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Ristrutturazioni, risparmio energetico e acquisto mobili: come procedere per gli ultimi mesi

29 Luglio 2014
Ristrutturazioni, risparmio energetico e acquisto mobili: come procedere per gli ultimi mesi

Le detrazioni fiscali per il 2014 stanno per scadere: ecco come procedere per usufruire del bonus prima della riduzione che partirà dal 1 gennaio 2015.

Mai come oggi conviene cambiare finestre, ristrutturare casa, rinnovare l’impianto di riscaldamento, acquistare nuovi mobili ed elettrodomestici. Ci sono ancora cinque mesi per i maxisconti fiscali sui lavori in casa:

1. il 50% di detrazione Irpef sugli interventi di ristrutturazione semplice,

2.  il 65% di detrazione sui lavori di efficientamento energetico,

3. il 50% sull’acquisto di mobili ed elettrodomestici (purché collegato a lavori di ristrutturazione in casa).

Dal 1° gennaio 2015 la musica cambia e il contributo verrà ridotto. In particolare:

a) gli sgravi per le ristrutturazioni passeranno dal 50% al 40%

b) gli sgravi per il risparmio energetico e la prevenzione antisismica passeranno dal 65% al 50%

c)  infine il bonus mobili cesserà al 31 dicembre 2014.

Bisogna ricordare che, ai fini dell’accesso all’agevolazione, conta il momento in cui si emette il bonifico (obbligatorio) per pagare l’impresa che ha realizzato i lavori. I lavori devono essere conclusi e pagati entro il 31 dicembre: non c’è più tempo da perdere.

Per il 2015 i tetti massimi di spesa agevolabile resteranno invece gli stessi di quest’anno, 96mila euro per le ristrutturazioni e un ventaglio di tetti diversi per il risparmio energetico: 60mila euro per i pannelli solari, 100mila euro per riqualificazione energetica, 60mila euro per l’involucro degli edifici esistenti, 30mila per le caldaie a condensazione e gli impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza energetica.

Il discorso non vale per il bonus mobili che per quest’anno può accedere a una spesa massima di 10mila euro (5mila di sgravio fiscale), per altro potendo superare l’importo dei lavori di ristrutturazione collegati, e il prossimo anno sarà azzerato.

Chi non vuole o non può partire subito con i lavori potrà sempre sperare in una proroga degli attuali sconti con la legge di Stabilità o in un decreto legge di fine anno, come successo spesso in passato.

ARREDAMENTO

Per i mobili sconto fino a 5mila euro senza altri limiti

Il cosiddetto bonus mobili scadrà il 31 dicembre di quest’anno, salvo proroghe: in particolare è prevista la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici ad alto risparmio energetico.

Nella sua versione attuale potrà essere richiesta per spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 fino al 31 dicembre del 2014. Ma solo rispettando una lunga serie di paletti, da conoscere bene prima di mettere mano al portafogli.

Le condizioni
La prima condizione per attivare il bonus è avere avviato una ristrutturazione edilizia, per la quale siano state richieste detrazioni. Con una precisazione importante: gli interventi di risparmio energetico, con detrazione pari al 65%, non danno diritto allo sconto sui mobili. Coloro che hanno iniziato i lavori di ristrutturazione semplice sul proprio immobile potranno richiedere lo sgravio del 50% anche per le ulteriori spese per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici, come frigoriferi e lavatrici, in classe non inferiore alla A+, e forni di classe A.

Dovrà, però, trattarsi di mobili nuovi.

È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni come il parquet, tende e altri complementi di arredo.

Per ottenere il bonus aggiuntivo mobili – e questa è una condizione specifica cui prestare molta attenzione – è necessario che la data di inizio dei lavori preceda quella in cui si acquistano i beni.

Bisogna ricordare che:

a)  per la ristrutturazione resta fermo il limite massimo di spesa di 96mila euro,

b) mentre per il bonus mobili il tetto massimo di spesa è di 10mila euro.

I relativi massimali (10mila e 96mila euro) potranno essere calcolati in maniera indipendente; quindi si potrà arrivare a 106mila euro. Anche su questi tetti va fatta una precisazione: nei 10mila euro potranno essere conteggiate le spese di trasporto e montaggio.

Come avviene per i lavori di ristrutturazione, anche nel caso del bonus mobili la parola d’ordine è tracciabilità: bisogna effettuare pagamenti tramite bonifico bancario, sul quale andranno indicati la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il numero di partita Iva del soggetto a favore del quale viene effettuato il bonifico.

