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Ricorso multa: Prefetto o Giudice di Pace

4 Gennaio 2022
Ricorso multa: Prefetto o Giudice di Pace

Vantaggi e svantaggi del ricorso al Prefetto. Contestazione di una multa stradale: le scelte che ha l’automobilista per promuovere ricorso. Qual è più conveniente?

Nel momento in cui si intende contestare una multa stradale si hanno due opzioni: il ricorso al Prefetto o il ricorso al Giudice di Pace. La scelta è rimessa all’automobilista che, tuttavia, deve valutare attentamente quale delle due opzioni sia la più conveniente al caso concreto. Come avremo modo di spiegare in questo articolo, in cui elencheremo i pro e i contro di entrambi i ricorsi, in alcune situazioni è preferibile percorrere una determinata strada ed in altre quella opposta. 

Procediamo dunque con ordine e cerchiamo di capire qual è la differenza tra il ricorso contro una multa al Prefetto e al Giudice di Pace.

Ricorso al giudice di Pace: vantaggi

I vantaggi del ricorso al Giudice di Pace sono i seguenti:

  • si è davanti a un giudice, come tale terzo e imparziale. La sua posizione è equidistante rispetto alle parti. Come vedremo a breve, tale garanzia di terzietà non sussiste invece con il Prefetto;
  • in quanto organo “tecnico”, il Giudice di Pace è più incline all’interpretazione del diritto laddove la decisione del ricorso implichi la soluzione di questioni giuridiche non immediate e semplici. In pratica, ci si può rivolgere al giudice anche quando il ricorso non dipende da un errore macroscopico in cui è caduta la polizia;
  • in caso di rigetto del ricorso, l’importo da pagare resta quello intimato nel verbale (ossia la contravvenzione in misura ridotta);
  • il ricorso può essere spedito con raccomandata a.r., venendo così incontro a coloro che hanno la residenza in un luogo diverso da quello ove è situato il giudice competente (ossia quello del luogo ove è stata elevata la contravvenzione);
  • contro il rigetto del Giudice di Pace c’è sempre la possibilità di ricorrere in Appello.

Ricorso al giudice di Pace: svantaggi

I “contro” del ricorso al Giudice di Pace sono i seguenti:

  • è necessario versare il contributo unificato, una tassa il cui importo è di minimo 43 euro. Ciò non rende sempre conveniente fare ricorso;
  • è necessaria l’assistenza di un avvocato se l’importo della multa è superiore a 1.100 euro. Anche laddove l’avvocato non sia richiesto dalla legge (ossia per contravvenzioni di valore inferiore), la difesa diretta da parte dell’automobilista implica la conoscenza della procedura civile le cui regole vanno sempre rispettate. La violazione di un termine potrebbe quindi portare al rigetto del ricorso;
  • è necessario partecipare alle udienze che non sono mai meno di due. Tale aspetto può diventare oneroso se il ricorso va presentato presso un luogo diverso dal proprio Comune di residenza. A volte, la perdita del tempo o l’onorario dell’avvocato non valgono l’importo per il quale si fa ricorso.

Ricorso al Prefetto: vantaggi

I vantaggi del ricorso al Prefetto sono i seguenti:

  • il ricorso si fa spedendo una semplice raccomandata o una pec che può essere indirizzata direttamente al Prefetto o all’organo che ha elevato la multa (il quale si prenderà poi cura di inviarlo al Prefetto);
  • sono previsti termini massimi per la risposta al ricorso: questa deve intervenire entro 210 giorni (se il ricorso è stato spedito al Prefetto) o entro 180 giorni (se il ricorso è stato spedito all’organo accertatore). L’assenza di risposta o il mancato rispetto dei termini comporta l’automatico accoglimento del ricorso secondo cioè la regola del silenzio-assenso;
  • il ricorso non richiede la conoscenza di norme tecniche o di procedura;
  • il ricorso può essere redatto e firmato direttamente dal trasgressore, senza bisogno dell’assistenza di un avvocato difensore;
  • non sono previste udienze (l’automobilista però può chiedere di essere ascoltato personalmente);
  • il ricorso è completamente gratuito (salvo il costo dell’eventuale raccomandata): non è quindi necessario versare il contributo unificato;
  • contro l’eventuale rigetto è possibile presentare ricorso al Giudice di Pace nei successivi 30 giorni.

Ricorso al Prefetto: svantaggi

Gli svantaggi del ricorso al Prefetto sono i seguenti:

  • il Prefetto non è un organo terzo e imparziale come il giudice ma il superiore gerarchico dell’autorità che ha elevato la multa. Il che significa che la sua posizione sarà indirettamente influenzata dalla tutela delle ragioni della Pubblica Amministrazione;
  • il Prefetto non è un organo tecnico, esperto del diritto: sicché eventuali questioni che implicano l’interpretazione delle norme potrebbero essere rigettate;
  • se il Prefetto rigetta il ricorso emette un’ordinanza con cui ingiunge all’automobilista il pagamento del doppio della multa originaria (come detto però è sempre possibile il successivo ricorso al Giudice di Pace);
  • l’assenza di un procedimento giudiziario impedisce di presentare eventuali testimoni a proprio favore ed altre prove più articolate che non siano i semplici documenti. 

Quando conviene il ricorso al Prefetto?

Alla luce di quanto appena detto, il ricorso al Prefetto conviene tutte le volte in cui la multa stradale sia palesemente illegittima e il vizio della stessa può essere agevolmente desunto dalla documentazione. Si pensi al caso di una multa spedita oltre 90 giorni dall’accertamento: in casi del genere, non essendoci attività interpretativa, il ricorso al Prefetto risulta più immediato, celere, economico e quindi vantaggioso. Senza contare che il ricorrente potrebbe sempre far affidamento sulla mancata risposta che, come detto, equivale ad accoglimento del ricorso. 

Quando conviene il ricorso al Giudice di Pace?

Il ricorso al Giudice di Pace conviene tutte le volte in cui l’illegittimità della contravvenzione richiede un minimo di attività interpretativa delle norme e quindi di un soggetto – il giudice – predisposto a tale operazione, sia per tecnicismo che per imparzialità.



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