Diritto e Fisco | Articoli

La massoneria è legale?

4 Maggio 2022 | Autore:
La massoneria è legale?

Le logge sono associazioni lecite, oppure la loro segretezza confligge con la Costituzione? Come funziona la massoneria italiana e cosa nasconde?

La massoneria è legale? Molti se lo domandano, pensando all’alone di mistero che circonda l’attività delle numerose logge che operano in Italia. Parecchi aspetti suscitano perplessità: i riti iniziatici per l’ammissione, il patto di fedeltà e mutua assistenza che lega tra loro gli iscritti, l’obbedienza dovuta ai capi (ossequiosamente chiamati “maestri venerabili” o “grandi maestri”) e il rifiuto delle associazioni massoniche di pubblicare i nomi dei membri, per ragioni di privacy: nel 2016 i vertici nazionali della massoneria dissero ufficialmente no ad una richiesta della Commissione parlamentare d’inchiesta antimafia che voleva apprendere gli elenchi degli iscritti.

I massoni non fanno sfoggio della loro appartenenza alla massoneria e non ostentano le qualifiche rivestite nell’organizzazione; al contrario, tengono le loro attività riservate, e all’esterno non trapela quasi nulla di ciò che avviene durante le riunioni. La massoneria è un’organizzazione molto diffusa in Italia e nel mondo, ma è anche piuttosto opaca: la trasparenza e la pubblicità delle iniziative non sembrano proprio rientrare tra i suoi valori. D’altronde il fascino della massoneria è legato in buona parte proprio a questo enigma, oltre che ai suoi misteriosi rituali per l’ammissione e per le progressioni di grado. La massoneria è nata quasi tre secoli fa come organizzazione elitaria e in buona parte è rimasta tale ancora oggi. Le attività massoniche vengono svolte in gran parte nell’ombra e non sono rese note al pubblico. Il senso comune, però, ci dice che chi non ha nulla da nascondere agisce alla luce del sole. Perciò bisogna andare a fondo e chiedersi se questo tipo di organizzazione, piuttosto occulta nei meccanismi di funzionamento, possa incidere sul nostro quesito: la massoneria è legale?

Nel 1981 fece scalpore il caso della Loggia P2: era una loggia coperta e deviata, alla quale risultarono iscritti i vertici delle forze armate e di Polizia, parecchi esponenti politici di primo piano e numerosi personaggi del mondo delle istituzioni, della finanza e della cultura. Tra i nomi più noti figuravano l’allora imprenditore Silvio Berlusconi e il giornalista Maurizio Costanzo. L’inchiesta accertò che la P2 svolgeva attività eversive e pericolose per la democrazia. L’anno dopo venne varata una legge per disporne lo scioglimento e fu colta l’occasione per stabilire i criteri delle associazioni segrete, che come tali sono vietate dall’art. 18 della nostra Costituzione. È proprio qui la chiave per capire se, e a quali condizioni, la massoneria è legale e quando, invece, è da considerarsi illecita.

Nascita e sviluppo della massoneria

La massoneria nacque in Inghilterra all’inizio del Settecento come associazione su base iniziatica e si diffuse presto in molti Stati del mondo, compresa l’Italia. Il suo nome si ispira alle corporazioni medievali dei «liberi muratori», dai quali la massoneria attinse i suoi più famosi simboli, come la squadra e il compasso, simbolo dell’architettura dell’universo.

Inizialmente la massoneria assomigliava a un club esclusivo, riservato a pochi uomini «illuminati», che venivano scelti per livello sociale, istruzione e qualità: gli affiliati erano in massima parte nobili, professionisti, imprenditori e commercianti. Venivano attratti dall’innovativo ideale massonico, che presentava molte analogie con l’illuminismo e si contraddistingueva per essere colto, elitario, laico e ben distinto dalla visione comune e dominante. Furono massoni grandi personaggi della storia, della scienza, delle arti e della politica, come Voltaire, Mozart, Benjamin Franklin e George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti.

