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Avvocati: obbligo di green pass

9 Gennaio 2022
Avvocati: obbligo di green pass

Scatta l’obbligo di green pass anche per avvocati: il diritto alla difesa giudiziale del singolo cede il passo al diritto alla salute della collettività. 

Sino ad oggi hanno resistito ad oltranza: gli avvocati si sono trincerati dietro il preteso obbligo di esecutare la difesa giudiziale, per garantire il diritto alla difesa giudiziale sancito dall’articolo 24 della Costituzione. Ma ora le cose cambiano. Magistrati ed avvocati non potranno più accedere agli uffici giudiziari senza green pass. L’obbligo di esibire la certificazione verde, si legge nel testo del decreto, è esteso anche «ai difensori, ai consulenti, ai periti e agli altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia» mentre non si applica «ai testimoni e alle parti del processo». 

Ricordiamo che l’obbligo di vaccinazione è esteso anche al personale delle università, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori. 

Cosa succede se un avvocato è assente in udienza perché non ha il green pass? L’assenza del difensore conseguente al mancato possesso del green pass – si legge nel provvedimento appena approvato dal Governo – «non costituisce impossibilità di comparire per legittimo impedimento». Il che significa quindi che sarà impossibile chiedere un differimento dell’udienza: il giudice non potrà concedere un rinvio, a meno che alla richiesta non aderisca anche la controparte (evidentemente presente perché invece ha rispettato l’obbligo del green pass e quindi difficilmente disponibile a venire incontro all’avversario) e sempre che il giudice stesso lo ritenga opportuno (non essendo un obbligo ma una facoltà).

Dal 20 gennaio 2022, il green pass è inoltre richiesto per i colloqui con i detenuti negli istituti penitenziari, visto anche l’incremento dei detenuti positivi, che hanno superato quota mille. 

Dal 1° febbraio, il green pass diventa obbligatorio per l’accesso a pubblici uffici come le cancellerie, i servizi postali, bancari e finanziari, le attività commerciali, fatti salvi quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona, individuate con un Dpcm che sarà adottato entro quindici giorni.



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