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Locazione: no affitto libero, si equo canone se il locare si riserva la disdetta

28 Luglio 2014
Locazione: no affitto libero, si equo canone se il locare si riserva la disdetta

Non si può utilizzare un contratto di affitto libero, con patti in deroga e il contratto da “4 anni+4” se il proprietario dell’immobile non rinuncia a esercitare il recesso alla prima scadenza quadriennale.

Affitto. Se il proprietario di casa non rinuncia, in modo esplicito, a esercitare, dopo i primi 4 anni di locazione, il diritto di recesso dal contratto, ma anzi si riserva la possibilità di disdire il contratto (ad esempio per una necessità del figlio), non è più possibile utilizzare lo schema contrattuale del cosiddetto “affitto libero” (ossia un contratto di durata di 4 anni, rinnovabili per altri 4, con canone di affitto “a piacere” e, quindi, più alto rispetto a quanto previsto dalla legge del 78 [1]). Si applicherà, invece, la disciplina sull’equo canone.

Lo ha detto la Cassazione in una sentenza di stamattina [2].

Qual è la conseguenza pratica di ciò?

Se il locatore si riserva il diritto di recedere dalla locazione già dopo il primo quadriennio, non è nullo tutto il contratto di affitto, ma solo la clausola che stabilisce il canone in misura superiore rispetto ai margini previsti dalla legge sull’equo canone. Detta previsione, dunque, non si potrà applicare e, al suo posto, varrà il corrispettivo per l’affitto previsto dalla normativa [1]. Insomma, le parti non saranno più libere di fissare il prezzo che meglio credono.

L’apposizione di una mera clausola di rinnovo automatico del contratto allo scadere dei primi 4 anni non è sufficiente a escludere l’applicazione dei vincoli della normativa sull’equo canone. Al contrario, nel contratto deve risultare la rinuncia in forma espressa, da parte del locatore, al rinnovo.


note

[1] Art. 12 legge 392/78.

[2] Cass. sent. n. 17059/14 del 28.07.2014.

Autore immagine: 123rf com


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