La massoneria in Italia

La massoneria si articola in logge, cioè gruppi di iscritti che formano le associazioni di base a livello territoriale. In Italia le prime logge si formarono nel Settecento in Calabria, Toscana e Piemonte. Nell’Ottocento le logge si organizzarono sotto il rito del Grande Oriente d’Italia (Goi), che ancora oggi è la più grande istituzione massonica e ha sede a Roma, in palazzo Giustiniani. Un secolo dopo, all’inizio del Novecento, vi fu una scissione e nacque la Loggia degli Alam (Antichi Liberi Accettati Muratori) detta anche Gran Loggia di Piazza del Gesù dal luogo dove ha sede. Negli anni Novanta del secolo scorso è stata fondata la Grande Loggia Regolare d’Italia (Glri) che ha ottenuto il riconoscimento internazionale da parte della massoneria anglosassone. Attualmente queste tre «obbedienze» raccolgono quasi tutte le logge italiane.

Il ruolo della massoneria nella storia d’Italia

Secondo alcuni storici, l’unità d’Italia fu architettata dai massoni. In effetti i grandi protagonisti del Risorgimento – Garibaldi, Mazzini e Cavour – erano appartenenti alla massoneria, o comunque molto vicini ad essa, ed è certo che ebbero una grossa influenza nell’innescare i moti risorgimentali, anche se per la loro riuscita fu determinante il sostegno popolare. La massoneria, quindi, potrebbe aver agito come innesco, o come collante, di tendenze già presenti nella società.

Forse il ruolo della massoneria nella costruzione dell’Italia unita fu sopravvalutato; certo è che i massoni non lo rivendicarono, né in quell’occasione né in successive altre vicende chiave della storia in cui pare che abbiano avuto importanti ruoli, come la liberazione dell’Italia dal nazifascismo durante la seconda guerra mondiale. C’è poi chi è arrivato a sostenere che i massoni progettino, da almeno un secolo e a tutt’oggi, l’instaurazione di un fantomatico «nuovo ordine mondiale», ma è una teoria complottista che manca di prove oggettive, così come quella che attribuisce alla massoneria tendenze sataniste.

Quando la massoneria era fuorilegge

È interessante notare che in Italia la massoneria fu dichiarata fuorilegge solo in due occasioni: la prima nel periodo tra il 1820 e il 1860, quindi dopo la caduta di Napoleone Bonaparte e prima dell’unità d’Italia, quando i vari regni italiani – compreso il papato – repressero la massoneria e proibirono le riunioni delle logge. In quell’epoca la massoneria operava come una società segreta, in modo simile alla Carboneria, e tendeva a sovvertire l’ordine politico esistente nella prospettiva della creazione di un’Italia unita.

La seconda repressione arrivò con il regime fascista: nel 1925 Mussolini, che aveva preso da poco il potere, emanò una legge che proibiva tutte le organizzazioni massoniche e qualsiasi loro manifestazione. Il fascismo era un sistema dittatoriale e non tollerava centri di potere alternativi. Infatti negli anni precedenti molte logge erano state devastate dagli squadristi, proprio come le sedi del partito socialista e le redazioni dei giornali di opposizione. Con l’avvento della Repubblica, la massoneria italiana tornò libera e intraprese stretti collegamenti con le potenti logge inglesi e statunitensi, per aumentare la sua influenza internazionale.

La massoneria è segreta?

La massoneria viene ritenuta il prototipo delle società segrete. I suoi adepti, però, preferiscono parlare di «riservatezza»: è un concetto molto più tenue, che riguarda il dovere dei massoni di non rivelare all’esterno le discussioni avvenute nelle logge e le pratiche compiute in esse, come i riti di iniziazione dei nuovi affiliati. Questo tipo di segretezza, o riservatezza che dir si voglia, è una caratteristica fondamentale della massoneria. Le convocazioni e le date delle riunioni non sono diffuse al pubblico; le cariche sociali e i gradi degli appartenenti non vengono resi noti, tranne quelli degli organi di vertice e rappresentativi a livello apicale. Solo pochissimi grandi maestri sono autorizzati a rilasciare dichiarazioni ufficiali.

Inoltre, l’appartenenza alla massoneria non viene divulgata, a differenza di quanto succede nelle comuni associazioni. In massoneria gradi, qualifiche, titoli e incarichi non sono pubblicizzati all’esterno e vengono tenuti riservati; i membri di una loggia spesso non conoscono i nominativi e le cariche sociali degli appartenenti ad altre logge. Forse anche per questo si dice che i massoni abbiano un modo segreto per riconoscersi, come un particolare modo di stringersi la mano, in modo da far capire immediatamente a un interlocutore sconosciuto che la persona appena presentata è un “fratello”.

