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Fari abbaglianti: quando si rischia la multa?

3 Maggio 2022 | Autore:
Fari abbaglianti: quando si rischia la multa?

I casi in cui è possibile utilizzare le luci di profondità e quelli in cui è vietato accenderle. Si prende la sanzione per segnalare un posto di blocco?

Le luci abbaglianti non sono soltanto necessarie ma anche obbligatorie quando si deve transitare di notte in alcuni tratti di strada particolarmente bui. Tuttavia, utilizzarle in certe occasioni può costare una sanzione. Succede, ad esempio, quando si tengono accese mentre si circola su una strada sufficientemente illuminata o quando c’è il rischio che l’eccessiva luce «accechi» un altro automobilista e si possa provocare un incidente. È consentito, invece, lampeggiare per segnalare un posto di blocco o un sinistro? Per l’uso dei fari abbaglianti, quando si rischia la multa?

Il Codice della strada definisce le luci abbaglianti «proiettori di profondità» e vengono segnalate nel cruscotto da una spia blu con il simbolo del faro e delle strisce orizzontali (a differenza delle anabbaglianti, di colore verde e con le strisce inclinate verso il basso). Nell’articolo 153, il Codice stabilisce quando possono essere accesi e quando devono essere tenuti spenti i fari abbaglianti, a seconda delle circostanze e del luogo in cui si trova il conducente.

Lo stesso articolo fissa le sanzioni previste per chi non rispetta le disposizioni che riguardano i dispositivi di illuminazione. Ecco quando si rischia la multa per i fari abbaglianti.

Fari abbaglianti: quando si possono accendere?

Secondo il Codice della strada, i fari abbaglianti possono essere accesi solo «fuori dei centri abitati quando l’illuminazione esterna manchi o sia insufficiente». Significa che in città o nei tratti di strada dove c’è abbastanza luce per circolare in sicurezza è necessario procedere solo con le luci di posizione o con quelle anabbaglianti.

Oltre ad usarle fuori dai centri abitati quando l’illuminazione manca o è scarsa per garantire la sufficiente visibilità, il Codice consente di utilizzare le luci abbaglianti a intermittenza per avvertire altri conducenti su strada in un incrocio se si rende necessario avvisarli del proprio arrivo, per evitare situazioni di pericolo o incidenti.

È, infine, permesso inviare alla macchina che precede un segnale intermittente con gli abbaglianti per segnalare l’intenzione di compiere un sorpasso, anche se sarà obbligatorio comunque accendere l’indicatore di direzione sinistro, cioè la freccia, per compiere la manovra e quello destro per rientrare nella corsia di marcia.

Fari abbaglianti: quando non si possono accendere?

Come detto, i fari abbaglianti devono essere usati prevalentemente quando manca la visibilità necessaria per circolare in sicurezza fuori dai centri abitati. È invece vietato accendere le luci di profondità:

  • quando si sta per incrociare un altro veicolo: se le luci abbaglianti sono state accese precedentemente, bisogna passare alle luci anabbaglianti per non creare disagio agli altri conducenti e per non causare una situazione di pericolo;
  • quando davanti c’è un altro veicolo a breve distanza che procede nella stessa direzione, a meno che i fari abbaglianti vengano usati a intermittenza per segnalare l’intenzione di sorpassare;
  • in qualsiasi altra circostanza che comporti il pericolo di abbagliare gli altri utenti della strada ovvero i conducenti dei veicoli circolanti su binari, su corsi d’acqua o su altre strade contigue.

Sarebbe opportuno aggiungere, anche se il Codice non dice nulla in proposito, che i fari abbaglianti non vanno accesi in caso di nebbia, poiché creano una sorta di «effetto muro» che riduce enormemente la visibilità. Meglio tenere accese, dunque, le luci anabbaglianti ed i fendinebbia, cioè i fari appositamente installati nell’auto per queste situazioni.

Fari abbaglianti: si può segnalare un posto di blocco?

A chiunque sarà capitato di vedere qualche automobilista che procede in senso contrario di marcia e che, nell’incrociare gli altri veicoli, lampeggia ripetutamente con i fari abbaglianti per segnalare ai conducenti che, poco più avanti, troveranno un posto di blocco della Polizia. Un’usanza, definiamola così, «solidale» tra utenti della strada, per invitare a rallentare e a controllare di avere tutto a posto a bordo in modo da non incorrere in una sanzione (tenere le due mani sul volante, avere le cinture di sicurezza allacciate, ecc.). Questa pratica, però, è legale?

Come abbiamo visto poco fa, l’articolo 153 del Codice della strada elenca i casi in cui non possono essere usati i fari abbaglianti e, tra questi, non c’è alcunché che vieti la segnalazione di un posto di blocco attraverso le luci di profondità. Ma nemmeno dice che sia consentito.

In sostanza, si può affermare che avvisare gli altri automobilisti di un posto di blocco con gli abbaglianti non è reato ma costituisce un illecito amministrativo. Proprio perché l’articolo in questione del Codice esclude l’utilizzo dei proiettori di profondità al di fuori dei casi consentiti e previsti dalla norma. Viene, infatti, sanzionato «chiunque usi impropriamente i dispositivi di segnalazione luminosa».

Pertanto, e poiché la segnalazione della presenza degli agenti di Polizia non è tra i casi consentiti per accendere gli abbaglianti, chi ha questo comportamento può essere multato (leggi anche È reato segnalare posti di blocco?).

Fari abbaglianti: cosa si rischia per l’uso improprio?

Abbiamo detto, dunque, che l’uso improprio dei fari abbaglianti comporta una sanzione amministrativa. La multa prevista dal Codice della strada va da un minimo di 84 euro a un massimo di 335 euro.

Bisogna aggiungere anche la sanzione accessoria della decurtazione di tre punti dalla patente.



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