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Cosa fa il notaio?

30 Aprile 2022 | Autore:
Cosa fa il notaio?

Perché il notaio è sia pubblico ufficiale che libero professionista? In cosa consistono i poteri di certificazione e di autenticazione?

Ci sono alcune operazioni per le quali occorre necessariamente recarsi dal notaio e pagare la parcella che gli è dovuta. In genere si tratta di trasferimenti di proprietà immobiliari, come compravendite e donazioni. Il notaio redige l’atto che poi fa sottoscrivere alle parti, attestando l’autenticità delle stesse.

Ma non solo: il notaio svolge tutta una serie di compiti molto importanti, alcuni dei quali rilevanti anche ai fini processuali. Si pensi, ad esempio, alla procura da conferire all’avvocato quando non ci si può recare di persona presso il difensore. Per non parlare, poi, di chi deve fare testamento o di chi deve costituire una società. Cosa fa il notaio?

Con questo articolo vedremo quali sono le principali funzioni svolte dal notaio, perché è così importante e in quali casi ci si deve rivolgere a questo professionista. Vediamo dunque che poteri ha e cosa fa il notaio.

Notaio: chi è?

Per legge [1], il notaio è un pubblico ufficiale al quale lo Stato ha affidato il potere di attribuire pubblica fede, cioè il valore di prova legale, agli atti che stipula, salvo che sia accertato il reato di falso.

Il notaio è anche libero professionista, in quanto esercita il suo mestiere ponendosi sul mercato del lavoro esattamente come qualsiasi altro professionista (avvocato, ingegnere, commercialista, ecc.). Il notaio, quindi, non è un dipendente pubblico.

Notaio: quali poteri ha?

Come accennato, il notaio ha il potere di attribuire pubblica fede agli atti da lui stipulati, con la conseguenza che questi devono essere ritenuti veri, salvo prova contraria da fornirsi con la particolare procedura denominata “querela di falso”. Questo potere prende il nome di certificazione.

Più nello specifico, l documento redatto dal notaio prende il nome di atto pubblico, il quale fa piena prova, fino appunto a querela di falso, della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, nonché delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti (art. 2700 cod. civ.).

In altri termini, il notaio che redige l’atto pubblico attesta, sotto la propria responsabilità, che il documento è stato da lui formato in una data certa e che nello stesso sono riportate le volontà manifestate dalle parti davanti a lui presenti.

L’atto pubblico non ha invece efficacia di prova legale per quanto concerne le altre circostanze, innanzitutto la veridicità di ciò che le parti hanno detto. Pertanto, il notaio potrebbe anche trascrivere una dichiarazione del tutto falsa, cioè detta in malafede da una delle parti, senza che su di lui ricada alcuna responsabilità. Il notaio attesta solo che quella determinata persona ha detto quella determinata cosa in sua presenza.

Oltre al potere di certificazione, il notaio ha anche quello di autenticazione. In cosa consiste?

L’autenticazione è il potere di attestare che una sottoscrizione è stata apposta in propria presenza, previo accertamento dell’identità della persona che firma.

L’autenticazione, dunque, fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta.

Ad esempio, la procura generale firmata davanti al notaio e da quest’ultimo autenticata consente di ritenere certo (almeno fino a querela di falso) che l’atto provenga dal soggetto che l’ha firmato e che, pertanto, non sia un falso.

Quali atti si fanno dal notaio?

Il notaio è istituito per ricevere gli atti tra vivi (come vendite, permute, divisioni, mutui, ecc.) e di ultima volontà (i testamenti), attribuire loro pubblica fede, conservarli e rilasciarne copie, certificati (cioè, riassunti) ed estratti (e cioè copie parziali).

Per la precisione, la legge prescrive l’atto notarile per quegli atti e contratti dei quali vuol garantire al massimo grado la legalità, l’identità delle parti e la conformità alla loro volontà, perché li considera di maggiore importanza:

  • per il loro contenuto economico-sociale o per la loro complessità (ad esempio: vendite, divisioni, mutui ed altri contratti immobiliari, atti costitutivi di società commerciali e modificativi di statuti sociali, costituzioni di associazioni che intendono ottenere la personalità giuridica ecc.);
  • per gli effetti che producono in relazione allo stato civile di una persona (per esempio, riconoscimento di un figlio naturale);
  • per l’interesse pubblico alla libera manifestazione della volontà di una persona ed alla sua precisa traduzione in linguaggio giuridico (testamento e donazione).

Notaio: funzione tributaria e fiscale

Il notaio non si limita solamente a redigere testamenti, atti di compravendita e testamenti. Molti ignorano, infatti, l’importante funzione tributaria e fiscale svolta da questo pubblico ufficiale.

Il notaio riscuote per conto dello Stato le imposte collegate a tutti gli atti che stipula (imposte di registro, ipotecarie, catastali, ecc.) versando ogni anno, attraverso la propria rete informatica, miliardi di euro di imposte indirette e plusvalenze senza alcun aggio a carico dello Stato, anche se non riscossi dal cliente.

In più il notaio svolge anche la funzione di sostituto d’imposta ed è responsabile del versamento allo Stato delle imposte che si riferiscono agli atti stipulati.

Notaio: attività di consulenza

Il notaio, in quanto giurista qualificato, svolge anche funzione di consulenza legale. Presso il notaio ci si reca, infatti, per avere pareri sulle questioni civili e commerciali che riguardano maggiormente la sua attività.

Si pensi, ad esempio, alla consulenza resa a chi vuol fare testamento, alla persona che vuole fondare una società, a chi vuole donare un immobile al proprio figlio, ecc.

Notaio: cosa fa in pratica?

In estrema sintesi, possiamo dire che il notaio svolge il ruolo di:

  • sostituto d’imposta, in quanto gli è affidato il compito e la responsabilità di incassare e versare al pubblico erario le imposte indirette (in taluni casi anche le imposte dirette) connesse alla formalizzazione degli atti da lui ricevuti;
  • certificatore, poiché attribuisce agli atti da lui redatti la cosiddetta “pubblica fede”, tale per cui quanto è dallo stesso certificato costituisce prova legale;
  • pubblico depositario, in quanto riceve in deposito e custodisce, nell’interesse della collettività, gran parte dei pubblici documenti da lui formati, rilasciandone copia dietro espressa richiesta. Si pensi al testamento segreto o a quello pubblico depositati presso il notaio;
  • adeguamento, in quanto provvede, in posizione di terzietà ed imparzialità rispetto alle parti, ad adeguare la volontà delle stesse alla legge. Si pensi alla delicatezza che necessitano la preparazione di atti come il testamento o la donazione.

note

[1] Art. 1, l. n. 89/1913 (cosiddetta legge notarile).

Autore immagine: canva.com/


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