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Maggiorenne compra alcol a minorenni: cosa rischia?

4 Gennaio 2022
Maggiorenne compra alcol a minorenni: cosa rischia?

Responsabilità di un maggiorenne che prende un cocktail, una birra o un superalcolico a un amico che non ha ancora 18 anni: può essere denunciato?

Ipotizziamo il caso di un ragazzo minorenne che, non potendo acquistare alcolici, incarichi un amico maggiorenne di farlo al posto suo. I due si incontrano poco dopo il pagamento e quello più grande dà all’altro quanto appena comprato (ad esempio una bottiglia di birra, un cocktail, un whisky, una vodka, ecc.). Semmai la polizia dovesse vedere lo scambio, cosa rischia il maggiorenne che compra alcol a minorenni? Cerchiamo di comprenderlo qui di seguito. 

Partiamo da ciò che prevede la legge. 

Vendita e somministrazione di alcolici a minorenni: è reato?

In particolare: 

  • commette un reato (quello di «somministrazione di bevande alcoliche a minori o a infermi di mente») l’esercente che, in un luogo pubblico (ad esempio per strada) o aperto al pubblico (ad esempio una discoteca, un bar, un supermercato), somministra bevande alcoliche a un minore di 16 anni o a chi si trovi in condizione di infermità fisica. In tal caso, la sanzione conseguente alla denuncia penale è l’arresto fino a un anno (art. 689 Cod. pen.);
  • commette un illecito amministrativo, punito con una semplice sanzione da 250 a 1.000 euro, chi vende o somministra bevande alcoliche ai minori di 18 anni ma con almeno 16 anni (così previsto dall’articolo 14-ter comma 2, della legge n. 125/2001, per come modificata nel 2017 dalla legge n. 48/2017). Se il fatto è commesso più di una volta la sanzione va da 500 a 2.000 euro.

In buona sostanza, scatta il reato solo se il minorenne ha meno di 16 anni; invece, se ne ha 16 o 17, è prevista una semplice sanzione amministrativa. In entrambi i casi, il responsabile è solo colui che vende o somministra la bevanda e non anche il minorenne che non rischia assolutamente nulla.

Per chi vale il divieto di vendere o somministrare alcolici a minorenni?

Tali divieti sono diretti unicamente nei confronti dei gestori di pubblici esercizi. Lo si evince: 

  • dalla norma del Codice penale che esordisce nel seguente modo: «l’esercente un’osteria o altro pubblico spaccio di cibi o bevande che somministra»;
  • dalla legge n. 48/2017, che ha introdotto invece la sanzione amministrativa per la vendita o la somministrazione ai sedicenni o diciassettenni che è rubricata nel seguente modo: «disposizioni in materia di pubblici esercizi».

Insomma, da quanto appena visto, la normativa non si applica:

  • né ai privati;
  • né alle cessioni in luoghi privati (ad esempio una festa riservata a casa di una persona).

Maggiorenne compra alcol a minorenni: cosa rischia?

In sintesi, nel caso in cui un minorenne chieda a un amico maggiorenne di comprare al suo posto un alcolico, nessuno dei due rischierà una sanzione penale o amministrativa. Non la rischia il minorenne ma neanche il maggiorenne, non essendo considerato un esercente. Quindi, chi entra in un supermercato e compra degli alcolici per l’amico minore che lo aspetta fuori non può essere punito, così come non può esserlo chi, al bancone della discoteca, prende una consumazione alcolica e poi la cede a un ragazzo con meno di 18 anni o acquista una birra ad un distributore automatico per poi cederla a un quindicenne.

Feste private ed alcolici

Quanto detto vale, a maggior ragione, anche all’interno di un luogo privato. Si pensi a una festa tra amici dove è previsto il frigobar: anche in questo caso, chi consente al minore di prelevare alcolici non rischia nulla. Né potrebbe essere diversamente: altrimenti dovremmo ritenere punibile anche il padre che, a tavola, mesce del vino al figlio non ancora diciottenne. 



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