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Incidente stradale: fino a prova contraria, colpevoli entrambi i conducenti

24 Luglio 2014
Incidente stradale: fino a prova contraria, colpevoli entrambi i conducenti

Sinistri: la presunzione di concorso di colpa è un’arma a doppio taglio in caso si decida di intraprendere una causa di risarcimento senza aver prima ben valutato le prove a proprio favore.

Vincere una causa di risarcimento danni per un sinistro stradale non è così semplice come può sembrare. Infatti, non è sufficiente dimostrare la colpa della controparte, ma bisogna anche dimostrare che il proprio comportamento è stato conforme alle norme del codice della strada. Se, infatti, non sussistono entrambe queste prove, scatta sempre il cosiddetto “concorso di colpa”. La legge [1] infatti stabilisce che, in caso di scontro tra veicoli, si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso, in pari quota, a produrre il danno.

E così, sulla base di questa norma, una recente sentenza della Cassazione [2] ha stabilito che, quando sia accertata la colpa di uno dei conducenti, mentre nulla sia possibile stabilire in merito alla correttezza della condotta tenuta dall’altro, il giudice può presumere che vi sia il concorso di colpa di entrambi gli automobilisti.

Ecco perché, prima di iniziare una causa per un incidente stradale, sarebbe opportuno valutare concretamente, con il proprio legale, di quali prove si disponga. Il rischio, infatti, è quello di tirarsi la cosiddetta “zappa sui piedi”.

 

Criterio della responsabilità presunta di pari gradi.

Nella sentenza in commento, la Suprema Corte ricorda un principio ormai pacifico nelle aule di tribunale: quando sia accertata in concreto la colpa di uno dei conducenti, mentre nulla sia possibile stabilire in merito alla correttezza della condotta tenuta dall’altro, il giudice ammette che la colpa accertata in concreto da uno dei conducenti possa concorrere con la colpa presunta dell’altro [3]. Di conseguenza, è giustificato il ricorso al criterio sussidiario della responsabilità presunta di pari grado [4].


note

[1] Art. 2054 co. 2, cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 16759/14 del 23.07.2014.

[3] Cass., n. 5635/97.

[4] Cass. sent. n. 2327/11.

Autore immagine: 123rf com


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