Diritto e Fisco | Articoli

È reato fare un regalo a un dipendente pubblico?

6 Gennaio 2022
È reato fare un regalo a un dipendente pubblico?

Corruzione per farsi togliere una sanzione o una multa: cosa prevede la legge? Come sono regolati i regali, i compensi e altre utilità. 

Cosa rischia il funzionario pubblico che accetta un regalo e, insieme a lui, chi glielo dona, al fine di togliere una sanzione? È reato fare un regalo a un dipendente pubblico? Si può parlare di corruzione in casi del genere? 

La questione è stata oggetto di una recente e interessante sentenza della Corte di Cassazione [1] che ha deciso il caso di un uomo condannato per il reato di corruzione in atti giudiziari, contestato per avere corrotto il direttore del dipartimento di prevenzione Asp, perché questi, in cambio di due latte di olio e di una cassetta di castagne, si adoperasse per diminuire l’importo delle multe elevate dagli ispettori a carico di un’azienda impegnata in un cantiere edile. 

La questione è perfettamente sovrapponibile a tante altre molto simili. Si pensi al cesto con prodotti tipici locali regalato a un vigile urbano affinché tolga una multa o all’orologio regalato a un funzionario dell’Agenzia delle Entrate perché chiuda un occhio su una irregolarità fiscale del contribuente. 

Chiaramente, nel chiederci se è reato fare un regalo a un dipendente pubblico, ci riferiamo ai casi in cui tale dono non viene richiesto dal beneficiario, nel qual caso si configurerebbe in capo a quest’ultimo il reato di concussione (reato che si configura in capo al pubblico ufficiale tutte le volte in cui, abusando della propria qualità o funzioni, costringa qualcuno a consegnargli o promettere di consegnargli denaro o altra utilità).

Partiamo subito col dire che il Codice di comportamento dei dipendenti pubblici (ossia il Dpr n. 62 del 2013) stabilisce espressamente il divieto per questi ultimi di accettare regali di valore non modico, superiori quindi a 150 euro (così stabilito dall’articolo 4 del codice stesso).   

La norma stabilisce che «Il dipendente [pubblico] non chiede, né sollecita, per sé o per altri, regali o altre utilità. Il dipendente non accetta, per sé o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore effettuati occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia (…). In ogni caso, indipendentemente dalla circostanza che il fatto costituisca reato, il dipendente non chiede, per sé o per altri, regali o altre utilità, neanche di modico valore a titolo di corrispettivo per compiere o per aver compiuto un atto del proprio ufficio da soggetti che possano trarre benefici da decisioni o attività inerenti all’ufficio, né da soggetti nei cui confronti è o sta per essere chiamato a svolgere o a esercitare attività o potestà proprie dell’ufficio ricoperto».

La violazione di tale obbligo implica innanzitutto una sanzione disciplinare che può arrivare anche alla sospensione dal servizio o al licenziamento, a seconda della gravità del fatto. In secondo luogo, l’Amministrazione può acquisire tali regali per restituirli al donante o per devolverli a finalità istituzionali.

La Cassazione ha poi analizzato un secondo rilievo: quello dell’eventuale sussistenza dei presupposti del reato di corruzione in capo al funzionario pubblico che accetta regali per togliere multe o sanzioni. 

Ebbene, secondo i giudici supremi, non è configurabile il delitto di corruzione nel caso di consegna di beni o utilità di modico valore (nella specie, lattina di olio e busta di castagne). 

La Corte ha ricordato che, per far scattare il reato di corruzione, è necessario che tra la promessa (o la consegna) di denaro o di altra utilità non dovute al pubblico ufficiale ed il compimento dell’atto contrario al dovere di quest’ultimo vi sia una correlazione, un nesso di causa ed effetto. 

Per il reato non è richiesto che vi sia una proporzione tra le due prestazioni oggetto dell’accordo (sicché, ben potrebbe essere illegittimo un regalo del valore di 500 euro a fronte di un vantaggio di 50.000 euro). L’importante è che vi sia la prova di un accordo corruttivo. 

Se quindi non è possibile dimostrare un nesso di corrispettività tra la promessa del compimento dell’atto contrario ai doveri di ufficio da parte del pubblico ufficiale e il “regalino” (denaro o altra utilità in natura), non c’è alcun rischio. 

In altri termini, se la consegna del denaro o di altri doni non è mai stata oggetto di preliminare promessa da parte del privato rivolta al pubblico ufficiale per indurlo a concedere il favore richiesto, ma si concretizza solo dopo che questi si è già impegnato a fare quanto in suo potere per agevolare la pratica di propria competenza, non c’è reato. Difatti, per la corruzione è necessario dimostrare che il regalo – successivo al “favore” – non solo abbia concretamente influito sul processo decisionale del pubblico ufficiale, ma che sia stato da lui inteso come ricompensa postuma per il suo intervento.  

Peraltro osserva la Corte, nel caso della dazione di beni o utilità di scarso valore economico è molto più improbabile parlare di corruzione. È infatti evidente che, ai fini dell’accertamento del nesso di corrispettività, il requisito della proporzionalità assume una maggiore pregnanza sul piano probatorio rispetto a quei casi in cui la dazione o l’offerta di utilità da parte del privato, per la loro consistenza economica (valutata in assoluto e non in proporzione all’entità del favore ricevuto) siano già di per sé tali da ricondursi certamente nell’ottica del mercimonio della funzione pubblica. 


note

[1] Cass. sent. n. 47237/21 del 28.12.2021.

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube