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Occupazione abusiva di casa e stato di necessità: ultime sentenze

7 Gennaio 2022
Occupazione abusiva di casa e stato di necessità: ultime sentenze

Reato per chi occupa un immobile altrui o una casa popolare: in cosa consiste lo stato di necessità. Le difficoltà economiche, lo stato di salute e il disagio abitativo.

Non è punibile l’occupazione abusiva immobile se c’è stato di necessità

Non è punibile l’occupazione abusiva di una casa popolare se serve a dare un tetto ai propri figli. Scatta, infatti, la scriminante dello stato di necessità. È quanto si ricava dalla sentenza della seconda sezione penale della Cassazione chiamata a pronunciarsi su una vicenda che vedeva condannate due famiglie per il reato di occupazione abusiva di un alloggio Iacp. Nel caso di specie, per denegare l’invocata scriminante il collegio di merito ha fatto sommario riferimento all’insufficienza delle precarie condizioni economiche dei ricorrenti e alla complessiva inidoneità del compendio probatorio raccolto a provare lo stato di necessità. Per gli Ermellini, però, si tratta di argomentazioni carenti. Perciò la sentenza va annullata con rinvio alla corte d’appello per un nuovo giudizio. 

Cassazione sentenza n. 46054/2021

L’abusiva occupazione di un bene immobile è scriminata dallo stato di necessità conseguente al pericolo di danno grave alla persona, che ben può consistere anche nella compromissione del diritto di abitazione ovvero di altri diritti fondamentali della persona riconosciuti e garantiti dall’art. 2 Cost., sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi della scriminante, quali l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo. Ne consegue che la stessa può essere invocata solo in relazione ad un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di reperire un alloggio al fine di risolvere in via definitiva la propria esigenza abitativa

Cassazione sentenza n. 10694/2020

L’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – anche nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia (esclusa, nella specie, la scriminante de quo atteso che l’occupazione abusiva dell’immobile era stata posta in essere per far fronte alle esigenze abitative del nucleo familiare, che pure godeva di un reddito stabile con il quale far fronte alle proprie necessità).

Cassazione penale sez. II, 14/09/2020, n.29642

L’abusiva occupazione di un bene immobile è scriminata dallo stato di necessità conseguente al pericolo di danno grave alla persona, che ben può consistere anche nella compromissione del diritto di abitazione ovvero di altri diritti fondamentali della persona riconosciuti e garantiti dall’art. 2 Cost., sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi della scriminante, quali l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo; ne consegue che la stessa può essere invocata solo in relazione ad un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di reperire un alloggio al fine di risolvere in via definitiva la propria esigenza abitativa.

Cassazione penale sez. II, 30/10/2019, n.10694

L’occupazione dell’alloggio senza alcun valido titolo è di per sé sufficiente ai fini dell’adozione di un provvedimento di rilascio

Lo stato di necessità, nella specifica e limitata ipotesi dell’occupazione di beni altrui, può essere invocato solo per un pericolo attuale e transitorio non certo per sopperire alla necessità di trovare un alloggio al fine di risolvere, in via definitiva, la propria esigenza abitativa, tanto più che gli alloggi IACP sono proprio destinati a risolvere esigenze abitative di non abbienti, attraverso procedure pubbliche e regolamentate. Né, tantomeno, può ritenersi che le difficili condizioni di vita in cui versa la ricorrente possano giustificare l’occupazione abusiva o possano essere di ostacolo all’adozione dei provvedimenti che, come quello impugnato, mirano al ripristino della legalità. Ed infatti il rilievo che la ricorrente ha occupato l’alloggio senza alcun valido titolo è di per sé sufficiente ai fini dell’adozione di un provvedimento di rilascio, non sussistendo pertanto la necessità di prendere in considerazione altre circostanze che, per lo specifico fine cui è preposto tale atto, sono del tutto ininfluenti.

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 05/06/2021, n.304

Occupazione arbitraria di un appartamento delle case popolari e sussistenza dello stato di necessità

L’occupazione arbitraria di un appartamento di proprietà dell’Istituto Autonomo Case Popolari può essere scriminata ex art. 54 c.p. solo in presenza del pericolo attuale di un danno grave alla persona, non coincidendo la predetta causa di giustificazione dello stato di necessità con l’esigenza dell’agente di reperire un alloggio e risolvere i propri problemi abitativi: ne deriva che l’abusiva occupazione di un bene immobile può risultare scriminata dallo stato di necessità conseguente al pericolo di danno grave alla persona, sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi della scriminante, quali l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo, e quindi che la causa di giustificazione de qua può essere invocata solo in relazione ad un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di reperire un alloggio al fine di risolvere in via definitiva le proprie esigenze abitative.

