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Affitti: aiuti per pagare se sei un moroso incolpevole

28 Luglio 2014 | Autore:
Affitti: aiuti per pagare se sei un moroso incolpevole

Hai perso il lavoro o hai avuto una riduzione di reddito e non riesci più a pagare l’affitto? È stato istituito dal Governo un apposito Fondo a sostegno delle famiglie che, senza colpa, non riescono più a permettersi una casa.

 

Con la crisi economica famiglie che prima potevano puntualmente pagare l’affitto, ora non sono più in grado di farlo e rischiano lo sfratto.

Per contribuire ad evitarlo, è stato istituito dal  Governo un apposito fondo per i “morosi incolpevoli[1].

Il moroso incolpevole è l’inquilino che non riesce più a pagare l’affitto a causa della perdita del posto di lavoro o perché il suo reddito si è ridotto.

La legge prevede in questi casi la possibilità, a determinate condizioni, di accedere ad un apposito fondo di 20 milioni di euro per il 2014 e altrettanti per il 2015 per quei Comuni ad alta tensione abitativa che entro il 29 ottobre 2013 avevano avviato bandi o procedure a favore di inquilini morosi incolpevoli (per l’elenco dei Comuni ad alta tensione abitativa leggi qua).

Le cause di morosità incolpevole che danno accesso al Fondo sono:

1.   perdita del posto di lavoro per licenziamento;

2.   riduzione dell’orario di lavoro per accordi aziendali o sindacali

3.   cassa integrazione ordinaria o straordinaria con riduzione notevole del reddito;

4.   mancato rinnovo dei contratti a termine o di lavoro atipici;

5.   cessazione dell’attività libero-professionale, per causa di forza maggiore o per perdita di avviamento;

6.   malattia grave, infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare, che ha ridotto il reddito complessivo.

Per beneficiare dell’aiuto economico bisogna rivolgersi al Comune di residenza: sarà il competente Ufficio a comunicare l’elenco dei richiedenti in possesso dei requisiti alla Prefettura-Uffici territoriali del Governo.

Per accedere al Fondo sono inoltre necessari i seguenti requisiti:

1. rispetto dei parametri ISE/ISEE previsti dal decreto (35.000 euro per ISE, 26.000 euro per ISEE);

2. titolarità del contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato;

3. residenza in un alloggio oggetto di procedure di rilascio da almeno un anno;

4. possesso della cittadinanza italiana o europea, o nel caso di cittadini non appartenenti all’Unione Europea, di regolare titolo di soggiorno;

5. presenza di atti di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida.

I Comuni dovranno poi verificare che il richiedente, e/o un componente del nucleo familiare, non sia titolare di un diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione nella provincia di residenza di altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare.

Si considera titolo preferenziale nella graduatoria la presenza, all’interno del nucleo familiare, di almeno un componente ultrasettantenne, oppure minorenne, oppure invalido per almeno il 67%, o in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l’attuazione di un progetto assistenziale individuale.

L’ammontare del contributo concesso varia caso per caso e comunque non può superare gli 8.000 euro.


note

[1] Decreto legge 102/2013.


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