È possibile effettuare il pagamento anche tramite carte di credito o di debito: in questo caso la data di pagamento coincide con il giorno di utilizzo della carta. Non sono consentiti, invece, pagamenti con assegno o contante. Per ottenere la detrazione andranno conservati: la ricevuta del bonifico, quella di avvenuta transazione in caso di pagamento con carta, la documentazione di addebito sul conto corrente, le fatture di acquisto dei beni. Una volta effettuato il pagamento, le spese andranno indicate nella dichiarazione dei redditi. Lo sconto così ottenuto andrà spalmato su più anni, ripartendolo in dieci quote di pari importo. E dividendolo, eventualmente, tra tutti gli aventi diritto, nel caso in cui ci siano più proprietari.

RISPARMIO ENERGETICO: CALDAIE, INFISSI, STRUTTURE

Ecco cosa conviene
L’ecobonus consente, fino al 31 dicembre 2014 per le singole unità immobiliari e fino al 30 giugno 2015 per i condomini, di detrarre dalle tasse fino al 65% della spesa affrontata per lavori di risparmio energetico. Dopo queste date e salvo altre disposizioni, la soglia scenderà al 50% per il 2015 (fino al 30 giugno 2016 per i condomini).

Le tipologie di intervento ammesse sono quattro:

1. la riqualificazione energetica di edifici esistenti, che comprende uno o più interventi capaci di incidere sulla prestazione energetica dell’edificio (cifra massima detraibile 100mila euro);

2. gli interventi sugli involucri, come il cambio degli infissi (massimo detraibile 60mila euro);

3. l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda (massimo detraibile 60mila euro);

4. la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione oppure con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia (detrazione massima 30mila euro). È inoltre possibile, con questo stesso tetto di detrazione, la sostituzione di scaldacqua tradizionali con sistemi a pompa di calore.

Ma come scegliere? L’eden, in caso di edifici esistenti, sarebbe sempre poter affrontare una riqualificazione globale. Tuttavia si tratta di una strada onerosa e che non apre a scorciatoie. Perché per ottenere il bonus occorre dimostrare di aver ridotto i consumi energetici a circa un terzo.

Un consiglio è sempre quello di far effettuare, a priori e da un tecnico qualificato, una diagnosi energetica dell’immobile, per capire se e cosa è possibile fare. Poi, accontentandosi di restyling più “leggeri”, è possibile coibentare le facciate o sostituire il generatore di calore con una caldaia a condensazione.

Una scelta che paga, soprattutto nelle case dove già è in funzione un sistema per la termoregolazione e contabilizzazione del calore (obbligatorio per tutti dopo il 2016). In media, a fronte di una spesa che varia sempre in funzione della tipologia di edificio, il tempo di ritorno dell’investimento per l’installazione di caldaie a condensazione è di 4,5–7 anni mentre per un cappotto è fra gli 8,5 e gli 11 anni.

Resta poi l’intervento base, quello che – come dimostrano i dati Enea – è anche il prescelto (insieme alla sostituzione della caldaia) dagli italiani che usufruiscono di ecobonus. Parliamo della sostituzione degli infissi. Si tratta tuttavia di un’azione che aiuta senz’altro a cambiare il comfort ambientale di un appartamento, ma che, a livello energetico, incide meno rispetto ad altre possibilità. Basti pensare che il tempo di ritorno, pur a fronte di una spesa ben più contenuta rispetto a un cappotto o al cambio di caldaia, è fra i 13 e i 15 anni.

DAL BAGNO AI SOTTOTETTI: GLI INTERVENTI AGEVOLABILI

Con il bonus per il recupero (50% fino al 31 dicembre 2014, 40% per tutto il 2015, a regime il 36% dal 1° gennaio 2016) è possibile portare in detrazione Irpef (sempre in dieci anni) un ampio spettro di interventi edilizi sulla propria abitazione (non solo prima casa), che vanno dalla manutenzione straordinaria alla ristrutturazione edilizia, passando per il restauro e risanamento conservativo.

Sono esclusi dal bonus le manutenzioni ordinarie (salvo che siano su parti comuni di condomini), vale a dire, ad esempio, la sostituzione di pavimenti, porte e finestre, le tinteggiature di soffitti, pareti e infissi, la sostituzione della caldaia. Insomma, tutti gli interventi che non modificano i muri o gli impianti non possono beneficiare degli sconti, anche se sono rilevanti (ad esempio la sostituzione di tutti i sanitari, i tubi e le piastrelle del bagno).

