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Per le agevolazioni prima casa occorre risiedere nell’immobile?

14 Gennaio 2022
Per le agevolazioni prima casa occorre risiedere nell’immobile?

Ho acquistato un immobile con i benefici prima casa. Ho la residenza presso i miei genitori in un altro immobile ubicato nello stesso comune ma, di fatto, abito in un’altra regione. Potrei lasciare la mia residenza dai miei genitori senza decadere dai benefici prima casa?

Fra i requisiti necessari per poter fruire dei cosiddetti benefici per l’acquisto “prima casa” c’è anche quello per cui l’immobile per il quale si chiedono i benefici deve essere situato nel comune in cui l’acquirente ha già la residenza (o in cui svolge la propria attività, anche se non remunerata).

In caso contrario, cioè se alla data di stipula del rogito l’acquirente non risiede nel comune in cui si trova l’immobile per il quale intende richiedere i benefici “prima casa”, egli, per poter comunque fruire dei benefici, potrà dichiarare l’intenzione di volervi trasferire la residenza entro diciotto mesi dalla data di stipula del rogito notarile.

Nel suo caso, lei risiedeva nel Comune in cui è situato l’immobile acquistato con i benefici “prima casa” già alla data della stipula del rogito notarile.

Nessuna norma impone all’acquirente di risiedere nell’immobile acquistato con i benefici “prima casa” per cui l’immobile da lei acquistato può essere sicuramente affittato a terzi (che ivi risiedano) senza che lei corra il rischio di “perdere”, cioè decadere, dalle agevolazioni di cui ha fruito.

Inoltre, lei potrebbe anche (se volesse) trasferire la sua residenza fuori dal Comune attuale perché non c’è alcuna norma che imponga all’acquirente di un immobile che ha chiesto i benefici “prima casa” di mantenere la residenza, per un periodo di tempo minimo, nel territorio del Comune in cui si trova l’immobile agevolato.

In casi simili al suo, ciò che occorre per poter fruire e conservare i benefici fiscali “prima casa” è che la residenza dell’acquirente si trovi, al momento della stipula del rogito, nel territorio del Comune in cui è ubicato l’immobile agevolato.

Ma dopo la stipula del rogito l’acquirente può trasferire altrove la sua residenza senza correre alcun rischio di perdere i suddetti benefici proprio perché la legge non impone di mantenere la residenza, per un dato periodo di tempo, nello stesso Comune in cui si trova l’immobile oggetto delle agevolazioni fiscali “prima casa” (in questo senso si è espressa anche la Corte di Cassazione con sentenza n. 14.510 del 15 luglio 2016).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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