Cassazione penale sez. II, 09/10/2020, n.35024

Difficoltà economiche e marginalità sociale non giustificano l’occupazione abusiva di una casa

L’illecita occupazione di un immobile è scriminata dallo stato di necessità solo in presenza di un pericolo imminente di danno grave alla persona, non potendosi legittimare – nelle ipotesi di difficoltà economica permanente, ma non connotata dal predetto pericolo – una surrettizia soluzione delle esigenze abitative dell’occupante e della sua famiglia. Non può infatti parlarsi di “attualità” del pericolo in tutte quelle situazioni non contingenti, caratterizzate da una sorta di cronicità, essendo destinate a protrarsi nel tempo, quale appunto l’esigenza di una soluzione abitativa.

Cassazione penale sez. II, 15/09/2020, n.26225

In tema di cause di giustificazione del reato, la situazione di indigenza non è di per sé idonea ad integrare la scriminante dello stato di necessità, per difetto degli elementi dell’attualità e dell’inevitabilità del pericolo, posto che alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per mezzo degli istituti di assistenza sociale. Ciò posto, nel caso di specie, il Tribunale ha escluso la configurabilità dello stato di necessità ex articolo 54 del codice penale, in relazione alla occupazione abusiva della sede di una associazione, commessa da un uomo e una donna incinta e con un figlio di pochi mesi con la motivazione di proteggersi dalle intemperie. Per i giudici dunque, anche la presenza di un bambino in tenera età e di una donna incinta non giustificava la commissione del reato.

Corte appello Taranto, 24/01/2020, n.82

Lo spostamento per motivi di salute non giustifica l’occupazione abusiva di una casa popolare

In tema di illecita occupazione di un alloggio popolare, lo stato di necessità può essere invocato solo per un pericolo attuale e transitorio e non per sopperire alla necessità di trovare un alloggio al fine di risolvere in via definitiva la propria esigenza abitativa, tanto più che l’edilizia popolare è destinata a risolvere le esigenze abitative dei non abbienti, attraverso procedure pubbliche e regolamentate (nella specie, la Corte ha ritenuto che lo spostamento per motivi di salute della figlia non giustificasse l’occupazione abusiva di una casa popolare da parte del padre).

Cassazione penale sez. II, 08/01/2020, n.13946

Occupazione abusiva di immobile: il mero disagio abitativo non giustifica la condotta

L’illecita occupazione di un bene immobile è scriminata dallo stato di necessità conseguente al danno grave alla persona, che ben può consistere anche nella compromissione del diritto di abitazione ovvero di altri diritti fondamentali della persona riconosciuti e garantiti dall’art. 2 Cost., sempre che ricorrano, però, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi della scriminante, quali l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo

Cassazione penale sez. II, 30/10/2019, n.10694

Occupazione abusiva di alloggi e scriminante dello stato di necessità

In tema di occupazione abusiva di immobile pubblico sussiste lo stato di necessità quando vi sia un attentato a beni primari tra i quali deve essere ricompresa anche l’esigenza di un alloggio purché tale permanga per tutto il periodo dell’occupazione.

(Nel caso di specie, si trattava dell’occupazione di un porticato ove erano state costruite due unità abitative ed ove abitavano più persone della famiglia, sussistendo lo stato di necessità poiché l’imputato non riceveva alcun ausilio pubblico avendo egli richiesto altresì la sanatoria).

Tribunale Napoli, 27/06/2018, n.4865

Lo stato di necessità

In tema di occupazione abusiva di un appartamento dell’Ater, lo stato di necessità che scrimina la condotta può essere invocato solo per un breve periodo di tempo e non per sopperire ad esigenze abitative. (Nel caso di specie, l’imputata aveva occupato l’immobile dell’Ater senza esserne assegnataria poiché la sua famiglia non poteva più occupare il precedente alloggio in quanto troppo affollato).

In tema di occupazione abusiva, il fatto che la famiglia dell’imputata non poteva più occupare il precedente alloggio offerto da terze persone in quanto troppo affollato e la circostanza che l’imputata non sia in grado di pagare il canone di affitto poiché separata dal proprio marito non integrano le scriminanti dell’assoluta necessità della condotta e dell’inevitabilità del pericolo.

Tribunale Pescara, 27/02/2018, n.699

La circostanza per cui la prevenuta non cercava un’alternativa all’occupazione abusiva (facendo ricorso all’ospitalità di un parente o di un’amica o ad una struttura ricettiva quale un albergo) fa sì che non possano ritenersi sussistenti gli elementi di cui all’art. 54 c.p.. Stante la testimonianza della madre dell’imputata – che non veniva contattata -, difatti, è possibile affermare che nel caso de quo, non risultano essere provati né lo stato di necessità, tantomeno l’inevitabilità del pericolo a cui l’imputata era sottoposta nel momento in cui decideva di occupare abusivamente l’immobile.

Tribunale Bari sez. II, 02/05/2016, n.2392



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