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Il datore paga i contributi al licenziato anche dopo la transazione

29 Luglio 2014
Il  datore paga i contributi al licenziato anche dopo la transazione

Se il lavoratore licenziato firma una transazione con l’ex datore di lavoro con cui rinuncia alla reintegra il pagamento dei contributi all’Inps resta dovuto.

Mettiamo che il datore di lavoro licenzi un dipendente e poi, tra i due, sorga una contestazione avente a oggetto proprio tale licenziamento. Se, per evitare una causa in tribunale – o a causa già in corso – i due arrivano a un accordo (cosiddetta “transazione”) in virtù della quale, a fronte di un risarcimento, il lavoratore rinuncia alla reintegra nel posto di lavoro, il datore resta comunque obbligato a pagare i contributi previdenziali all’Inps per il periodo corrispondente.

Secondo, infatti, una sentenza di oggi della Cassazione [1], il credito previdenziale che l’Inps vanta nei confronti del datore è autonomo e resta determinato nella stessa misura anche se gli obblighi retributivi verso il dipendente risultano soddisfatti solo in parte.

Obbligazioni autonome

L’obbligazione contributiva resta insensibile alla transazione intervenuta fra le parti; bene fa l’Inps, allora, a iscrivere a ruolo le somme corrispondenti a contributi previdenziali relativi al lavoratore licenziato, calcolati in base alla retribuzione globale di fatto dalla data del recesso fino a quella della conciliazione.

Il credito previdenziale sorge in relazione all’esistenza del rapporto di lavoro subordinato e trae origine della retribuzione dovuta dal datore, non da quella effettivamente corrisposta al dipendente a seguito di patti transattivi.

Secondo la legge [2], si considera retribuzione imponibile “tutto ciò che il lavoratore riceve dal datore di lavoro” e va intesa nel senso di “tutto ciò che ha diritto di ricevere” il dipendente. Per cui l’istituto previdenziale resta del tutto estraneo al “patto” siglato fra lavoratore e datore, con cui il primo rinuncia in cambio di denaro al rapporto che il giudice ha ripristinato presso il secondo.

E con la tutela prevista dal famoso “articolo 18” il rapporto di lavoro prosegue anche senza prestazioni effettive fino alla reintegra o alla successiva transazione eventualmente intervenuta: in tal caso il datore di lavoro resta obbligato a pagare i contributi previdenziali sulla somma corrisposta al lavoratore, comunque qualificata nella sede transattiva, e fino a un ammontare corrispondente alla misura della retribuzione dovuta in base al contratto. Al datore non resta che pagare le spese di giudizio.


note

[1] Cass. sent. n. 17180/14 del 19.07.2014.

[2] Art. 12 L. 153/1969.

Autore immagine: 123rf com


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