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Accertamento nullo se non riporta le ragioni della rettifica

25 Luglio 2014
Accertamento nullo se non riporta le ragioni della rettifica

Agenzia delle entrate: i doveri dell’ufficio a indicare la motivazione dell’atto e la difesa del contribuente in caso di avviso di accertamento.

L’accertamento privo delle ragioni giuridiche che determinano la rettifica comporta la nullità dell’atto. A precisarlo è la Corte di cassazione con una sentenza depositata ieri [1].

Secondo i giudici di legittimità, l’avviso di accertamento deve contenere non solo gli estremi del titolo e della pretesa impositiva ma anche i presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche che lo giustificano, costituendone imprescindibile requisito di legittimità. Ciò per consentire al contribuente di valutare sia l’opportunità di difendersi in giudizio, sia, in caso positivo, di contestare efficacemente la pretesa.

Questi elementi devono essere forniti tempestivamente e quindi contenuti sin dall’origine nel provvedimento e con quel grado di determinatezza e intellegibilità che permetta all’interessato un esercizio non difficoltoso del diritto di difesa.

La sola indicazione errata della norma violata non costituisce di per sé causa di nullità dell’atto ma, secondo la Cassazione, se l’atto è carente di qualsiasi criterio normativo idoneo a giustificare il provvedimento è  nullo. L’accertamento, cioè, è privo delle ragioni giuridiche che costituiscono imprescindibile requisito della motivazione.

La pronuncia consolida l’orientamento della Corte volto a tutelare l’obbligo di motivazione. Non di rado, infatti, gli uffici rettificano maggiori imposte con indicazioni stringate e poi, sulla base delle difese del contribuente, “integrano” le motivazioni nel corso del contenzioso. I giudici di legittimità hanno ora affermato che tale “integrazione ” non è ammissibile.


note

[1] Cass. sent. n. 16836/14.

Autore immagine: 123rf com


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