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Multa eccesso velocità: come impugnare?

15 Gennaio 2022
Multa eccesso velocità: come impugnare?

Ho ricevuto una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox mobile. Come far annullare la multa?

Una violazione del Codice della strada, quando è possibile, dev’essere immediatamente contestata al trasgressore. Allo stesso tempo, l’articolo 201 del Codice della strada prevede vari casi nei quali è ammessa la contestazione differita, con notifica a domicilio: ad esempio, se il trasgressore non è presente durante l’accertamento dell’infrazione o se la violazione viene rilevata mediante apparecchi elettronici (autovelox, tutor, ecc.).

Per comminare una contestazione in differita occorre però rispettare alcune condizioni, altrimenti la multa può essere annullata.

Sempre in base all’art. 201 del Cod. strada, quando la violazione non può essere immediatamente contestata, il verbale con gli estremi precisi e dettagliati dell’infrazione e con l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata dev’essere notificato all’effettivo trasgressore o al proprietario del veicolo (se non sono la stessa persona e non si è riusciti a identificare il primo) entro 90 giorni dall’accertamento (360 se il destinatario risiede all’estero).

Quindi, affinché la contestazione differita di una sanzione risulti valida è necessario che il verbale:

  • indichi dettagliatamente l’infrazione commessa;
  • indichi i motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata;
  • sia notificato al trasgressore entro 90 giorni dall’accertamento (o 360 se ridiede all’estero).

Per quanto concerne il motivo per cui l’infrazione non è stata contestata immediatamente, il richiamo alla norma di legge (art. 384, comma primo, lett. e, del regolamento di esecuzione del Codice della strada) è corretto ma insufficiente. La giurisprudenza ritiene infatti che, ai fini della sua validità, il verbale contestato in modalità differita non può riportare semplicemente una delle ipotesi elencate nell’art. 201 Cod. strada, ma deve anche indicare quali sono le ragioni concrete che hanno reso impossibile fermare immediatamente il trasgressore.

In pratica, nel verbale notificato per posta bisogna spiegare le ragioni effettive per cui non è stato possibile procedere in modo immediato. Non basta, quindi, un richiamo generico alla norma del Codice della strada. La contestazione immediata, infatti, serve a consentire il pieno esercizio del diritto di difesa da parte del trasgressore che deve conoscere immediatamente l’entità dell’addebito: si tratta di una facoltà che può essere limitata soltanto quando l’azione immediata risulta impossibile. E il verbale deve indicare le circostanze di tempo, di luogo e di fatto che hanno precluso l’intervento degli agenti.

Insomma, non è possibile fare un semplice richiamo all’ipotesi sancita dalla norma, ma vanno descritte le condizioni concrete della strada che, nello specifico caso dell’automobilista multato, non hanno consentito la contestazione immediata.

Ad esempio, la Cassazione (sent. del 28/04/2005 n° 8837) ha affermato che «la contestazione immediata imposta dall’art. 201 C.d.S. ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio e svolge funzione strumentale alla piena esplicazione del diritto di difesa del trasgressore. La limitazione del diritto di conoscere subito l’entità dell’addebito può trovare giustificazione solo in presenza di motivi che la rendano impossibile, i quali devono essere, pertanto, espressamente indicati nel verbale, conseguendone altrimenti l’illegittimità dell’accertamento e degli atti successivi del procedimento».

In questa sentenza, si legge che nel verbale di accertamento notificato al ricorrente, gli accertatori avevano motivato l’inottemperanza all’art. 201 del Cod. strada precisando che «la contestazione immediata non è stata effettuata per l’impossibilità di fermare il veicolo nei modi di legge».

Per quanto riguarda la natura della strada, secondo la giurisprudenza (Cass., sent. n. 24214/18) è nulla la multa dell’autovelox se nel verbale non viene indicato il decreto del Prefetto che autorizza a installare l’apparecchio nel tratto in cui risulta rilevata l’infrazione. Soltanto per autostrade e strade extraurbane principali non va motivata la mancata contestazione immediata della violazione; diversamente il provvedimento è affetto da un vizio che pregiudica il diritto di difesa del trasgressore.

Dunque, se l’infrazione è stata accertata su tratto stradale non qualificabile come autostrada o strada extraurbana principale, in assenza di indicazione del decreto prefettizio il verbale è annullabile.

Nel caso di specie, l’infrazione è stata accertata su strada provinciale. Le S.P. possono essere classificate tecnicamente come strade extraurbane principali (di tipo B) o come strade extraurbane secondarie (tipo C), oppure ancora come strade locali extraurbane (tipo F).

Pertanto, nel caso sottoposto all’interno del quesito, bisognerà sincerarsi di che tipo fosse la strada provinciale in questione in quanto, se la stessa fosse di tipo B, allora non sarebbe necessario il decreto prefettizio.

In estrema sintesi:

  • sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui all’art. 2, c. 2, lettere A e B, del Codice della Strada, gli organi di polizia stradale possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti;
  • in tutte le altre strade, serve il decreto prefettizio che autorizzi l’autovelox. Tale decreto deve essere riportato nel verbale notificato in maniera differita, pena l’invalidità dello stesso.

Per quanto concerne la distanza del cartello che segnalava l’autovelox, come ricordato nell’articolo menzionato nel quesito, non c’è una norma di legge che ne stabilisca una distanza minima (al contrario, la distanza massima è di 4 km).

La Suprema Corte (sent. n. 20327/2018) ha chiarito che «la distanza tra segnali stradali o dispositivi luminosi e la postazione di rilevamento deve essere valutata in relazione allo stato dei luoghi». Pertanto, sarebbe sconsigliabile affidare un’impugnazione a quest’unico motivo.

Tirando le fila di quanto detto sinora, sembrano esserci i margini per ottenere l’annullamento del verbale, almeno con riferimento all’assenza di indicazione del decreto prefettizio che autorizza il rilevamento elettronico della velocità (e che giustifica a propria volta la contestazione differita) e l’omessa indicazione dei motivi di tale tipo di contestazione.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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