Diritto e Fisco | Articoli

Consumi notturni e festivi: è vero che si risparmia?

30 Aprile 2022 | Autore:
Consumi notturni e festivi: è vero che si risparmia?

Quali sono le fasce diurne e settimanali stabilite dall’Arera. Conviene sempre la tariffa bioraria o è meglio optare per un costo fisso?

Visto l’andamento (spesso decisamente al rialzo) delle bollette della luce, è opportuno chiedersi se scegliendo i consumi notturni e festivi è vero che si risparmia. Perché se c’è qualche modo per tagliare il costo della spesa per la corrente elettrica, ben venga sfruttarlo.

L’Autorità per le reti energetiche, l’Arera, ha stabilito diverse fasce di consumo con un doppio scopo: da una parte, concedere ai cittadini di spendere di meno sulle bollette e, dall’altra, premiare chi riduce i consumi di energia a beneficio dell’ambiente. Fasce diverse significa costi diversi, considerando che i contatori elettronici – a differenza di quelli vecchi – sono in grado di rilevare l’orario in cui l’utente sta utilizzando gli apparecchi elettrici in casa e tenendo conto del fatto che produrre energia durante il giorno quando, oltre alle abitazioni, anche industrie e negozi sono in piena attività, ha dei costi maggiori. Vediamo, allora, se è vero che si risparmia con i consumi notturni e festivi e quanto è possibile tagliare le bollette della luce.

Consumi elettrici: quali sono le fasce orarie?

Le fasce orarie relative ai consumi di elettricità stabilite dall’Arera sono le stesse per tutti i fornitori (Enel, Eni, Acea, A2A, ecc.). Sono le seguenti:

  • fascia F1 (ore di punta): dalle 8 alle 19, dal lunedì al venerdì, escluse le festività nazionali;
  • fascia F2 (ore intermedie): dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 dal lunedì al venerdì e dalle 7 alle 23 del sabato, escluse le festività nazionali;
  • fascia F3: (ore fuori punta): da mezzanotte alle 7 e dalle 23 alle 24 dal lunedì al sabato e per tutta la giornata la domenica ed i festivi;
  • fascia F23 o fascia F2+F3: viene applicata nel mercato di maggior tutela dalle 19 alle 8 del mattino seguente tutti i giorni, compresi il sabato, la domenica ed i festivi;
  • fascia F12: viene applicata nel mercato libero ed è chiamata anche fascia «sole e luna», mettendo insieme gli orari delle fasce F1 e F2.

I prezzi delle varie fasce vengono definiti a seconda del tipo di mercato di cui fa parte l’utenza:

  • per il mercato di maggior tutela: le tariffe sono stabilite dall’Arera con cadenza trimestrale;
  • per il mercato libero: le tariffe sono stabilite dal fornitore sul contratto.

Consumi elettrici: tariffa monoraria o bioraria?

Al fine di consentire agli utenti di risparmiare sui consumi di energia elettrica, i fornitori offrono diverse soluzioni.

La prima è la tariffa monoraria. In questo caso, non c’è alcuna differenza tra i consumi notturni e festivi e quelli diurni: il cittadino paga lo stesso prezzo in tutte le ore del giorno e per tutti i giorni della settimana. Si tratta, quindi, di un costo fisso.

L’alternativa del biorario, invece, consente di differenziare le tariffe a seconda delle fasce sopra indicate, tenendo più alto il prezzo della fascia F1 (quella relativa alle ore di punta) e più basso quello delle altre fasce.

Infine, la scelta del multiorario differenzia le tre fasce principali con costi diversi: più elevato quello della F1, più economici quelli delle F2 e F3.

Consumi elettrici: quando è possibile risparmiare?

In linea di principio, una tariffa bioraria o multioraria consente di risparmiare a patto che si scelga di effettuare certi consumi notturni e festivi con continuità. Per essere più chiari: fare andare la lavatrice o l’asciugatrice di notte oppure attaccare il ferro da stiro la sera tardi comporta un risparmio, così come fare certe cose che richiedono l’uso della corrente elettrica di sabato o nei giorni festivi (chi, ad esempio, utilizza il forno per fare il pane ogni settimana).

Tuttavia, non è detto che optare per questo tipo di tariffe sia sempre conveniente. Con lo sviluppo dello smart working, ad esempio, si pensi a chi lavora tutto il giorno da casa oppure al coniuge che non lavora e utilizza durante il giorno lavatrice, asciugatrice, forno, ferro da stiro, ecc. Poiché scegliendo la tariffa bioraria il costo dell’energia nella fascia F1 è più alto, questo utente troverà più economico fissare un costo fisso e decidersi per una tariffa monoraria che preveda un prezzo più basso anche nelle ore di punta.

C’è da considerare anche che la maggior parte delle utenze domestiche hanno un limite di energia massima impiegata attorno ai 3 kW: concentrare la maggior parte dei consumi nella fascia serale, quindi, può creare qualche problema (salta la corrente, per capirci). Ciò costringe il cittadino a «diluire» i consumi durante il resto della giornata. A quel punto, bisognerà valutare se anche in questo caso sia meglio bloccare il costo con una tariffa monoraria.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube