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Calcolo pensione sbagliato dall’Inps: cosa fare?

9 Gennaio 2022 | Autore:
Calcolo pensione sbagliato dall’Inps: cosa fare?

Errori e omissioni nella determinazione del trattamento pensionistico: quanto tempo per ricorrere?

In materia di pensioni, i problemi non sono causati soltanto dal notevole inasprimento dei requisiti e dalla presenza di poche possibilità di uscita anticipata dal lavoro: un problema altrettanto grave è rappresentato dagli errori relativi agli importi degli assegni.

In caso di calcolo pensione sbagliato dall’Inps cosa fare? La prima cosa che è consigliabile fare- ma sarebbe molto meglio mettere in atto questo consiglio ben prima di andare in pensione- è controllare l’estratto conto previdenziale, per verificare se ci sono errori o omissioni nei dati registrati. L’estratto conto dell’Inps è il documento in cui sono contenuti tutti i contributi previdenziali accreditati al lavoratore nelle gestioni amministrate dall’istituto (Fondo pensione lavoratori dipendenti, gestione Separata, gestione Commercianti, etc.).

Qui puoi leggere la Guida all’estratto conto Inps: se ti accorgi che nel documento ci sono errori, devi inviare una segnalazione contributiva tramite il sito web dell’Istituto, il call center Inps o tramite patronato (per sapere come procedere, leggi: Contributi Inps mancanti, che cosa fare).

Ma come comportarsi se ci si accorge troppo tardi dell’errore nell’estratto conto, quando ormai la pensione è stata liquidata, oppure nel caso in cui la pensione risulti d’importo inferiore all’atteso per via di un errore di calcolo? Vediamo.

Ricostituzione della pensione

Se ti accorgi in ritardo di un errore nell’estratto conto, oppure se si verifica un fatto successivo alla liquidazione della pensione, come l’acquisizione tardiva di contributi o maggiorazioni, puoi chiedere la ricostituzione della pensione.

La ricostituzione della pensione può essere attivata anche su iniziativa dell’Inps, quando nuovi contributi sono accreditati d’ufficio dopo la liquidazione della prestazione.

La domanda di ricostituzione non ha un termine di decadenza; quindi, puoi inviare la domanda quando vuoi, ma devi tenere presente che i ratei arretrati sono soggetti a un termine di prescrizione.

La ricostituzione può dar luogo anche a una riliquidazione in negativo, ad esempio se ti vengono annullati dei contributi già registrati nell’estratto conto.

Ricalcolo della pensione

La ricostituzione non comporta un semplice incremento della pensione, ma questa viene sottoposta a un ricalcolo integrale, tenendo conto della nuova situazione contributiva.

In base alla riliquidazione, la decorrenza della pensione può essere spostata:

  • a una data precedente (per possesso di contribuzione aggiuntiva che comporti una maturazione anteriore del diritto);
  • a una data successiva (ad esempio, per l’annullamento di contributi accreditati).

In altri casi, la ricostituzione può avere effetti con decorrenza successiva a quella della prestazione, come avviene per i riscatti attivati dopo la liquidazione della pensione.

Se la riliquidazione comporta un aumento, ti spettano gli arretrati dalla data dell’efficacia della ricostituzione a quella del pagamento del nuovo importo.

Calcolo della pensione errata

Che cosa succede se la tua posizione previdenziale registrata nell’estratto conto è corretta, ma l’importo della pensione è basso perché i calcoli sono sbagliati? Innanzitutto, sarebbe preferibile far verificare a un esperto, come un consulente del lavoro, l’esatto importo della pensione, richiedendo una relazione di calcolo pensione certificata.

Il calcolo della pensione è una materia molto complessa: ogni Cassa di previdenza ha regole proprie, che possono differire anche in base alla categoria di appartenenza del lavoratore, a particolari requisiti posseduti dallo stesso, nonché in base al tipo di trattamento richiesto (per farti un’idea, puoi leggere qui la Guida al calcolo contributivo e la Guida al calcolo retributivo della pensione).

Una volta che si è certi dell’errore, è necessario inviare un ricorso all’Inps.

Come si fa ricorso all’Inps per la pensione errata?

Se devi inviare un ricorso online all’Inps perché la pensione è troppo bassa:

  • non devi subito andare in tribunale: è sufficiente inviare il ricorso contro il provvedimento di liquidazione della pensione al comitato gestore del fondo a cui sei iscritto, generalmente entro 90 giorni dalla data di ricevimento del provvedimento (per determinati fondi sono previsti solo 30 giorni, quindi fai attenzione);
  • puoi inviare il ricorso amministrativo tramite patronato, oppure tramite il sito web dell’Inps, sezione Ricorsi online, accedendo con Spid, Cns o carta d’identità elettronica;
  • sarà la procedura presente all’interno della sezione Ricorsi online ad indirizzare l’atto al competente comitato;
  • è consigliabile allegare quanta più documentazione pertinente possibile (all’interno della sezione Ricorsi online è presente l’apposita funzione per caricare gli allegati) per circostanziare il ricorso; se, ad esempio, il motivo del ricorso è la liquidazione di una pensione più bassa di quella spettante, è opportuno allegare la documentazione da cui si evince che i calcoli siano sbagliati (estratti conto Inps Inpdap, modelli PA04, Cu, conteggi dettagliati con richiami alle circolari applicative…).

In caso di rigetto del ricorso, o di mancata risposta, devi rivolgerti a un legale ed esperire una vera e propria causa: hai 3 anni di tempo per non perdere i ratei arretrati spettanti.

Quanto tempo per far causa all’Inps?

Come recentemente chiarito dalla Cassazione [1], il termine di 3 anni per far causa all’Inps [2] si riferisce ai ratei arretrati: il diritto ai ratei è soggetto a prescrizione in quanto ha un contenuto esclusivamente patrimoniale.

In pratica, se fai causa all’Inps perché la tua pensione è troppo bassa e il giudice ti dà ragione, ottieni solo la differenza relativa ai ratei maturati precedenti il triennio dalla domanda giudiziale, oltre a quelli maturati, naturalmente, in pendenza di giudizio.

Il diritto a pensione, invece, è fondamentale, irrinunciabile, imprescrittibile e non sottoponibile a decadenza [3].


note

[1] Cass. sent. n. 123/2022.

[2] Art. 38 DL 98/2011.

[3] C. Cost. sent. n. 71/2010.

Autore immagine: pixabay.com


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