Diritto e Fisco | Articoli

È legale se il prof strappa il compito in classe?

31 Dicembre 2021
È legale se il prof strappa il compito in classe?

Compie reato il professore che umilia un alunno in classe davanti ai suoi compagni.

Un nostro lettore, particolarmente giovane, ci racconta di un triste episodio avvenuto ieri in classe. Il professore, dopo aver letto la sua prova scritta, ha strappato il compito davanti a tutti gli altri alunni in senso di disprezzo. Ci chiede pertanto se un gesto del genere sia legale o se non sia un comportamento che piuttosto possa implicare un’umiliazione non tollerata dalla legge. È legale se il prof strappa il compito in classe? La risposta è chiaramente negativa per una serie di ragioni. 

Innanzitutto, l’elaborato – sia esso svolto in classe che a casa – costituisce la prova del rendimento di un alunno e il docente non può distruggere le prove a proprio arbitrio, anche perché lo stesso servirebbe all’alunno se, nel contestare il giudizio del docente, volesse chiedere una seconda verifica.

In secondo luogo, il professore ha solo autonomia decisionale in merito al metodo: si tratta cioè solo di un’autonomia funzionale nel senso che dispone di libertà di scelta in molti settori della vita scolastica, purché finalizzati al raggiungimento degli obiettivi nazionali; ma non ha assolutamente un’autonomia nella scelta delle punizioni. E la legge non contempla il gesto di strappare il compito in classe.

Peraltro, il professore è un membro della pubblica amministrazione e, come tale, è tenuto ad osservare il cosiddetto principio di legalità che gli impone di comportarsi sempre sotto copertura di una legge e non assumere comportamenti arbitrari.

La Cassazione [1] ha più volte detto che qualsiasi violenza – sia essa fisica o morale – del docente ai danni degli alunni, anche se minima o a scopo educativo, configura il reato di «abuso di mezzi di correzione». L’insegnante che tiene un atteggiamento denigratorio nei confronti di uno degli scolari, compiendo nei suoi confronti gesti, anche se considerati innocui o rivolti a scopi educativi – come appunto il fatto di strappare il compito – può essere quindi querelato dinanzi alla polizia, ai carabinieri o con apposito atto depositato presso la Procura della Repubblica.

Infine, se il comportamento dovesse essere ripetuto e non limitarsi solo al singolo episodio, con continui gesti di offesa ed epiteti ingiuriosi dinanzi ai compagni in classe, si configura il più grave reato di maltrattamenti per il quale i giudici, nella fase delle indagini, possono disporre l’interdizione dall’esercizio del pubblico ufficio. L’adozione di una tale misura non è influenzata dall’eventuale provvedimento di sospensione disposto dall’Amministrazione scolastica nei confronti del docente [2]. 

In ogni caso, anche qualora non si volesse giungere alle “maniere forti” con la denuncia, il professore che strappa il compito dell’alunno in classe può essere segnalato al dirigente dell’istituto che potrà adottare, nei suoi confronti, delle sanzioni disciplinari. Il gesto è infatti indice di totale mancanza di professionalità.



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