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Bonus Irpef: a chi spetta il trattamento integrativo?

7 Maggio 2022 | Autore:
Bonus Irpef: a chi spetta il trattamento integrativo?

Beneficio di 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti: quali sono le categorie di aventi diritto dal 2022?

È quasi un addio al trattamento integrativo [1], ossia al cosiddetto bonus Irpef da 100 euro mensili, dal 1° gennaio 2022: in base alla nuova manovra, al trattamento hanno diritto, difatti, soltanto ristrette categorie di lavoratori dipendenti.

In merito al Bonus Irpef: a chi spetta il trattamento integrativo 2022?

Innanzitutto, ricordiamo che l’operatività della riforma della tassazione Irpef parte dal 1° gennaio 2022: da questa data, cambiano non solo aliquote e scaglioni d’imposta, ma anche le detrazioni per reddito di lavoro dipendente, di pensione e di lavoro autonomo.

Sono state poi abolite le detrazioni per i figli a carico disabili e under 21, sostituite dal nuovo assegno unico e universale.

Addio anche all’ulteriore detrazione, spettante ai lavoratori dipendenti con reddito sino a 40.000 euro annui.

Trattamento integrativo sino al 2021

Sino al 2021, a coloro che percepivano redditi di lavoro dipendente era riconosciuta una somma:

  • a titolo di trattamento integrativo;
  • che non concorreva alla formazione del reddito;
  • di importo pari a 600 euro per l’anno 2020, a partire dal mese di luglio (100 euro al mese);
  • di importo pari a 1.200 euro a decorrere dall’anno 2021 (100 euro al mese).

Dal 2022, le condizioni di spettanza del trattamento integrativo sono differenti.

I beneficiari sono coloro che percepiscono redditi di lavoro dipendente e assimilati; sono esclusi i percettori di redditi di pensione.

Il beneficio era riconosciuto automaticamente dal sostituto d’imposta, a partire dal 1° luglio 2020 e sino al 2021 compreso:

  • se il reddito complessivo di lavoro dipendente e assimilato (sono esclusi i redditi di pensione, gli assegni equiparati ed alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente) dell’interessato non risultava superiore a 28.000 euro;
  • se l’imposta lorda calcolata sul reddito considerato era superiore all’ammontare della detrazione spettante per lavoro dipendente e assimilati.

Il trattamento integrativo va rapportato alle giornate di lavoro nell’anno.

Come si calcola il reddito rilevante ai fini del trattamento integrativo?

Ai fini del calcolo del reddito da prendere a riferimento per il diritto al bonus di 100 euro mensili non si considerano:

  • il reddito dell’abitazione principale e delle relative pertinenze;
  • il TFR, ossia il trattamento di fine rapporto.

Si considerano invece:

  • i redditi da cedolare secca;
  • i redditi tassati con regime forfettario;
  • le quote esenti dei redditi agevolati dall’incentivo previsto per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero e dei redditi agevolati dal regime speciale per i lavoratori rimpatriati.

Trattamento integrativo dal 2022

Dal  2022, continuano a percepire il bonus mensile di 100 euro in busta paga i lavoratori dipendenti con redditi fino a 15mila euro; a specifiche condizioni, il trattamento integrativo spetta anche superata questa soglia e fino a 28mila euro.

Nello specifico, se l’importo di determinate detrazioni spettanti supera l’imposta lorda dovuta, il trattamento integrativo continua ad essere riconosciuto per un ammontare non superiore a 1.200 euro.

Il calcolo è effettuato sulla base della differenza tra le detrazioni rilevanti e l’Irpef lorda. È necessario considerare l’importo delle seguenti detrazioni Irpef, spettanti per l’anno di imposta 2022:

  • per i familiari a carico;
  • per i redditi da lavoro dipendente e assimilati;
  • per i mutui agrari e immobiliari per la prima casa (costruzione o acquisto) contratti fino al 31 dicembre 2021;
  • per erogazioni liberali;
  • per le spese sanitarie superiori a 15.493,71 euro sostenute fino al 31 dicembre 2021 e rateizzate alla medesima data ;
  • per le rate non fruite relative alle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici e da altre disposizioni normative, per spese sostenute fino al 31 dicembre 2021;
  • tutte le detrazioni previste da altre disposizioni normative relative a spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 e rateizzate alla medesima data.

Contribuente con reddito complessivo pari a 25.000 euro derivante da un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato (per 365 giorni) per un importo pari a 18.000 euro e da redditi agrari pari a 7.000 euro. Per l’anno d’imposta 2022, tale lavoratore ha il coniuge a carico, ha sostenuto spese per interessi passivi pari a 4.000 euro per un mutuo agrario contratto il 10 giugno 2021 e fruisce della seconda rata riferita a spese, sostenute nell’anno 2021, per interventi di recupero del patrimonio edilizio pari a 3.000 euro.

Occorre, innanzitutto, verificare che il contribuente non sia sotto la soglia di incapienza rispetto ai redditi di lavoro dipendente. Successivamente occorre verificare che, al contrario, vi sia “incapienza” dell’imposta lorda determinata secondo le regole ordinarie, rispetto alle detrazioni in elenco.

Occorre, infine, verificare che il reddito complessivo non sia superiore a 28.000 euro e, poi, calcolare l’importo del trattamento integrativo teorico spettante, rapportandolo ai giorni di lavoro nell’anno. L’importo del trattamento integrativo è pari alla differenza tra la somma delle detrazioni d’imposta elencate e l’imposta lorda. Tale importo non può, comunque, essere superiore a 1.200 euro annui.


note

[1] Art. 1 DL 3/2020.

Autore immagine: pixabay.com


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