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Come calcolare l’importo dell’assegno unico per i figli

31 Dicembre 2021 | Autore:
Come calcolare l’importo dell’assegno unico per i figli

Online sul sito dell’Inps il simulatore per sapere la somma mensile a cui si ha diritto. Ecco come funziona e quando avvengono i pagamenti.

Con il 2022 è arrivato anche il momento di chiedere l’assegno unico per i figli, cioè la nuova misura di sostegno alle famiglie che assorbe i vecchi bonus e che fa sparire dalla busta paga le detrazioni di una volta. L’Inps accoglie le domande dal 1° gennaio, mentre la prestazione arriverà dal mese di marzo. Nel frattempo, è possibile chiedere l’Isee aggiornato al 2021. Ma come calcolare l’importo dell’assegno unico per i figli?

Chi vuole avere un’idea ben precisa di quanto prenderà di assegno deve sapere che l’Inps ha messo a disposizione sul proprio sito un calcolatore su cui inserire i dati richiesti per simulare l’importo mensile della nuova prestazione di sostegno per i figli a carico. Vediamo come funziona questo calcolatore, ricordando anche tutto quello che c’è da sapere sull’assegno unico.

Assegno unico figli: che cos’è?

L’assegno unico per i figli è un sostegno economico alle famiglie che spetta per ogni figlio minorenne a carico e, a determinate condizioni, ai maggiorenni fino ai 21 anni di età. Chi ha figli disabili, invece, ha diritto all’assegno indipendentemente dall’età del ragazzo.

Si chiama assegno «unico» perché ha lo scopo di semplificare e di potenziare gli interventi in favore della genitorialità e della natalità. Ed è anche «universale» perché destinato a tutte le famiglie con figli a carico residenti e domiciliate in Italia, sia che si tratti di lavoratori dipendenti sia che abbiano un’attività di lavoro autonomo.

L’assegno assorbe le vecchie prestazioni erogate alle famiglie, vale a dire:

  • il «bonus mamma domani», cioè il premio alla nascita o all’adozione;
  • l’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • gli assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
  • il «bonus bebè», cioè l’assegno di natalità;
  • le detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

Detrazioni e assegni familiari non saranno più presenti sulle buste paga dei lavoratori dipendenti e di pensione dal mese di marzo.

Resta fuori dall’assegno (quindi, riconosciuto a parte) il «bonus asilo nido».

Assegno unico figli: è compatibile con altri bonus?

L’assegno unico per i figli è compatibile con altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.

È compatibile con il reddito di cittadinanza nei termini e secondo i vincoli previsti. Ai nuclei familiari che percepiscono questo sussidio l’assegno sarà corrisposto dall’Inps, senza necessità di presentare domanda.

Assegno unico figli: bisogna fare l’Isee?

Non è obbligatorio presentare l’Isee per ottenere l’assegno unico per i figli. Tuttavia, l’importo è determinato secondo il valore dell’indicatore sulla situazione economica equivalente del nucleo familiare. Pertanto, allegare l’Isee alla domanda dell’assegno aiuta ad ottenere la somma spettante a seconda delle condizioni patrimoniali del nucleo, mentre non presentarlo significa vedersi riconoscere l’importo minimo.

Va detto, però, che è possibile presentare l’Isee in un secondo momento per avere l’importo corretto.

Assegno unico figli: quando si può chiedere?

Come anticipato, dal 1° gennaio 2022 l’Inps raccoglie telematicamente le richieste dell’assegno unico per i figli. La data di presentazione della domanda influisce sul pagamento e sull’importo in questo modo:

  • domande presentate dal 1° gennaio al 28 febbraio 2022: pagamento a marzo (mese in cui è previsto il debutto della prestazione);
  • domande presentate dal 1° marzo al 30 giugno 2022: pagamento il mese successivo a quello in cui è stata fatta la richiesta, con gli arretrati da marzo;
  • domande presentate dal 1° luglio 2022: pagamento il mese successivo a quello in cui è stata fatta la richiesta, senza gli arretrati.

Per i nuovi nati l’assegno unico decorre dal settimo mese di gravidanza.

L’assegno riconosciuto nel 2022 verrà riconosciuto fino al mese di febbraio 2023, quando bisognerà fare la richiesta di rinnovo.

Assegno unico figli: quanto si prende?

Gli importi dell’assegno unico per i figli sono contenuti nel decreto attuativo del Family Act, il provvedimento approvato nel giugno 2020.

L’assegno pieno sarà di 175 euro al mese, che aumentano fino a 260 euro a partire dal terzo figlio e di altri 100 euro complessivi se i figli sono quattro o più. Quando si parla di «assegno pieno» si intende quello destinato alle famiglie con un Isee fino a 15mila euro (circa la metà delle famiglie italiane): da questa soglia in poi, l’importo del contributo inizia a scendere gradualmente fino ad arrivare ad un Isee di 40mila euro. A quel punto, chi ha un indicatore economico pari o superiore a quella cifra, prenderà un assegno di 50 euro al mese o di 65 dal terzo figlio.

Tutto ciò per quanto riguarda i figli minorenni. C’è un’altra fascia di importi dell’assegno unico per i figli maggiorenni tra 18 e 21 anni. In questo caso, l’assegno pieno sarà di 85 euro al mese per chi ha un Isee fino a 15mila euro. Come nel caso precedente, la cifra scende fino a 25 euro al mese per le famiglie con un Isee dai 40mila euro in su.

Per quanto riguarda la presenza nel nucleo familiare di figli disabili minorenni, sono previsti questi ulteriori aiuti:

  • 105 euro per figli non autosufficienti;
  • 95 euro per figli con disabilità grave;
  • 85 euro per figli con disabilità media.

Se il figlio disabile è maggiorenne, l’assegno verrà aumentato di 85 euro. Pure qui l’importo diminuisce tra l’Isee di 15mila euro e quello dai 40mila euro in su: in quest’ultimo caso, la maggiorazione dell’assegno non sarà di 85 euro ma di 25 euro.

Altre maggiorazioni riguardano:

  • giovani madri fino a 21 anni: 20 euro in più per ogni figlio;
  • famiglie con i due genitori che lavorano: 30 euro a figlio con Isee a 15mila euro, contributo annullato dai 40mila euro in su di Isee.

Infine, è prevista nel 2022 una maggiorazione per azzerare la differenza tra il vecchio assegno familiare ed il nuovo assegno unico per chi ha un Isee pari o superiore ai 25mila euro. Tale maggiorazione scenderà gradualmente nei prossimi anni fino ad azzerarsi nel 2025.

La domanda per ottenere l’assegno unico può essere presentata dal 1° gennaio 2022. Chi non ha un Isee valido può fare un’autocertificazione. Il contributo alle famiglie, come detto, farà il suo debutto a marzo e verrà riconosciuto fino al mese di febbraio successivo, cioè febbraio 2023, quando bisognerà fare la richiesta di rinnovo. Non dovranno presentare la domanda i percettori del reddito di cittadinanza: l’Inps riconoscerà loro l’assegno in automatico sulla base dei dati in suo possesso.

Assegno unico per i figli: come calcolare l’importo?

Le cifre che abbiamo appena elencato sono, ovviamente, generiche, cioè sono quelle stabilite dalla legge a seconda delle situazioni «standard». Ma come calcolare l’importo dell’assegno unico per i figli che spetterà al singolo nucleo familiare a seconda delle sue caratteristiche e del suo Isee?

L’Inps mette a disposizione dei cittadini sul proprio sito Internet un simulatore dell’importo dell’assegno mensile. Il servizio è accessibile liberamente, senza credenziali di accesso, ed è consultabile da qualunque dispositivo mobile o fisso.

Entrando nella pagina del calcolatore, bisognerà inserire alcune informazioni, a partire dal numero di figli:

  • minorenni;
  • minorenni disabili non autosufficienti;
  • minorenni disabili gravi;
  • minorenni disabili medi;
  • maggiorenni fino al compimento dei 21 anni di età (quindi, quelli che hanno già compiuto 18, 19 e 20 anni);
  • maggiorenni disabili fino al compimento dei 21 anni di età;
  • maggiorenni disabili che hanno già compiuto i 21 anni.

Occorrerà, per chiudere questo capitolo, riportare il numero totale dei figli.

Subito in basso, il simulatore chiede di barrare o meno la casella che indica se la madre ha meno di 21 anni di età.

Poi, c’è il capitolo Isee. Cliccando sulla casella in cui si dichiara di avere l’indicatore della situazione economica equivalente, compare un campo in cui inserire l’importo dell’Isee.

Il calcolatore prevede anche di dichiarare, se è il caso, di avere diritto alla maggiorazione perché sono soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:

  • nucleo familiare con Isee non superiore a 25.000 euro;
  • nel corso del 2021, il nucleo familiare ha percepito gli Anf (gli assegni per il nucleo familiare in presenza di figli minori da parte del richiedente o da parte di altro componente del nucleo familiare del richiedente).

Se viene barrata questa opzione, compaiono tre campi su cui bisognerà indicare il reddito complessivo ai fini Irpef di ciascun genitore e l’indicatore della situazione reddituale.

Infine, si dovrà eventualmente barrare la casella che riguarda la maggiorazione prevista per il figlio minore i cui genitori sono entrambi titolari di reddito da lavoro al momento della presentazione della domanda.

Una volta compilato tutto, basterà cliccare sul tasto verde in basso a destra «Calcolo importo assegno mensile».



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