutto illegittima e viola i diritti dell’acquirente, sia di quello che acquista in veste di consumatore che di professionista (ossia per esigenze lavorative). Difatti, la garanzia vale anche se il cliente ha rotto o buttato la confezione o l’imballaggio.

Per comprendere come far valere i propri diritti, cerchiamo di spiegare cosa prevede la legge a riguardo.

Come funziona la garanzia

La garanzia, come noto, è il diritto dell’acquirente di richiedere, in prima battuta ed a propria scelta, la riparazione o la sostituzione del prodotto se questo, nei primi due anni dalla consegna, dovesse presentare un difetto di fabbricazione non visibile all’atto dell’acquisto. A tal fine, però, l’acquirente deve comunicare al venditore, entro 60 giorni dal ricevimento della merce, il vizio in questione. 

Se la riparazione o la sostituzione dovessero essere impossibili o dovessero risultare antieconomici (come succede quando un prodotto esce fuori di commercio e non ci sono più pezzi di ricambio), l’acquirente può chiedere la risoluzione del contratto, e quindi il rimborso integrale della somma spesa, oppure un rimborso parziale, trattenendo in questo secondo caso l’oggetto acquistato.

La garanzia è di un solo anno per chi acquista con partita Iva, richiedendo quindi la fattura; in tale ipotesi, il termine per denunciare il vizio al venditore non è di 60 giorni ma di 8 soltanto.

Per la garanzia bisogna conservare la confezione?

Tutto ciò che deve fare l’acquirente per esercitare la garanzia è fornire la prova di aver acquistato il prodotto. Nel primo anno dall’acquisto, peraltro, non spetta a lui dimostrare che il vizio preesisteva all’acquisto: è piuttosto il venditore a dover provare che il guasto è dipeso da un uso non corretto dell’oggetto.

Per la garanzia non serve conservare la scatola originale del prodotto, da un lato perché la legge non lo richiede, dall’altro perché sarebbe assurdo e impensabile imporre di conservare le confezioni di tutto ciò che si acquista e conservarle per ben due anni (si finirebbe per dover adibire un garage alla raccolta del cartone). 

Dunque, una volta acquistato il prodotto si può già buttare l’imballaggio e anche il libretto di istruzione se di esso non c’è bisogno. Il negoziante non può imporre ulteriori condizioni come ad esempio l’obbligo di spedire il prodotto al centro assistenza o di rivolgersi a un riparatore specializzato. L’acquirente può limitarsi a riconsegnare l’oggetto a chi glielo ha venduto, lasciando che sia questo ad assumersi ogni altro onere.

Che fare se il negoziante chiede la confezione originale?

Se il negoziante dovesse rifiutare la garanzia solo perché l’acquirente non ha conservato la confezione o la scatola dell’imballaggio, l’acquirente potrebbe innanzitutto denunciare la vicenda al Garante del Mercato (Agcm) e poi citarlo in una causa civile. Ma è di sicuro con una recensione negativa su Google o su altre piattaforme che si ottiene sempre e subito tutela.

Per la garanzia serve lo scontrino?

Peraltro la garanzia non richiede – come molti esercenti fanno credere – l’esibizione dello scontrino. La giurisprudenza impone all’acquirente una qualsiasi prova di aver comprato il prodotto presso quello specifico esercizio commerciale: prova che può essere costituita anche dall’estratto conto della carta di credito o del bancomat per chi ha pagato in modalità tracciabile o da altro documento giustificativo rilasciato dal venditore. 

Quando è necessario conservare cartone e confezione

Viceversa, per esercitare il diritto di recesso, riconosciuto solo a chi acquista online o fuori dai negozi fisici, ed in veste di consumatore (senza quindi partita Iva), è necessario conservare l’imballaggio e, quindi, la scatola originale del prodotto. Non importa se questa è stata aperta e magari rotta da alcune parti se ciò era necessario per poter provare la merce. Difatti, il diritto di recesso viene riconosciuto anche a chi utilizza il prodotto che poi restituisce. Non importa quindi se, nel fare questo, rompe il cartone. 

Si ricorda che il diritto di recesso può essere esercitato solo entro 14 giorni dal ricevimento della merce e richiede l’invio, entro tale termine, di una raccomandata a.r. o una pec al venditore con cui si manifesta la propria volontà di ottenere la restituzione del denaro speso. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube