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Pensione: come chiedere l’aumento dei contributi

14 Maggio 2022 | Autore:
Pensione: come chiedere l’aumento dei contributi

Riconoscimento ai fini pensionistici dei periodi non lavorati per i dipendenti con part time verticale o ciclico.

Il contratto di lavoro part time, o a tempo parziale, può causare delle ripercussioni per la pensione: se lo stipendio è basso (sotto i 10.724 euro annui, con riferimento al 2021), difatti, non tutte le 52 settimane dell’anno risultano utili alla pensione.

Sino all’entrata in vigore della legge di Bilancio 2021 [1], poi, i lavoratori a tempo parziale verticale o ciclico non avevano diritto al riconoscimento, ai fini pensionistici, dei periodi non lavorati. Dal 2021, invece, i periodi privi di contribuzione a causa dell’articolazione dell’attività lavorativa sono pienamente validi, se è rispettata la retribuzione annua minima. Ma, ai fini della pensione: come chiedere l’aumento dei contributi per i periodi non lavorati a causa del part time verticale o ciclico?

A spiegare le modalità di richiesta degli accrediti contributivi aggiuntivi è l’Inps, con una nuova circolare [2].

Ricordiamo che lo stipendio settimanale minimo per l’accredito di un anno intero di contributi presso l’Inps è pari al 40% del trattamento minimo mensile. Per il 2021, il valore della retribuzione minima settimanale per l’accredito intero dei contributi è pari a 206,23 euro (che corrisponde al 40% del trattamento minimo mensile, pari a 515,58 euro). Perché sia accreditato un anno intero di contributi, è necessario raggiungere uno stipendio pari a 10.724,06 euro (206,23 x 52 settimane).

Per il 2022, considerando l’innalzamento del trattamento minimo a 523,83 euro, la soglia settimanale è pari a 209,53 euro e lo stipendio minimo annuale a 10.895,66 euro (i valori devono essere definitivamente confermati dall’Inps).

E se lo stipendio del dipendente part time è inferiore perché il numero delle ore lavorate è esiguo?

In questo caso, il datore di lavoro non è obbligato ad integrare la retribuzione, né a versare i contributi prendendo come riferimento lo stipendio per l’accredito di un anno intero di contributi: semplicemente, il lavoratore subisce delle decurtazioni nelle settimane utili alla pensione. La soglia minima di retribuzione non deve essere infatti confusa col minimale contributivo, che deve invece essere rispettato dal datore di lavoro, salvo specifiche eccezioni.

Contributi aggiuntivi per part time verticale

La legge di Bilancio 2021 [1] ha previsto, per i lavoratori dipendenti in regime di part time verticale o ciclico, che anche le settimane non lavorate sono utili ai fini del diritto alla pensione. In buona sostanza, chi lavora soltanto in determinati periodi dell’anno ha il diritto di vedersi riconosciute tutte le 52 settimane ai fini pensionistici, se, però, raggiunge la retribuzione minima per l’accredito di un anno di contributi, pari, come osservato, a 10.724 euro per il 2021 e a 10.895,66 euro per il 2022.

L’Inps, con una circolare [2], ha spiegato ai lavoratori ed ai datori di lavoro quali sono gli adempimenti necessari per valorizzare ai fini pensionistici le settimane non lavorate.

Come chiedere l’accredito dei contributi aggiuntivi per la pensione

Per ottenere i contributi previdenziali relativi ai rapporti di lavoro in part time verticale o ciclico attivati dal 1° gennaio 2021 in poi, non è necessario presentare una domanda: è l’Inps a procedere d’ufficio al riconoscimento, per l’intera durata del rapporto di lavoro part-time, dei periodi assicurativi non lavorati per via dell’articolazione dell’attività.

I dipendenti interessati devono tuttavia presentare all’Inps un’apposita domanda di riconoscimento, accompagnata dall’attestazione del datore di lavoro o da una dichiarazione sostitutiva, qualora vi siano dei periodi non lavorati per cause differenti, come le assenze per aspettativa non retribuita.

La domanda è necessaria anche in relazione ai rapporti in part time verticale o ciclico cessati, in corso o trasformati entro il 31 dicembre 2020.

Dal 5 gennaio 2022 le domande per il riconoscimento dei contributi possono essere inviate esclusivamente tramite il nuovo applicativo online disponibile nel portale web Inps “Accredito per il diritto a pensione del periodo di part-time verticale o ciclico”.

L’accesso al sito web dell’istituto può avvenire tramite le proprie credenziali dispositive (Spid, carta nazionale dei servizi o carta d’identità elettronica).

Nella procedura, l’utente deve indicare:

  • i dati identificativi del datore di lavoro;
  • la data di inizio e fine del rapporto di lavoro o se si tratta di un rapporto in corso al 31 dicembre 2020;
  • la percentuale di part-time;
  • i periodi di sospensione del rapporto di lavoro, a causa dell’articolazione dell’attività lavorativa part-time;
  • i periodi non lavorati e non retribuiti per sospensione del rapporto di lavoro senza retribuzione, non derivanti dall’articolazione del part-time (ad esempio per sciopero).

Nella procedura di domanda, possono essere indicati più rapporti, con lo stesso o con diversi datori di lavoro.

Tramite la stessa procedura online, l’utente può allegare il modulo di attestazione del datore di lavoro.


note

[1] Art.1, Co.350, L. 178/2020.

[2] Circ. Inps 4/2022.

Autore immagine: pixabay.com


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