Da oggi, se la tua banca fallisce perderai i soldi

26 Luglio 2014
Da oggi, se la tua banca fallisce perderai i soldi

Con il denaro pubblico pochi aiuti agli istituti europei in fallimento. Soci e obbligazionisti pagheranno per primi.

Chi possiede azioni e obbligazioni bancarie potrà perdere gran parte del proprio investimento se l’istituto fallirà. Bisogna saperlo.

È questo il frutto del cambiamento, a partire dal 2015, delle regole dettate dalla Comunità Europea, e che saranno operative dal 2016 per i risparmiatori.

Cosa succede ai tuoi soldi?

Nell’ipotesi in cui arrivi il fallimento della tua banca – casi comunque abbastanza rari – azionisti, creditori (tali sono i possessori di obbligazioni) e, in misura parziale, chi ha depositato denaro saranno chiamati a coprire le perdite.

Ma non dovevano intervenire le istituzioni a pagare le perdite?

Le nuove regole stabiliscono che gli Stati europei non interverranno più in prima battuta per coprire i buchi, scaricando i costi sulla collettività. O assumendo il controllo di gruppi al tracollo. Certo gli Stati Membri non hanno interesse a trasformare la crisi di un istituto in un panico generalizzato, in una crisi di liquidità dove le banche che hanno eccessi di denaro non prestano ad altre momentaneamente carenti. Sono stati infatti istituiti “meccanismi di soluzione ordinata delle crisi bancarie”. Tranquillizzante formula che lascia intendere che tracolli di singole banche non trasferiranno effetti sugli Stati e sulle economie. L’architettura è abbastanza complessa.

Cosa cambia nella pratica per il risparmiatore?

Finisce la pratica del salvataggio delle banche da parte dei governi con denaro pubblico (cosiddetto bail-out): pratica ritenuta impopolare e ingestibile. L’orientamento dei governi e delle autorità si è modificata e chi ha investito nella banca sarà chiamato preliminarmente a pagare i danni pesando meno possibile sulla collettività. Naturalmente l’impegno da parte di azionisti, obbligazionisti e, in parte, degli stessi depositanti (cosiddetto bail-in) è misurato per rischiosità degli strumenti, a cominciare dalla partecipazione azionaria al capitale per ridursi progressivamente nelle diverse tipologia di obbligazioni e lascia salvi i depositi dei clienti però fino alla soglia dei 100mila euro.

Le nostre banche sono sicure?

Le banche italiane hanno mandato in porto aumenti di capitale, le pagelle europee di solidità arriveranno in autunno. “Saremo sorveglianti duri”, ha detto la presidente del Consiglio di sorveglianza, Daniele Nouy, aggiungendo che non ci sono penalizzazioni dei piccoli istituti rispetto ai grandi: “abbiamo bisogno di tutti i tipi di banche: grandi, piccole, commerciali e mutualistiche”. Anche se le banche cooperative europee lamentano una certa rigidità del progetto.

Cosa mi conviene fare?

Per chi ha investito, o intende investire in istituti di credito, è meglio tenere alta la guarda anche se i 120 gruppi bancari europei sottoposti alla vigilanza diretta hanno migliorato la patrimonializzazione con altri 100 miliardi.

Chi è maggiormente esposto alle crisi di un istituto europeo

Prima di passare alle diverse tipologie di investimento in un istituto di credito ( e relativi rischi), bisogna ricordare che il denaro depositato è solo “affidato” alla banca . Resta nella piena disponibilità, anche immediata (“a vista”) del cliente che può impiegarlo con vincoli temporali o meno. Anche per i depositi, oltre una certa soglia, bisogna fare attenzione.

In caso di gravissima crisi bancaria le azioni sono le più esposte, anche in un settore molto vigilato dalle authority. Bisogna saperlo dall’inizio, quando si sceglie l’investimento, ed è sicuramente il versante più esposto in caso di squilibrio forte dell’azienda bancaria.


note

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube