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Come contestare una multa per targa clonata

7 Maggio 2022 | Autore:
Come contestare una multa per targa clonata

È possibile dimostrare che a commettere una violazione al Codice della strada è stato un altro apparentemente con la stessa auto? Cosa bisogna fare?

Ti è arrivata a casa una multa per eccesso di velocità presa in un luogo in cui non sei mai stato? Niente di più probabile che qualcuno particolarmente furbo stia circolando in giro con il tuo numero di targa, quella che hai nell’auto intestata a te. Il che è un vero problema, perché qualsiasi reato commesso con quel veicolo potrebbe essere imputato a te, almeno finché verrà chiarito il pasticcio. Come contestare una multa per targa clonata?

Irrimediabilmente, toccherà rivolgersi all’autorità di polizia che ha rilevato la violazione e ti ha mandato il verbale a casa, sperando per questioni di comodità che si tratti di un ufficio italiano e non di qualche Paese estero in cui è stata commessa l’infrazione con la tua targa ma a tua insaputa. Prima, però, dovrai sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Ecco, allora, i passaggi necessari per contestare una multa per targa clonata.

Targa clonata: come funziona la truffa?

La truffa della targa clonata è più comune di quanto si possa immaginare. Forse non è nemmeno tanto difficile da mettere in atto: in pratica, il malintenzionato modifica i numeri e le lettere della targa con del nastro isolante nero e del bianchetto. Certo, se uno la guardasse da vicino potrebbe rendersi conto che la targa è palesemente contraffatta. Ma sicuramente l’autovelox o uno sguardo a prima vista non sempre sono in grado di rilevare qualche minuscolo difetto.

Il truffatore più inesperto «tira a indovinare»: una targa vale l’altra, sceglie dei numeri o delle lettere a caso e va avanti così finché va bene. Alla peggio, cambierà frequentemente la sequenza dei numeri o le quattro lettere per dare meno nell’occhio. Il più esperto, però, starà attento e sceglierà un’auto dello stesso modello e dello stesso colore di quella da «taroccare». In questo modo, la sua truffa sarà più credibile.

Una volta clonata la targa, il truffatore si sentirà libero di andare in autostrada a velocità supersonica, di parcheggiare dove non deve, di passare con il semaforo rosso se l’incrocio è libero, di non fermarsi ad un posto di controllo, ecc. Tanto, la multa non arriverà a lui ma al legittimo proprietario dell’auto con la targa vera.

Targa clonata: quando sporgere denuncia?

La prima cosa da fare quando arriva a casa una multa per una violazione al Codice della strada e si ha la convinzione di non essere responsabile dell’infrazione è controllare il luogo, l’ora e tutti gli altri estremi del verbale. Può capitare, infatti, che le caratteristiche dell’auto e la targa coincidano ma non il luogo e l’ora in cui è stata commessa la violazione: se ti trovavi in un altro posto proprio al volante dell’auto che ha quella stessa targa, evidentemente c’è stata una clonazione e qualcuno ha preso la multa per scaricarla su di te.

Chi ha contraffatto la targa ha commesso reato e, pertanto, va denunciato. L’articolo 100 del Codice della strada stabilisce che «chiunque falsifica, manomette o altera targhe automobilistiche ovvero usa targhe manomesse, falsificate o alterate è punito ai sensi del Codice penale».

Pertanto, verbale alla mano, bisogna presentarsi presso un commissariato di Polizia o una caserma dei Carabinieri per denunciare il fatto. Non sapendo chi è stato a clonare la targa, la denuncia sarà fatta contro ignoti. Ma sarà, ad ogni modo, importante. Primo, perché il legittimo proprietario della targa avrà in mano un documento con cui dimostra di disconoscere il fatto commesso con una macchina che non è la sua. Potrebbe non trattarsi di un semplice illecito come passare con il rosso ma di un vero e proprio reato, anche grave, come una rapina o un omicidio stradale. E secondo perché, nel caso in cui il truffatore commettesse altri illeciti, si saprebbe dove andare a «pescarlo».

Targa clonata: il ricorso in autotutela

Fatta la denuncia, l’automobilista che ha preso la multa per targa clonata può rivolgersi all’organo accertatore per spiegare il fatto e presentare un ricorso in autotutela, grazie al quale è possibile chiedere all’ente che ha emanato l’atto di riesaminarlo per l’eventuale revoca o per l’annullamento.

La domanda va inviata con raccomandata a/r sia all’ufficio dell’organo accertatore sia alla Prefettura, la quale disporrà l’eventuale archiviazione. Nella domanda – alla quale conviene allegare la denuncia presentata in precedenza – occorre indicare i motivi per cui si chiede l’annullamento della sanzione. A tal proposito, è opportuno riportare tutto quello che può dimostrare di non essere stato nel luogo in cui è stata commessa la violazione al Codice nel giorno e nell’ora riportati nel verbale: prove testimoniali, lo scontrino del bar o del ristorante in cui si trovava l’automobilista mentre il truffatore prendeva la multa, il cartellino timbrato del luogo di lavoro, la ricevuta del casello autostradale che dimostra che quell’auto transitava da tutta un’altra parte, ecc.

In alternativa al ricorso in autotutela, è possibile rivolgersi entro 30 giorni dalla notifica della multa per targa clonata al Giudice di pace competente nel luogo in cui è stata commessa l’infrazione, oppure entro 60 giorni al Prefetto. L’obiettivo è sempre lo stesso: presentare ricorso contro la sanzione ricevuta dimostrando di non essersi trovati nel luogo in cui è stata commessa l’infrazione in quel giorno e a quell’ora.

Se la violazione comporta la decurtazione dei punti dalla patente, occorre compilare e inviare all’ufficio accertatore il modulo con i dati del conducente e la copia della denuncia e del ricorso presentato in autotutela, al Giudice di pace o al Prefetto.



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