Diritto e Fisco | Articoli

Attenzione al contante per chi va all’estero

30 Luglio 2014
Attenzione al contante per chi va all’estero

Regole base per chi porta denaro contante, assegni, travellers, cheques, carte: come comportarsi alla dogana o nei Paesi dell’UE.

 

L’estate è epoca di viaggi e i viaggiatori non devono dimenticare le rigide regole che disciplinano il movimento di denaro contante al passaggio delle frontiere, siano essere interne all’Unione Europea, oppure verso Paesi terzi.

Questo tema diventa ancora più rischioso perché le salate sanzioni che possono essere applicate di estendono anche a strumenti di pagamento che non rientrano nella nozione “corrente” di denaro contante.

La prima regola da ricordare è che il trasporto a seguito di denaro contante è libero per importi complessivi inferiori a 10mila euro.

Al contrario, per somme superiori è necessario compilare una dichiarazione a sottoscrivere e depositare esclusivamente presso gli uffici doganali al momento dell’uscita o dell’entrata in Italia o in altri Stati dell’Unione Europea.

La regola vale anche per i viaggi verso Paesi extracomunitari.

Per trasporto a seguito di denaro contante si intende il trasporto effettuato sulla persona del viaggiatore oppure nei bagagli dello stesso, siano essi “a mano” che trasportati dal vettore nella stiva della nave o dell’aereo.

Attenzione che, a livello comunitario, la nozione di denaro contante è fissata da un regolamento UE [1]: questo stabilisce che il denaro contante comprende, oltre alle banconote e monete in circolazione, anche tutti gli strumenti negoziabili al portatore.

Tra questi si annoverano anche i travellers cheques e gli assegni. Per questi ultimi non è necessario dichiarare il libretto di assegni in bianco o il singolo assegno, a condizione che lo stesso non sia firmato né sia indicato il beneficiario.

Quindi l’attenzione è rivolta anche a tutti i titoli emessi al portatore, girati senza restrizioni oppure con un beneficiario fittizio.

Da questo punto di vista, la normativa nazionale, comunque, non consente di emettere assegni al portatore per valore pari o superiore a mille euro.

Altra regola da seguire è che per le somme in banconote superiori 10mila euro è sempre opportuno avere prova della fonte, perché la dichiarazione che si presenta entra in un sistema informatico di segnalazione sempre disponibile alle autorità, che possono attivare specifici controlli sul viaggiatore.

Se il viaggiatore non dichiara alla “frontiera” il denaro contante (sempre per valori pari o superiori a 10mila euro) scatta il sequestro amministrativo  delle somme eccedenti la soglia, nella misura del 50%, e viene applicata una sanzione amministrativa dal 30 al 50% dell’importo eccedente il limite.

Il sequestro delle somme alla frontiera è evitabile chiedendo di accedere all’oblazione e pagando una somma pari al 15%.

Naturalmente, questi problemi non sorgono per carte di credito o di debito, per le quali qualsiasi pagamento all’estero risulta tracciabile e riscontrabile in ogni momento dalle autorità di controllo.

Sul tema, l’Unione Europea ha lanciato negli scorsi giorni una specifica campagana di sensibilizzazione e l’Agenzia delle Dogane ha pubblicato nel maggio scorso una nuova Guida della carta del viaggiatore.


note

[1] Regolamento UE n. 1889/2005.


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