L’esperto | Articoli

Risarcimento danni per spoglio del possesso: Cassazione

30 Dicembre 2021
Risarcimento danni per spoglio del possesso: Cassazione

Per ottenere il risarcimento in caso di spossessamento bisogna dimostrare il pregiudizio? Il danno è in re ipsa? Le opposte tesi.

Il danno non è in re ipsa

Lo spogliato del possesso, che agisca per conseguire il risarcimento dei danni, e soggetto al normale onere della prova in tema di responsabilità per fatto illecito. Pertanto, qualora non abbia provato il pregiudizio sofferto, non può emettersi in suo favore condanna al risarcimento con liquidazione equitativa dei danni. 

Cassazione ordinanza 4 novembre 2021 n. 31642.

In caso di domanda di reintegrazione di fondo su cui sono stati arbitrariamente installati due pali di sostegno per conduttori telefonici, per ottenere il risarcimento il danno va dimostrato

Cassazione, sentenza 3 giugno 1975 n. 2203, in Arch. civile, 1976, p. 725, 

Non può essere accolta la domanda di risarcimento del danno derivante dalla privazione del possesso di un immobile in modo violento o clandestino (che si configura come fatto illecito) nel caso in cui la parte non abbia fornito la prova dell’esistenza e dell’entità materiale del pregiudizio e la domanda non sia limitata alla richiesta della sola pronuncia sull’an debeatur, non essendo allora ammissibile il ricorso al potere officioso di liquidazione equitativa del danno

Cassazione, sentenza 1°giugno 2012, n. 8854

Non può essere accolta la domanda di risarcimento del danno derivante dalla privazione del possesso di un immobile – nella specie, tre posti auto all’interno di un cortile condominiale – in modo violento o clandestino – che si configura come fatto illecito – nel caso in cui la parte non abbia fornito la prova dell’esistenza e dell’entità materiale del pregiudizio e la domanda non sia limitata alla richiesta della sola pronuncia sull’an debeatur, non essendo allora ammissibile il ricorso al potere officioso di liquidazione equitativa del danno

Cassazione, ordinanza 20 marzo 2019, n. 7871

La privazione del possesso conseguente all’occupazione di una parte di un terreno altrui costituisce un fatto potenzialmente causativo di effetti pregiudizievoli, idoneo a legittimare la pronunzia di condanna generica al risarcimento del danno, la quale si risolve in una declaratoria iuris che non esclude la possibilità di verificare, in sede di liquidazione, la reale esistenza del danno risarcibile

Cassazione, sentenza 5 giugno 2012, n. 9043.

Le pronunce in senso contrario 

La privazione del possesso conseguente all’occupazione di un immobile altrui costituisce un fatto potenzialmente causativo di effetti pregiudizievoli ed idoneo a legittimare la pronunzia di condanna generica al risarcimento del danno, ben potendo il giudice successivamente liquidare in concreto il detto danno per mezzo di una valutazione equitativa ex articolo 1226 Cc che tenga conto, quale parametro di quantificazione, del valore reddituale del bene

Cassazione, ordinanza 4 dicembre 2018, n. 31353

La lesione del diritto di proprietà, conseguente all’esercizio abusivo di una servitù di veduta, è di per sé produttiva di un danno, il cui accertamento non richiede, pertanto, una specifica attività probatoria e per il risarcimento del quale il giudice deve procedere ai sensi dell’articolo 1226 Cc, adottando eventualmente, quale parametro di liquidazione equitativa, una percentuale del valore reddituale dell’immobile, la cui fruibilità sia stata temporaneamente ridotta

Cassazione, ordinanza 13 maggio 2019, n. 12630

In tema di tutela del possesso, ove sia stato accertato, con sentenza passata in giudicato, l’illecito consistente in plurime molestie subite dai possessori di un immobile nell’esercizio del loro potere sulla cosa, tale limitazione temporanea del possesso si traduce in un concreto pregiudizio di carattere patrimoniale, perdurante fino al ripristino dello status quo ante. Ne consegue che, sussistendo la certezza del danno in re ipsa nelle sue varie componenti, il giudice, a fronte dell’obiettiva difficoltà di determinazione del quantum, deve fare ricorso ad una valutazione equitativa, ai sensi dell’articolo 1226 Cc, adottando eventualmente, quale adeguato parametro di quantificazione, quello correlato ad una percentuale del valore reddituale dell’immobile, la cui fruibilità sia stata temporaneamente ridotta. 

Cassazione, ordinanza 3 aprile 2012, n. 5334. 

In termini generali, per il rilievo che poiché la privazione del possesso costituisce fatto illecito, al risarcimento dei danni derivanti dallo spoglio sono applicabili le norme dettate dagli articoli 1226 e 2056 Cc, 

Cassazione, sentenza 29 novembre 2006, n. 25241

Il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, come nel caso di lesione al diritto alla reputazione quale conseguenza di un ingiusto protesto, non è in re ipsa, ma costituisce un danno conseguenza, che deve essere allegato e provato da chi ne domandi il risarcimento

Cassazione, ordinanza 24 settembre 2013, n. 21865, nonché Cassazione, sentenza 11 ottobre 2013, n. 23194 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube