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Cos’è un accertamento con adesione?

6 Gennaio 2022
Cos’è un accertamento con adesione?

Accertamento fiscale: come ridurre la richiesta di pagamento dell’Agenzia delle Entrate. 

Se hai subito un controllo da parte del Fisco e ti è stata contestata una irregolarità, con conseguente obbligo di pagare sanzioni e maggiori imposte, potresti essere interessato a sapere cos’è un accertamento con adesione. 

Detto in parole molto semplici, è una forma di accordo tra contribuente e ufficio delle imposte con cui il primo rinuncia a contestare la pretesa esattoriale e il secondo invece rinuncia a una parte di tale pretesa, concedendo una sorta di “sconto”. In questo modo, se ne avvantaggiano sia l’Erario che il cittadino, evitando entrambi di subire le lungaggini e le incertezze che un giudizio in Commissione Tributaria comporta sempre.

Ma procediamo con ordine e cerchiamo di comprendere, ancora più da vicino, cos’è un accertamento con adesione.

Cosa significa accertamento con adesione?

L’accertamento con adesione è la procedura standard (in quanto disciplinata dalla legge stessa) con la quale il contribuente può aprire un confronto con l’Agenzia delle Entrate a seguito di un controllo da parte di quest’ultima per gestire e comporre un conflitto sorto a seguito di un accertamento fiscale e rivedere al ribasso le sue maggiori pretese.

Tale procedura si attiva usualmente su istanza del contribuente che ha ricevuto la notifica dell’atto impositivo, entro i 60 giorni previsti per la sua impugnazione. È un vero e proprio diritto esercitabile tutte le volte in cui non vi sia stato il cosiddetto contraddittorio preventivo, ossia il confronto tra ufficio e contribuente prima dell’emissione dell’atto di accertamento (tale confronto è proprio rivolto a consentire al destinatario della pretesa esattoriale di difendersi preventivamente). 

Come si fa un accertamento con adesione?

Come anticipato, l’accertamento con adesione parte da un’iniziativa del contribuente che presenta, all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che ha emanato l’atto, una richiesta in carta libera. La richiesta può essere sottoscritta o dal contribuente stesso o da un professionista da lui delegato, munito di procura speciale (ad esempio, l’avvocato o il commercialista).

Il contribuente non deve formulare alcuna proposta in questa fase iniziale.

A cosa serve un accertamento con adesione?

L’accertamento con adesione mira a “concordare” con il Fisco la misura della maggiore tassazione, nell’ottica di favorire sia il contribuente (che può ottenere migliori condizioni e minori esborsi, rispetto alla pretesa che gli è stata notificata); sia il Fisco stesso (che può avere interesse a ridurre le proprie richieste, a condizione di essere relativamente certo di poter incassare ciò che il contribuente può effettivamente pagare).

Vantaggi dell’accertamento con adesione

Il contribuente può trarre dall’accertamento con adesione un doppio vantaggio. In primo luogo, la procedura opera automaticamente: nel senso che, a seguito della presentazione dell’istanza, l’ufficio che ha emesso l’atto è obbligatoriamente tenuto a invitare il contribuente alla discussione del caso, entro 15 giorni (cosiddetto “contraddittorio”). In secondo luogo, l’istanza sospende, per 90 giorni, i termini per l’impugnazione (che regolarmente sono di 60 giorni). Quindi, il contribuente ha in tutto 150 giorni di tempo per organizzare un eventuale ricorso al giudice.  

Questo periodo di “tregua obbligatoria” permette al contribuente di illustrare all’ufficio impositore argomenti e chiarimenti che possono essere accolti da quest’ultimo, con conseguente annullamento totale, o riduzione parziale, delle maggiori pretese.

Per incentivare il contribuente a concordare con il Fisco una pretesa condivisa, anziché impugnare quella originaria, è prevista anche la riduzione delle sanzioni a un terzo del minimo di legge, che si calcolano sul nuovo importo come concordato e ribassato.

Cos’è l’atto di adesione?

Se, a seguito della richiesta di accertamento con adesione, il Fisco da un lato e il contribuente dall’altro trovano un accordo circa il nuovo, minore ammontare delle imposte da pagare, le parti stipulano un atto di adesione che sostituisce l’accertamento fiscale originario e consente anche il pagamento rateizzato dell’importo. 

Quando diventa efficace un accertamento con adesione?

L’adesione non si perfeziona con la semplice firma dell’accordo, ma con il pagamento anche solo della prima rata, entro 20 giorni.

Se perfezionata, l’adesione non sarà più impugnabile da parte privata, né rivedibile da parte pubblica (salvo che emergano eccezionalmente elementi nuovi, legittimanti pretese addizionali di altro genere, o superiori a date soglie).

Che succede se non si paga la prima rata di un accertamento con adesione?

Se il contribuente non paga la prima rata del minor importo concordato con l’accertamento con adesione, rivive la pretesa originaria: dunque, l’accordo decade e il contribuente è tenuto a pagare la maggiore imposta che gli era stata chiesta con il primo atto. 

Svantaggi dell’accertamento con adesione

Lo svantaggio e il limite dell’accertamento con adesione sta nel fatto che il contribuente accertato si confronta con lo stesso ufficio che ha svolto i controlli ed emesso nei suoi confronti l’atto impositivo. Ed è quindi del tutto possibile che tale ufficio non possa concedere riduzioni di imposta nella misura attesa o sperata dal contribuente.

Si può usare l’accertamento con adesione per l’Imu e la Tari?

La procedura trova largo impiego in materia di imposte dirette, Iva, imposta di registro; ed è uno strumento spesso efficace per evitare il contenzioso con il Fisco.

L’accertamento con adesione può essere usato solo in caso di richieste di imposte da parte dello Stato e non anche dei Comuni e delle Regioni. Sicché, per accertamenti di Imu e Tari non è possibile ricorrere a tale procedura. Essa è attivabile solo se l’ente locale l’ha prevista nei propri regolamenti; e cosi vi saranno Comuni che ammettono procedure di confronto sulle loro pretese in materia di Imu e altri Comuni no.



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