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Risarcimento del danno da ingiusta detenzione: quando scatta e come funziona

28 Luglio 2014 | Autore:
Risarcimento del danno da ingiusta detenzione: quando scatta e come funziona

All’imputato che, al termine del procedimento penale, viene prosciolto spetta una riparazione economica per l’ingiusta detenzione subita nel corso del processo.

 

Chi ha subito una detenzione ingiusta ha diritto di ottenere un equo risarcimento se, all’esito del processo, viene riconosciuto innocente [1]. Ha inoltre diritto a essere reintegrato nel posto di lavoro se è stato licenziato proprio a causa dell’arresto ingiustamente subito.

L’entità del ristoro non può superare la somma massima di € 516.456,90.

La domanda per avviare l’azione di risarcimento del danno deve essere presentata alla competente Corte d’Appello con la necessaria assistenza di un legale  tassativamente entro 2 anni dal proscioglimento [2].

Nel caso di decesso della persona che ha subito l’ingiusta detenzione possono richiederne la riparazione anche il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle, gli affini entro il primo grado nonché le persone legate da vincolo di adozione con quella deceduta.

In tema di riparazione dell’errore giudiziario la Cassazione ha più volte chiarito che sono risarcibili anche i danni non patrimoniali tra cui il danno esistenziale consistente nel pregiudizio derivante dalla sottoposizione a processo con una detenzione e una condanna a una pena da espiare poi rivelatesi ingiuste da cui conseguono la privazione della libertà personale, l’interruzione delle attività lavorative e ricreative [3]. Ciò in considerazione del fatto che una detenzione ingiusta non comporta solo una mera sofferenza psicologica transitoria, ma anche e soprattutto un vero e proprio definitivo peggioramento delle abitudini di vita.

Infine, sempre la Cassazione ha stabilito dei parametri aritmetici orientativi per la liquidazione del danno quantificabile all’incirca in € 235 per ciascun giorno di detenzione in carcere e € 117 per ciascun giorno di arresti domiciliari [4].


note

[1] Art. 314 cod. proc. pen.

[2] Art. 315 cod. proc. pen.

[3] Cass. sent. n. 6719/2010

[4] Cass. sent. n. 42510/2009.


1 Commento

  1. Salve vorrei sapere che temo passa per un risarcimento per detenzione e da piu di unanno che mianno accettato il risarcimento

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