I massoni giustificano queste pratiche sottolineando che il loro è un ordine iniziatico, nel quale, una volta entrati, si compie un percorso per stadi e gradi di progressiva «evoluzione spirituale». E questo aspetto va preservato dal dominio pubblico, anche perché è per sua natura incomunicabile agli estranei, ai non adepti. I detrattori, invece, ritengono che queste siano soltanto scuse, espedienti per coprire attività illecite. I riti e gli ideali massonici sarebbero un comodo schermo per celare interessi ben più materiali e venali. Così c’è chi accusa la massoneria di voler costruire una rete di predominio politico, economico e sociale, a volte anche con tendenze eversive, come il caso della Loggia P2 ha dimostrato. A parte questi estremi, la critica più comune alla massoneria è quella di essere un centro di potere. Le logge rappresentano una preziosa occasione per incontrarsi periodicamente e poter scambiare favori tra gli appartenenti. E da qui alle operazioni illecite il passo è breve; ma, come vedremo fra poco, non ci sono prove che ciò sia stato compiuto, a parte l’unico, e clamoroso, caso della P2.

D’altronde ogni loggia racchiude un ventaglio di persone influenti, che ricoprono ruoli di rilievo nel mondo economico, delle professioni e della pubblica amministrazione (anche se spesso questi esponenti contano solo a livello locale). Così il sospetto di raccomandazioni e favoritismi si acuisce, considerando anche il fatto che i membri sono vincolati tra loro da un patto di reciproca fedeltà, derivante dall’appartenenza alla comune organizzazione.

Ma c’è davvero un vincolo di obbedienza dei membri ai capi dell’organizzazione, cioè ai maestri e ai grandi maestri? E le logge sono organizzate gerarchicamente tra loro, come i reparti militari, o sono libere nelle proprie attività? Quando si entra in massoneria si fa un giuramento con il quale si assumono determinati impegni e obblighi? Dall’esterno non è chiaro saperlo, ma probabilmente sì. Gli stessi siti ufficiali parlano di «giuramento massonico» e lo definiscono un rito «iniziatico», una sorta di battesimo, indispensabile per l’ammissione nella massoneria. Ma questo adempimento non avviene solo all’atto del primo ingresso: alcuni documenti dimostrano che ci sono tanti giuramenti quanti sono i passaggi interni di grado. E i gradi della massoneria, a quanto sembra, sono addirittura 33, stando al «rito scozzese antico e accettato»: è il modello organizzativo delle origini, che si è diffuso in tutto il mondo che governa a tutt’oggi anche la massoneria italiana.

Stando così le cose, sembrerebbe difficile per un massone dire di no ad una richiesta “amichevole” avanzata da un fratello o da un “superiore”, anche se questa fosse illecita. Infatti lo Stato guarda con preoccupazione alle organizzazioni che, come la massoneria, sono organizzate in questa maniera. Ma, come vedremo ora, la massoneria non è vietata e non è considerata illecita in sé. Potrebbe, però, diventarlo, in presenza di determinate condizioni.

Massoneria e Costituzione della Repubblica Italiana

Le associazioni segrete sono viste con sospetto dalla Costituzione della Repubblica italiana perché, come sancisce l’art. 1, «la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione»: quindi non è ammissibile che si formino centri di potere al di fuori delle strutture legittime previste dall’ordinamento, e che, con la copertura offerta dalla segretezza, potrebbero avere fini eversivi, sovversivi o cospirativi. È un pericolo da non sottovalutare, per non porre a rischio la stessa sopravvivenza della democrazia.

L’art. 18 della Costituzione sancisce il diritto di libera associazione dei cittadini, senza alcuna autorizzazione, ma vieta le associazioni in questi tre specifici casi:

  1. quando perseguono fini contrari alla legge penale: è, quindi, radicalmente illecita qualsiasi associazione dedita al compimento di reati, come la mafia, la camorra, la ndrangheta ed anche le organizzazioni terroristiche o di sovversione politica;

  2. quando sono segrete. Si tratta delle associazioni che tengono nascosta la loro esistenza e le proprie attività. Nelle associazioni segrete i nomi dei membri non sono noti, ed anzi c’è il divieto di divulgarli, così come le finalità perseguite non vengono rese pubbliche e i programmi non trapelano all’esterno;

  3. quando perseguono scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare, anziché con metodi pacifici. Questo sistema è, evidentemente, in conflitto con il sistema di partecipazione democratica alla vita del paese, e, soprattutto, il rischio di sconfinare nella violenza o nell’eversione è veramente alto.

Se applichiamo alla massoneria questi fondamentali criteri sanciti dalla Costituzione, possiamo notare che essa supera agevolmente il primo e il terzo passaggio: infatti non ha scopi illeciti e non è dotata di apparati militari. Se questa conclusione ti sembra troppo affrettata, ti proponiamo subito la spiegazione, prima di passare al secondo punto, quello relativo alla segretezza, che per alcuni è il “punto dolente”.

La massoneria persegue fini illeciti?

Il Grande Oriente d’Italia, l’Alam e la Glri, che come abbiamo visto sono le principali organizzazioni massoniche italiane, a livello giuridico si inquadrano tra le «associazioni non riconosciute»: sono enti che – come i partiti politici e i sindacati – non hanno personalità giuridica, ma sono comunque considerati dall’ordinamento come un centro di interessi autonomi e distinti dagli associati. In base all’art. 36 del Codice civile, l’ordinamento interno e l’amministrazione delle associazioni non riconosciute sono rimessi all’accordo tra gli associati. Costoro, quando entrano in massoneria, accettano per adesione le condizioni di appartenenza stabilite a priori dall’organizzazione; queste condizioni generali sono già predisposte negli statuti e non vengono contrattate di volta in volta da ciascun aderente.

Abbiamo, quindi, a che fare con un programma consolidato e uniforme: non ci sono sorprese o condizioni nascoste. Gli Statuti e le finalità si possono consultare sul sito ufficiale del Goi, della Glri e dell’Alam, e ricalcano lo scopo associativo della «Massoneria universale» che è la ricerca della verità e il «perfezionamento ed elevazione dell’Uomo e dell’Umana famiglia». Si tratta, dunque – stando a quanto dichiarato – di un’associazione diretta al progresso della persona umana, che però avviene tramite riti di natura «iniziatica di carattere tradizionale e simbolico», che sono riservati esclusivamente ai soci.

Questi fini dichiarati non sono affatto vietati dalla legge penale. Il discorso sarebbe diverso se, oltre alle finalità ufficiali, ve ne fossero altre occulte; ma questo aspetto attiene alla segretezza, su cui ci soffermeremo tra poco. Intanto, però, vale la pena notare che i regolamenti interni delle logge massoniche richiedono a ciascun iscritto di rispettare la Costituzione italiana e le leggi dello Stato, e vietano ogni atto che possa turbare l’ordine democratico della società.

La massoneria è un’associazione paramilitare?

Abbiamo sgombrato il campo dal primo punto, quello dell’associazione illecita perché persegue fini vietati dalla legge penale: la massoneria non rientra fra queste. Ora però dobbiamo occuparci delle associazioni che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante associazioni di carattere militare. C’è un’importante sfumatura nell’art. 18 della Costituzione: le associazioni segrete sono vietate in sé, a prescindere da qualsiasi ulteriore connotazione, mentre quelle che perseguono scopi politici sono vietate solo se dotate di apparati militari, evidentemente perché l’uso incontrollato della forza potrebbe soggiogare i cittadini e coartare le decisioni politiche.

Facciamo un paragone: nessuno si sognerebbe di pensare che i boy scout sono illeciti perché vestono l’uniforme, sono inquadrati in reparti, obbediscono ai capi e fanno il saluto militare: quindi il requisito di fondo che rende vietate le associazioni paramilitari non sta nella forma delle attività, ma nel contenuto e negli scopi. La massoneria è indubbiamente un’organizzazione gerarchica, con distinzione di gradi e disciplina interna, e sotto questo aspetto è simile ai corpi militari. Però essa non è inquadrata in reparti, considerato che le logge hanno un discreto grado di autonomia le une dalle altre, e, soprattutto, non ha né uniformi, né armi, né strumenti, dotazioni, articolazioni o strutture idonee a compiere azioni di violenza o minaccia o operazioni armate. Inoltre le logge non svolgono attività politica; non sono assimilabili a un partito politico e neppure a un movimento di opinione pubblica volto a fare pressione sulle istituzioni e sugli apparati dello Stato per ottenere vantaggi.

In questa prospettiva, le logge assomigliano ai normali circoli privati (come quelli della caccia, degli scacchi o del bridge), che hanno il diritto di consentire l’accesso ai loro locali ai soli soci, escludendo gli altri. Come circoli privati, le logge possono operare – a differenza dei pubblici esercizi – senza limiti di orari bisogno di alcuna autorizzazione amministrativa – ci sarebbe la necessità della licenza del questore solo nel caso di somministrazione di alimenti e bevande [1] -, fermi restando gli obblighi generali sull’agibilità e sicurezza dei locali e dell’incolumità dei frequentatori.

La loggia P2

La segretezza è il vero punto nodale per capire se la massoneria è lecita o illecita. Abbiamo visto che l’art. 18 della Costituzione vieta le associazioni segrete. La Carta costituzionale, però, non fornisce la definizione necessaria per capire quando si è in presenza di un’organizzazione segreta. Perciò dovrebbe intendersi che tutte le associazioni segrete siano automaticamente illecite. Ma questa secca affermazione è stata temperata da una legge costituzionale emanata nel 1982, dopo il famoso scandalo della Loggia P2.

La P2 (abbreviazione di «Propaganda 2») era una loggia deviata ed eversiva che aveva operato in Italia negli anni Sessanta e Settanta. Fu scoperta quasi casualmente, nel corso di altre indagini, e in una perquisizione compiuta nel 1981 furono rinvenuti gli elenchi degli iscritti. Risultò che appartenevano alla P2 quasi tutti capi delle forze armate e di polizia, alcuni politici (tra cui un ministro e un segretario di partito dell’epoca, il Psdi) ed esponenti di spicco del mondo delle imprese, della finanza e della comunicazione.

La legge Anselmi sulle associazioni segrete

La loggia P2 venne ritenuta contraria all’ordinamento democratico. Perciò fu sciolta con questa apposita legge costituzionale [2], chiamata legge Anselmi, dal nome della presidente della commissione parlamentare d’inchiesta che indagò sul fenomeno e accertò le attività illecite compiute dalla loggia P2. La legge Anselmi, traendo spunto dalla P2, ha colto l’occasione per definire quali sono le associazioni segrete e dunque vietate dalla Costituzione.

L’art. 1 della legge Anselmi considera associazioni segrete – e come tali vietate – «quelle che, anche all’interno di associazioni palesi, occultando la loro esistenza ovvero tenendo segrete congiuntamente finalità e attività sociali ovvero rendendo sconosciuti, in tutto od in parte ed anche reciprocamente, i soci, svolgono attività diretta ad interferire sull’esercizio delle funzioni di organi costituzionali, di amministrazioni pubbliche, anche ad ordinamento autonomo, di enti pubblici anche economici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale». Le successive norme puniscono, con la pena della reclusione da uno a cinque anni, chiunque “promuove o dirige” un’associazione segreta di tal fatta, o svolge “attività di proselitismo” in favore di essa, mentre i semplici partecipanti sono puniti con la reclusione fino a due anni. Quindi far parte di un’associazione segreta è sempre reato.

La legge Anselmi, dunque, non vieta le associazioni segrete di per sé, ma soltanto quelle che sono segrete e che, al contempo, perseguono fini illeciti. Sembra una precisazione, una piccola aggiunta al dettato della Carta costituzionale, ma la conseguenza è fondamentale: in base a questa legge, un’associazione pur segreta come la massoneria è perfettamente legittima, a meno che non venga provato, caso per caso e di volta in volta – come è avvenuto nel caso della loggia P2 – che essa nel suo complesso, o una sua articolazione, compia attività aventi scopi di condizionamento dei pubblici poteri. A quel punto, la massoneria sarebbe illecita e i suoi adepti potrebbero essere puniti penalmente.

Massoneria e Corte Costituzionale

Aderendo a una lettura testuale della norma costituzionale, si dovrebbe, a prima vista, ritenere che la massoneria è vietata in quanto segreta, anche se non persegue un programma illecito e non è organizzata militarmente. Ma questa interpretazione è troppo rigida, perché colpirebbe anche quei sodalizi che, pur essendo segreti, perseguono finalità del tutto lecite e che, come abbiamo visto, la legge Anselmi riconosce come associazioni legittime, finché non turbano il funzionamento degli apparati dello Stato. La massoneria fa leva proprio su questo punto e rifiuta di essere etichettata come associazione segreta o di perseguire scopi illegittimi. Nei suoi comunicati ribadisce di non fare nulla di illegale; ammette che i suoi lavori ed i propri rituali sono necessariamente «riservati», ma dall’altro lato ciò viene compensato da una significativa parte di attività svolta in modo pubblico e palese, con convegni, manifestazioni e attività benefiche, che si svolgono sotto gli occhi di tutti.

A proposito della libertà di associazione la Corte costituzionale [3], nel dichiarare illegittimo l’art. 271 del Codice penale, rubricato «Associazioni antinazionali», ha fatto questa acuta considerazione: «se non é illecito penale che il singolo svolga opera di propaganda tesa a tale scopo – ove non trasmodi in violenza o in attività che violino altri beni costituzionalmente garantiti fino ad integrare altre figure criminose – non può costituire illecito neppure l’attività associativa volta a compiere ciò che é consentito all’individuo; così come é stabilito dall’art. 18 della Costituzione, che riconosce – nei limiti posti dal secondo comma – la libertà di associazione per i fini che non siano vietati ai singoli dalla legge penale». Quindi, sviluppando il ragionamento della Consulta, dobbiamo ritenere che non può essere illecita – neppure se è segreta – un’associazione che realizza ciò che è consentito compiere ad ogni singolo cittadino.

La massoneria è legale?

Tirando le fila del discorso dopo questo ampio ragionamento, possiamo concludere che la massoneria non costituisce un’associazione segreta vietata dalla Costituzione e dalle leggi. Infatti il concetto di segretezza va interpretato in relazione ai modi che può assumere nel suo concreto atteggiarsi, e va considerato in relazione alla condotta posta in essere dall’organizzazione. In particolare:

  • c’è un elemento di segretezza esterna, che si verifica quando l’esistenza dell’associazione viene occultata, oppure quando viene nascosta l’attività sociale svolta;

  • c’è un aspetto di segretezza interna, che si realizza quando è impedita la conoscenza reciproca dei soci e delle loro rispettive attività e ruoli ricoperti nell’organizzazione;

  • c’è da considerare la condotta concreta dell’associazione nel suo manifestarsi ed esprimersi: l’associazione segreta è vietata quando realizza pressioni illecite su esponenti di organi costituzionali, pubbliche amministrazioni, enti pubblici o servizi essenziali di interesse nazionale (come l’elettricità e il gas, le telecomunicazioni, i trasporti).

Ebbene, la massoneria italiana supera questi severi criteri. Infatti essa:

  • è priva di segretezza esterna: la sua esistenza è ampiamente nota, tant’è che le sue sedi ufficiali sono pubblicamente dichiarate, i suoi regolamenti sono pubblicati sui siti istituzionali e le sue principali attività vengono periodicamente resocontate, con comunicati, commenti e note stampa, su diverse pubblicazioni cartacee o diffuse in Internet;

  • ha una scarsa segretezza interna, perché ai soci non viene impedito di conoscersi e di comunicare fra loro, neppure al di fuori dei momenti sociali (anche se resta il fatto che i nomi degli aderenti non vengono pubblicati: la massoneria si oppone strenuamente, invocando la privacy degli iscritti che vogliono mantenere riservata la loro appartenenza contro qualsiasi schedatura e «caccia alle streghe»);

  • a parte il grave caso della loggia P2, che comunque è antico ed è risultato circoscritto a quella sola articolazione deviata, non sono emersi altri casi di interferenze sugli organi istituzionali o di progetti eversivi.

In conclusione, la massoneria, anche se è un’organizzazione che non rivela agli estranei i suoi meccanismi di funzionamento interno, non è illegale, e non lo sarà se e fino a quando non diventeranno illeciti i fini che persegue.


note

[1] Art. 86, co.2, T.U.L.P.S. (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, R.D. n. 773/1931).

[2] L. n. 17 del 25.01.1982 «Norme di attuazione dell’articolo 18 della Costituzione in materia di associazioni segrete e scioglimento della associazione denominata Loggia P2».

[3] C. Cost. Sent. n. 243/2001.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Per conoscere la massoneria istuzionale e quei gruppi che hanno scimmiottato l’essenza della massoneria dovreste farvi raccontare le realta’ da chi la conosce, k’havissuta econtinua a parteciparla.
    Le interviste che ho potuto osservare sono sempre state strumentslizzate o strumentali ma lontane dalla realta’.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube