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Qual è l’importo massimo di un bonifico?

9 Gennaio 2022
Qual è l’importo massimo di un bonifico?

Esiste un limite di importo per trasferire dei soldi da un conto corrente a un altro? I rischi con l’Agenzia delle Entrate e i limiti imposti dalla banca.

Il bonifico è uno dei mezzi di pagamento più sicuri che esistano in quanto consente la tracciabilità del pagamento: il che mette al sicuro da eventuali contestazioni sia del Fisco, sia del creditore (qualora questi dovesse sostenere di non aver mai ricevuto il pagamento). Inoltre, con il bonifico, non è necessario né chiedere la quietanza di pagamento, né conservarla visto che la semplice movimentazione bancaria è più che sufficiente per dimostrare il passaggio di denaro. Ma qual è l’importo massimo di un bonifico? Cerchiamo di scoprire se esistono limiti di importo massimo stabiliti dalla legge o dalle singole banche.

Quando il bonifico è obbligatorio?

Prima di addentrarci nel discorso ricordiamo che, con i nuovi limiti posti alla circolazione dei contanti, il bonifico in alcuni casi è obbligatorio ed in altri necessario:

  • è obbligatorio quando si spostano cifre di denaro di almeno 1.000 euro: in tal caso, scatta infatti il divieto di utilizzare i contanti. Il che significa che bisogna usare mezzi tracciabili come appunto il bonifico (bancario o postale), la carta di credito (anche prepagata), la carta bancomat, il vaglia;
  • è necessario se si vuol usufruire di una serie di detrazioni sulla dichiarazione dei redditi come quelle per le visite mediche specialistiche o per i bonus edilizi. In caso di pagamenti in contanti infatti si perdono le agevolazioni fiscali.

Qual è l’importo massimo di un bonifico?

La legge non fissa un importo massimo per il bonifico che, pertanto, può raggiungere anche cifre ragguardevoli. Così, ad esempio, se si acquista una casa al prezzo di 1 milione di euro, si può serenamente procedere con un unico bonifico senza per forza dover frammentare l’operazione. Anzi, è proprio la tracciabilità del pagamento, laddove giustificato da un motivo lecito, a fornire la maggiore garanzia per chi esegue il pagamento.

L’Agenzia delle Entrate noterà chiaramente il trasferimento del denaro da un conto a un altro – avendo accesso al cosiddetto «Archivio dei rapporti finanziari» (una sezione dell’Anagrafe tributaria ove sono riportati tutti i saldi dei conti correnti degli italiani e le relative movimentazioni) – ed effettuerà un controllo in capo al beneficiario della somma. Questi dovrà infatti riportare l’importo nella propria dichiarazione dei redditi (affinché sia tassato) o, in caso contrario, dovrà essere pronto a dimostrare che lo spostamento del denaro non è soggetto a tassazione.

Il fatto però che l’ufficio delle imposte possa chiedere dei chiarimenti al destinatario del bonifico non significa che vi sia un importo massimo per un bonifico: lo scopo della verifica è solo evitare che dietro tale operazione possa nascondersi un’evasione o un’elusione fiscale.

Tornando al tema principale di questo breve articolo, non esiste un limite massimo per i bonifico, non almeno per i trasferimenti di denaro nell’area SEPA [1].

Quanto sopra vale anche per i giroconti ossia i bonifici tra due conti intestati allo stesso soggetto. Anzi, per questi non esiste neanche il rischio di un controllo fiscale visto che il passaggio di denaro da un conto a un altro del medesimo correntista non integra un’operazione imponibile.

Qual è l’importo massimo di bonifici da e verso l’estero?

Diverso è il discorso quando il bonifico riguarda il trasferimento di denaro da o verso conti correnti che si trovano al di fuori dell’area SEPA. In questo caso, bisogna distinguere due diverse ipotesi:

  • i bonifici verso un conto estero, provenienti da un conto italiano, sono liberi fino ai 12.500 euro; se si supera tale soglia è necessario compilare la Cvs, ovvero la Comunicazione valutaria statistica;
  • i bonifici provenienti da un conto estero e indirizzati verso un conto italiano devono essere segnalati all’Agenzia delle Entrate quando la somma trasferita supera i 15.000 euro.

Quali sono i limiti di bonifici imposti dalle banche?

Quanto appena detto riguarda il rapporto (di natura pubblicistica) tra il cittadino e lo Stato: rapporto che, come visto, non pone alcun limite al bonifico verso un conto corrente a patto che il beneficiario chiaramente dichiari la somma ricevuta o dimostri che è esente da tassazione (diversamente, sarà solo quest’ultimo a rischiare un accertamento fiscale).

Diverso è invece il rapporto (di natura contrattuale) che lega la banca al proprio correntista. Quasi tutti gli istituti di credito infatti ormai pongono dei limiti ai bonifici effettuabili online nell’arco della stessa giornata: e ciò per evitare che, in caso di frodi informatiche, il danno possa essere particolarmente elevato (anche per la stessa banca, tenuta poi a rimborsare il proprio cliente). Ciascun istituto di credito fissa quindi una soglia massima giornaliera che si può bonificare a un’altra persona. Questa soglia può essere personalizzata, e quindi diminuita o aumentata, facendone richiesta alla filiale della propria banca o accedendo all’area riservata del sito di home banking della propria banca.

Ad esempio Unicredit ha previsto, per il bonifico istantaneo, un limite di 15.000 euro. Credem invece ha previsto, per il bonifico ordinario, 25.000 euro.


note

[1] L’area SEPA include 35 Casi: i 19 Paesi della UE che utilizzano l‘euro (Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna); i 9 Paesi della UE che utilizzano una valuta diversa dall’euro sul territorio nazionale ma effettuano comunque pagamenti in euro (Regno Unito, Svezia, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Romania, Croazia); altri 8 paesi non UE che effettuano pagamenti in euro e hanno adottato gli schemi di pagamento SEPA : San Marino, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera, Principato di Monaco, Principato di Andorra e la Città del Vaticano.


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