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Si può lavorare senza contratto?

31 Dicembre 2021
Si può lavorare senza contratto?

Nel rapporto di lavoro il contratto deve essere per forza scritto o può anche essere verbale?

Se hai lavorato per alcuni mesi presso un negozio, un parrucchiere, un’azienda e, da allora, nessuno ti ha mai fatto firmare alcun documento, ti chiederai se si può lavorare senza contratto e se pertanto il rapporto è ugualmente valido. Quanto è necessario il documento scritto per poter dire di aver lavorato?

La questione merita un preliminare chiarimento. 

Anche se il datore di lavoro non ti ha mai denunciato al Centro per l’impiego e il tuo rapporto di lavoro è avvenuto “in nero”, la legge ti riconosce tutti i diritti che spettano ai lavoratori regolarmente assunti: minimi salariali fissati nel contratto collettivo, trattamento di fine rapporto, ferie, permessi, contributi. Sta a te però farli valere attraverso un’azione legale. Azione che puoi esperire anche quando il rapporto di lavoro sarà cessato, ma non oltre cinque anni da tale momento. Insomma, lavorare in nero non significa dover rinunciare ai propri privilegi.

Ma se il datore dovesse confermarti di aver fatto le cose in regola, come mai non ti è mai stato dato alcun documento? Si può lavorare senza contratto? 

È importante che tu sappia che il contratto di lavoro subordinato non richiede necessariamente la forma scritta. Fatte salve infatti le comunicazioni che, per legge, il datore deve fare nei confronti di alcuni enti (ad esempio l’Inps, il Centro per l’Impiego e l’Inail), il rapporto contrattuale tra datore e dipendente può avvenire anche in forma orale. 

La forma scritta è richiesta solo ai fini di prova e non anche ai fini di validità del contratto, che può essere concluso anche mediante forma tacita o comportamento concludente. 

La forma scritta del contratto è tuttavia normalmente utilizzata nella prassi, in quanto il datore di lavoro è soggetto a specifici e vincolanti obblighi di comunicazione sia nei confronti del lavoratore [1], sia nei confronti della Pubblica Amministrazione [2]. 

L’adempimento di tali obblighi richiede la forma scritta; la loro mancata esecuzione, malgrado non influisca sulla validità del contratto, comporta l’applicazione di sanzioni amministrative.

Insomma, detto in parole povere, si può anche concludere un contratto di lavoro verbalmente ma in tal caso il datore rischia delle sanzioni. 

Come tutte le regole esistono delle eccezioni. Per alcune tipologie contrattuali la legge richiede la forma scritta non solo ai fini di prova, ma anche ai fini di validità del contratto. La forma scritta del contratto è richiesta a pena di nullità per il contratto di somministrazione di manodopera [3] stipulato tra un’Agenzia per il lavoro autorizzata alla somministrazione di manodopera e un’impresa utilizzatrice. 

Altre ipotesi di forma scritta richiesta ai fini di validità riguardano il contratto di lavoro sportivo [4] e il contratto di arruolamento del personale marittimo [5]. 

Altre deroghe sono previste per l’introduzione nel contratto di elementi accidentali la cui apposizione potrebbe avere conseguenze pregiudizievoli per il lavoratore. Al fine di evitare l’abuso di questi strumenti, il legislatore è solito richiedere la forma scritta non solo ai fini probatori, ma come condizione di validità del contratto. Sono soggetti a questa regola più stringente: 

  • l’apposizione del termine nel contratto a tempo determinato;
  • il patto di prova;
  • il patto di non concorrenza;
  • il part-time.

Nel caso in cui la forma scritta sia richiesta ai fini della validità del contratto, la sua mancanza comporta la nullità del contratto. Ma la nullità o l’annullamento del contratto di lavoro non produce effetto per il periodo in cui il rapporto ha avuto esecuzione: pertanto, il lavoratore avrà comunque diritto ad essere pagato regolarmente, come un lavoratore qualsiasi, salvo che la nullità derivi dall’illiceità dell’oggetto o della causa (si pensi a un lavoro di sicario in nero).

 


note

[1] D.Lgs. n. 152 del 26 maggio 1997, in attuazione della Direttive 91/533/CEE

[2] Art. 1, comma 1180, legge 296/2006.

[3] Cfr. art. 33, comma 1, D.Lgs. 81/2015

[4] Cfr. art. 4, comma 1, legge 23 marzo 1981, n. 91.

[5] Art. 328 cod. nav.

Autore immagine: depositphotos.com


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