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Quando si può denunciare chi ci denuncia?

2 Maggio 2022 | Autore:
Quando si può denunciare chi ci denuncia?

Controdenuncia per calunnia: in quali casi è possibile? Quando conviene querelare chi ha mosso una falsa accusa?

Con tua grande sorpresa, i carabinieri bussano alla porta e ti notificano un avviso di garanzia. Scopri che, tempo fa, una persona che conosci ti ha denunciato per una cosa che ritieni di non aver fatto. Sbalordito, vai dal tuo avvocato di fiducia che ti dice che, con ogni probabilità, bisognerà affrontare un processo penale in piena regola. Tu non ci stai perché ritieni che l’accusa sia assolutamente infondata e vorresti, a tua volta, sporgere querela. Con il presente articolo ci occuperemo proprio di ciò: vedremo cioè quando si può denunciare chi ci denuncia.

Il tema della controquerela è molto sentito, soprattutto in quei casi in cui si crede di essere stati calunniati. Ciò che non tutti sanno, però, è che una controdenuncia può essere sporta solamente se l’accusatore ha agito in completa malafede, cioè sapendo di attaccare un innocente. Ecco perché, prima di presentarsi ai carabinieri, è bene prendere in considerazione ciò che diremo nel prosieguo. Quando si può denunciare chi ci denuncia? Scopriamolo insieme.

Controdenuncia: cos’è?

Comunemente, si definisce controdenuncia (o controquerela) la denuncia sporta in risposta a una precedente.

In pratica, la persona segnalata alle autorità decide di rispondere segnalando a propria volta il suo accusatore. Facciamo un esempio.

Paolo rimane ferito in una rissa. Pensando che abbia partecipato alla colluttazione, sporge denuncia anche contro Fabio. In realtà, questi ha solo assistito alla rissa ma non vi ha preso parte. Decide pertanto di denunciare a propria volta Paolo.

Come vedremo nel prosieguo, una controdenuncia come quella appena esemplificata sarebbe inutile, in quanto la prima denuncia non è stata sporta con l’intento di calunniare l’accusato.

Controdenuncia: a cosa serve?

Chi fa una controdenuncia intende tutelarsi da un’accusa che ritiene essere assolutamente falsa. Si tratta quindi di una sorta di “reazione” alla denuncia ingiustamente ricevuta da un’altra persona.

Come vedremo di qui a breve, però, denunciare chi ci denuncia ha senso solamente se si ha l’assoluta certezza che l’accusa sia stata mossa in malafede.

Controdenuncia: in cosa consiste?

La controquerela consiste in una denuncia per calunnia. In altre parole, chi risponde alla denuncia altrui lo fa con una segnalazione per calunnia.

Per legge [1], si ha calunnia quando si accusa qualcuno pur sapendolo innocente. In pratica, la calunnia può scattare soltanto se la denuncia è fatta con la piena consapevolezza dell’estraneità dell’accusato ai fatti che gli sono attribuiti.

Francesco denuncia Matteo per avergli sottratto un Rolex, pur sapendo che, in realtà, l’orologio non è stato rubato ma è andato smarrito.

Insomma: la calunnia è la denuncia fatta contro una persona che si sa essere innocente. Il dubbio sulla colpevolezza altrui è sufficiente a escludere la calunnia.

Se Tizio denuncia Caio per furto, credendo in effetti di essere stato derubato da lui, non risponderà di calunnia se, alla fine del procedimento, Caio verrà assolto.

Denunciare chi ci denuncia: quando è possibile?

È possibile denunciare chi ci ha denunciato solamente quando ricorrono gli estremi della calunnia, e cioè quando il primo denunciante era in totale malafede, cioè conosceva perfettamente la nostra innocenza e, ciononostante, si è recato dai carabinieri per segnalarci.

La malafede del denunciante, però, può essere accertata solo dall’autorità giudiziaria all’esito del processo. Ecco perché una controquerela per calunnia può essere sporta solamente quando il giudice abbia provato la falsità della denuncia sporta contro di noi.

In altre parole, prima di controdenunciare sarebbe opportuno attendere l’esito del processo a nostro carico; solamente se otteniamo una piena assoluzione potremo allora sporgere a nostra volta denuncia contro chi ci ha denunciati. E ciò perché, grazie alla sentenza di assoluzione con formula piena, abbiamo la prova di essere del tutto innocenti.

Ciò, come detto, non basta: occorre anche che, dal processo, sia emerso che il denunciante fosse a conoscenza di tale innocenza. Solo così può dirsi provato il dolo di chi ha formulato la falsa accusa.

Con questi elementi a nostro favore, potremo allora denunciare chi ci ha denunciati, cioè sporgere denuncia per calunnia.

Controdenuncia: quando non farla?

Denunciare chi ci ha denunciato è inutile quando:

  • la denuncia, seppur infondata, sia stata sporta in buona fede o, comunque, senza l’assoluta consapevolezza dell’innocenza altrui;
  • la denuncia è stata archiviata oppure l’imputato è stato assolto perché il reato si è prescritto oppure perché manca una condizione di procedibilità. In questi casi, infatti, l’autorità non può procedere oltre non perché l’accusa sia falsa, ma per questioni meramente processuali.

note

[1] Art. 368 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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