Stage a rischio: perché potrebbero sparire

7 Gennaio 2022 | Autore:
Stage a rischio: perché potrebbero sparire

La legge di Bilancio prevede delle sanzioni in arrivo per le imprese che avviano dei tirocini in modo fraudolento e dei limiti di accesso.

Il trucco è noto: rimpolpare l’organico dell’azienda con un gruppo di stagisti a cui far fare dopo pochi giorni il lavoro di un normale dipendente ma ad un costo decisamente più basso. Dopodiché, a fine esperienza, ci si saluta. Fuori uno e dentro un altro, da cui pretendere esattamente lo stesso. In questo modo, si portano avanti dei progetti ottenendo il massimo risultato produttivo con il minimo sforzo economico. L’imprenditore manda avanti la baracca e lo stagista, pur imparando un mestiere, resta sempre precario. Ora la musica cambia: con la legge di Bilancio 2022, sono in arrivo delle multe severe per i datori di lavoro che adottano questo sistema. Ma sono anche previste delle limitazioni per l’accesso ai tirocini, che non saranno più alla portata di tutti. Ecco perché gli stage sono a rischio e perché potrebbero sparire.

Stage: le sanzioni per le aziende

Cominciamo dalle sanzioni. La mano dura del Governo si abbatterà contro le aziende abituate ad utilizzare (forse sarebbe meglio dire «sfruttare») gli stagisti per ampliare il proprio organico a prezzi scontatissimi: nessun contratto di categoria da applicare, niente contributi previdenziali, nessun obbligo di assunzione. Lavoratori «usa e getta», insomma. E non sempre si tratta di ragazzi appena usciti dal liceo o dall’università che hanno bisogno di un’esperienza in azienda per imparare un mestiere sul campo: i tirocini vengono proposti anche a disoccupati con 40 o 50 anni di età, come confermano i dati del ministero del Lavoro.

Un modo per falsare il mercato occupazionale, che finisce per impedire ai giovani di crescere e ai meno giovani di mantenere la dignità personale e la professionalità acquisita nel tempo.

Adesso, la legge vuole bloccare questo perverso meccanismo. Per ora, con le linee di principio contenute nella manovra 2022, che i ministeri competenti e le Regioni dovranno tradurre in concrete linee guida entro il mese di giugno. Le indicazioni contenute nella legge di Bilancio parlano di una multa da 1.000 a 6.000 euro, a seconda della gravità della violazione commessa, per il mancato pagamento dell’indennità di partecipazione. Inoltre, l’attivazione di nuovi tirocini dovrà essere vincolata all’assunzione di una quota minima di stagisti.

Prevista anche una soglia minima di tirocinanti a seconda delle dimensioni dell’azienda, la quale dovrà, a fine stage, redigere un bilancio delle competenze e rilasciare un attestato di quanto è stato acquisito durante il tirocinio.

Gli stagisti avranno un’ulteriore arma per non finire nel tritacarne dei «lavoratori-non lavoratori» sfruttati e poi gettati per strada: su loro richiesta, il giudice del lavoro potrà riconoscere la sussistenza di un rapporto subordinato nel caso in cui lo stage si svolga in modo fraudolento. Un esempio può essere quello dello stagista che deve rispettare gli stessi orari dei dipendenti, con le stesse mansioni e senza l’assistenza del tutor. Insomma, di chi viene considerato e trattato come un qualsiasi lavoratore a organico ma con un rimborso di poche centinaia di euro anziché con una busta paga.

In sostanza, l’impresa che attiva questo tipo di esperienza in modo fraudolento rischia di pagare una multa e di dover assumere il tirocinante.

Stage: i limiti di accesso

Se le aziende avranno dei vincoli (con le relative sanzioni) come quelli appena elencati, anche chi vuole fare un tirocinio avrà i suoi limiti. La legge di Bilancio stabilisce che, da questo momento in poi, e con le indicazioni che verranno date nelle linee guida, gli stage extracurriculari saranno riservati «ai soggetti con difficoltà di inclusione sociale».

Una norma da non sottovalutare perché potrebbe circoscrivere l’accesso allo stage extracurriculare a persone in trattamento psichiatrico, chi ha avuto problemi con alcol e droghe, chi è stato condannato e ammesso a misure alternative di detenzione, rifugiati o richiedenti asilo, ecc. In questo modo, sottolinea la testata online specializzata Repubblica degli Stagisti, potrebbe sparire il 90% degli attuali tirocini non curriculari. A meno che vengano considerati «soggetti con difficoltà di inclusione sociale» anche i 2,3 milioni di disoccupati che attendono una nuova opportunità di lavoro.



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