Arriva una tassa per chi non si fa il vaccino

7 Gennaio 2022 | Autore:
Arriva una tassa per chi non si fa il vaccino

Sanzione una tantum per chi rifiuta l’iniezione anti-Covid. Nonostante l’obbligo di legge, basterà pagare una volta sola. Una sanatoria sulla salute?

C’è chi la ritiene «una buffonata», come il mediatico virologo Roberto Burioni. Chi è più cauto e la definisce «scarsamente convincente», come il presidente della Federazione degli Ordini dei medici e degli odontoiatri, Filippo Anelli. Chi confessa che gli viene «da ridere», come l’ex primario del Sacco di Milano Massimo Galli (positivo all’Omicron). Chi sottolinea che ora «è stato fissato il prezzo della nostra salute», come l’infermiera simbolo della lotta al Covid Martina Benedetti. E chi, come noi, l’ha chiamata fin da subito «la nuova tassa per i No vax», espressione poi riportata da molti quotidiani e media nazionali. Viceversa, i milioni di cittadini che rifiutano il vaccino vedono la sanzione di 100 euro una tantum per chi non rispetta l’obbligo vaccinale sopra i 50 anni (sanzione prevista dall’articolo 4-sexies, comma 1, del decreto legge n. 1/2022 in vigore dall’8 gennaio 2022) come una vera e propria manna dal cielo.

Mai nella loro vita i No vax ringrazieranno così tanto la Befana per avere messo nella calza uno dei regali che attendevano da più di un anno: la possibilità di non fare il vaccino anti-Covid in cambio della modica cifra di 100 euro da pagare una sola volta per poi togliersi il pensiero.

Proviamo a guardarla in questo modo. Chi oggi non vuol fare il vaccino non può entrare in un bar o in un ristorante, non può frequentare palestre e piscine, non può assistere a un concerto, non può andare in albergo, non può prendere un aereo, un treno, un autobus, ecc. Questo, indipendentemente dall’età. Il punto è l’obbligo vaccinale appena scattato per tutti i cinquantenni, con sanzioni dal 1° febbraio. E che ogni obbligo stabilito per legge comporta una sanzione quando non viene rispettato.

Ai primi tempi della pandemia, il Governo Conte aveva stabilito delle sanzioni per chi non rispettava le restrizioni delle zone rosse o per la mancata autocertificazione da portarsi dietro quando si usciva di casa. Ogni volta che un cittadino violava le disposizioni, arrivava la multa. Ogni volta. Il che vuol dire che se una persona usciva dal proprio Comune in zona rossa o arancione dieci volte senza motivo di necessità veniva sanzionata dieci volte.

La violazione al divieto di vaccinazione non è così: viene riscontrata una volta dai controlli incrociati del Fisco, tra archivi sanitari e anagrafici, e viene comminata la multa da 100 euro. Una sola volta. Poi, si è a posto. Ecco perché parliamo di «tassa sui No vax»: se non vuoi vaccinarti, paga 100 euro e lo Stato non ti romperà più le scatole.

Certo, si tratta di una tassa singolare rispetto alle altre: il canone Rai bisogna rinnovarlo ogni anno, il bollo auto pure. Chi non paga queste imposte per un anno ha una sanzione che si ripete l’anno successivo in caso di recidiva, e l’anno dopo ancora, ecc. Perché ogni violazione comporta una sanzione, da pagare anche con gli interessi dopo che arriva la cartella esattoriale a casa. La violazione del dovere vaccinale, che è un obbligo di legge come pagare il canone Rai o il bollo auto, non verrà iscritta a ruolo dall’Agenzia delle Entrate: ci sarà una sanatoria in partenza, un contributo una tantum che varrà per sempre. Tra l’altro, d’importo tutto sommato abbordabile: 100 euro è quello che una famiglia di quattro o cinque persone spende mediamente in pizzeria. Dato che in pizzeria non possono entrare, quello che i No vax risparmiano da una parte lo investono dall’altra per garantirsi un altro tipo di immunità.



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2 Commenti

    1. Un decreto legge non convertito in legge come fanno sempre. Basta aspettare 60 giorni che scade e con esso tutto quello che c’è dentro, compresa la sanzione non pagata. Dovranno farlo nuovo per mandarti altre multe ridicole come questa, nel frattempo passeranno 60 giorni e scompariranno anche quelle.

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