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Incidente: i cartelli stradali vanno ripetuti a ogni intersezione

29 Luglio 2014
Incidente: i cartelli stradali vanno ripetuti a ogni intersezione

L’ANAS tenuto al risarcimento del danno se la segnaletica stradale non è idonea ad evitare il pericolo.

Il segnale stradale di pericolo, in caso di modifica della normale viabilità per restringimento della carreggiata, con conseguente divieto di sorpasso, deve essere ben visibile e ripetuto a ogni intersezione. In caso contrario, l’Anas deve risarcire il danno agli automobilisti.

È questa la sintesi di una sentenza della Cassazione di ieri mattina [1]. 

 

Il regolamento di esecuzione del codice della strada stabilisce [2] che, qualora sia utilizzato un segnale per indicare un pericolo su un tratto di strada di lunghezza definita, qualora in tale tratto di strada vi siano inserzioni, il segnale di pericolo deve essere ripetuto dopo ogni inserzione.

In questi casi, peraltro, sul proprietario della strada grava una responsabilità oggettiva per via dell’esercizio di attività pericolose [3]. In pratica, si presume sempre la colpa dell’ente, salvo che questo dimostri di aver adottato tutte le misure idonee per ovviare al pericolo. Sempre il titolare della strada ha anche una seconda responsabilità oggettiva derivante dalle cose in custodia (la strada, appunto), salvo che provi il “caso fortuito”. Tutto ciò comporta che il danneggiato abbia compito relativamente facile nel chiedere il risarcimento: basterà che questi dimostri di aver subito un danno, l’entità dello stesso, e il rapporto di causa-effetto che lo lega alla cosa pericolosa (la strada).

 

Quando si può escludere la responsabilità dell’ANAS? Sicuramente quando l’automobilista abbia contribuito a determinare l’incidente. Ossia quando questi abbia condotto il proprio mezzo senza la normale diligenza (per esempio, nel caso di eccesso di velocità). Ciò può arrivare ad escludere la responsabilità della Pubblica amministrazione o, comunque, comportare un “concorso di colpa”, con conseguente diminuzione della responsabilità del titolare della strada.

 

La giurisprudenza ha affermato che per quanto riguarda i danni determinati dall’esistenza di un cantiere stradale, qualora l’area di cantiere risulti completamente delimitata ed affidata all’esclusiva custodia dell’appaltatore, con conseguente divieto su di essa del traffico dei veicoli e dei pedoni, degli eventuali danni subiti all’interno di questa area risponde solo l’appaltatore, che ne è l’unico custode. Invece se l’area su cui vengono eseguiti i lavori risulti ancora adibita al traffico e, quindi, utilizzata a fini di circolazione, la responsabilità per eventuali incidenti stradali è sia a carico dell’appaltatore che dell’ente pubblico proprietario della strada [4].

Peraltro, la P.a. è tenuta ad avvisare il traffico con l’opportuna segnaletica dell’eventuale pericolo.

Il guidatore non è tenuto a presumere cosa fare se il segnale non è chiaro. Il regolamento di esecuzione del codice della strada prevede che i cartelli relativi alle norme di guida da tenersi in ipotesi di pericolo devono essere ripetuti dopo ogni inserzione stradale. Il guidatore, infatti, deve avere chiare indicazioni sulla condotta di guida da seguire, soprattutto quando la situazione è particolarmente pericolosa.


note

[1] Cass. sent. n. 17039/14 del 28.07.2014.

[2] Art. 84, comma 5, Reg. Att. Cod. Str.

[3] Art. 2050 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 12425/2008.

Autore immagine: 123rf com


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