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Qual è la pena minima e la pena massima?

30 Dicembre 2021
Qual è la pena minima e la pena massima?

Carcere e pena pecuniaria: quali sono i limiti minimi per il colpevole anche in sede di patteggiamento?

Non tutti sanno che, anche quando si subisce una condanna penale lieve, la pena – sia essa detentiva o pecuniaria – non può mai scendere sotto una determinata soglia. La legge infatti stabilisce un “minimo” sotto il quale la sanzione non avrebbe quell’effetto deterrente e punitivo che ci si aspetterebbe da essa per evitare la commissione di reati. Allo stesso modo, viene previsto un limite massimo affinché la pena non sia eccessivamente afflittiva nei confronti del reo, violando il principio costituzionale in forza del quale bisogna sempre tendere alla rieducazione del colpevole. 

Dunque, qual è la pena minima e la pena massima? Le norme da prendere in considerazione sono due: l’articolo 23 del Codice penale che stabilisce qual è la pena minima e la pena massima in caso di reclusione; l’articolo 24 del Codice penale che invece si riferisce all’importo minimo e massimo in caso di multa. La funzione di tale norme è di determinare i margini edittali di pena relativi alle fattispecie delittuose di cui non viene precisato dal legislatore l’ammontare minimo e/o massimo. Dunque, ogni volta che in relazione ad un dato reato il legislatore preveda la pena della multa o della detenzione omettendo di indicarne il minimo e/o il massimo edittale, questi ammonteranno proprio alle cifre indicate dalle norme appena richiamate.

Ecco allora quali sono i limiti imposti dalla legge alla pena pecuniaria (multa) e detentiva (reclusione in carcere).

Qual è la pena minima?

Con riferimento alla pena pecuniaria, non può mai essere comminata dal giudice una pena inferiore al limite minimo di 50 euro. E ciò vale anche quando vengono applicati benefici e attenuanti varie, come nel caso del danno patrimoniale di speciale tenuità. Non può quindi essere applicata al reo una multa in misura inferiore a quella prevista dall’articolo 24 del Codice penale. 

Con riferimento alla pena detentiva, invece, si stabilisce il limite minimo di 15 giorni.

Il limite minimo assoluto di giorni quindici, stabilito dall’ art. 23 del Codice penale, per la pena detentiva, concernente i delitti puniti con la reclusione è invalicabile; tale limite deve essere osservato sia ai fini del computo finale della pena da irrogare, sia ai fini delle operazioni intermedie di calcolo.

In una recente sentenza [1], la Cassazione ha ricordato che i limiti minimi di quindici giorni di reclusione e di 50 euro di multa, stabiliti rispettivamente dagli artt. 23 e 24 Cod. pen., sono assoluti, tant’è che trovano applicazione anche in sede di patteggiamento. Tale principio è stato affermato sia in relazione alla pena della reclusione che a quella della multa [2]. 

A maggior ragione, dunque, la pena non può scendere sotto i limiti minimi previsti dalle suddette disposizioni generali per effetto del riconoscimento di circostanze attenuanti. 

Per cui la pena pecuniaria inflitta dal tribunale al si sotto di tali soglie è “illegale per difetto” e va rideterminata in 50 euro.

Qual è la pena massima?

La multa massima può arrivare a non più di 50mila euro.

La pena detentiva massima è di 24 anni. L’ergastolo dunque scatta solo laddove espressamente indicato dalla norma. 

Per i delitti determinati da motivi di lucro, se la legge stabilisce soltanto la pena della reclusione, il giudice può aggiungere la multa da euro 50 a euro 25.000. 


note

[1] Cass. sent. n. 46003/2021.

[2] cfr. ex multis, Cass. n. 5973/2010; Cass. n. 7453/2013


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