Però è fondamentale sapere che se faccio anche interventi della categoria superiore, questi “assorbono” gli interventi inferiori. Se cioè rifaccio, ad esempio, pavimenti e sanitari del bagno, e insieme sposto la porta della camera da letto, tutto l’intervento diventa di manutenzione straordinaria, e dunque l’intera spesa è detraibile.

Fondamentale è il consiglio del progettista (geometra, architetto, ingegnere), meglio se esperto di ristrutturazioni e abituato a lavorare con il Comune dove facciamo gli interventi.

Circa la sogliasuperiore“, sono detraibili gli interventi fino alla ristrutturazione edilizia, e cioè, ad esempio, la realizzazione di un balcone su superficie piana o la creazione di un nuovo balcone, la sostituzione del tetto o il rifacimento della facciata, la trasformazione di locali non abitativi in abitativi (ad esempio da cantine/garage a sala hobby/lavanderia, e da sottotetto a mansarda), il frazionamento di unità abitative, addirittura la demolizione e ricostruzione dell’edificio, purché non si aumenti il volume.

È inoltre detraibile una serie specifica di interventi: ricostruzione di immobili post calamità naturale, interventi anti-sismici su prima casa e attività produttive in zone 1 e 2, box auto pertinenziali, eliminazione di barriere architettoniche, bonifiche da amianto, impianti di sicurezza anti-furto, interventi (anche non edilizi) per il risparmio energetico (quali pannelli fotovoltaici, isolamento termico degli edifici, finestre e impianti termici che riducano i consumi).

DOCUMENTI

Basta l’autocertificazione per realizzare quasi tutti gli interventi di recupero edilizio e di risparmio energetico con bonus fiscale Irpef.

Si tratta, beninteso, di una autocertificazione “pesante”, consistente nella presentazione da parte di un progettista abilitato (geometra, architetto, ingegnere) del progetto dell’intervento (se si tratta di opere edilizie) e dell’attestazione della compatibilità con le normative urbanistico-edilizie.
Va cioè sempre incaricato un progettista di nostra fiducia, che preparerà questa “relazione asseverata” da presentare al Comune (Sportello unico edilizia). Formalmente si tratta di una “Cil” (comunicazione di inizio lavori asseverata) o di una “Scia” (segnalazione certificata di inizio attività), la prima per gli interventi più semplici di manutenzione straordinaria e per quasi tutti quelli di risparmio energetico (pannelli solari, caldaie, infissi, cappotti termici).

Ma di fatto si tratta di due strumenti molto simili, che consentono entrambi di avviare i lavori subito dopo la presentazione.

Il titolo edilizio espresso, e cioè il “permesso di costruire” (che il Comune deve rilasciare in 90 giorni, 150 per i Comuni oltre 100mila abitanti), serve unicamente per la “ristrutturazione edilizia pesante”, e cioè il rifacimento radicale di un edificio esistente che comporti anche aumento delle unità immobiliari, modifiche del volume, dei prospetti e delle superfici.
L’intervento è del tutto libero, invece, per gli acquisti agevolati di mobili ed elettrodomestici.

QUALI OPERE

Bonus edilizia, i principali interventi detraibili:

– Manutenzione ordinaria (solo su parti comuni condomini)
– Manutenzione straordinaria
– Restauro e risanamento conservativo
– Ristrutturazione edilizia
– Ricostruzione edifici post-calamità naturale
– Interventi di prevenzione anti-sismica su edifici
– Realizzazione di box auto pertinenziali
– Risparmio energetico (opere edilizie e impianti)
– Sicurezza contro terzi (opere edilizie e impianti di allarme)
– Eliminazione delle barriere architettoniche
– Mobili ed elettrodomestici in classe almeno A+ (acquisto)
– Bonifica da amianto su tetti e coperture orizzontali

note

Autore immagine: 123rf com

Fonte: Sole24Ore


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1 Commento

  1. buona sera mi date delle soluzioni,ho acquistato un’immobile di nuova costruzione al momento di visionare il progetto mi accorgo che l’immobile non aveva le caratteriste per poter usufruire delle detrazioni fiscali in corso d’opera ho fatto installare le porte e le finestre ed aggiunto il cosiddetto cappotto sia esterno che interno fatto isolare il solaio installato la porta antisfondamento ed altri accorgimenti per avere le detrazioni tutto il costo extra sul costo effettivo dell’immobile la mia domanda è posso detrarre la quota pagata in piu’ come detrazioni fiscale visto che il costruttore e’ disposto a farmi la fattura extra,cosa mi consigliate attendo una vostra risposta grazie .melo sangrigoli

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