Diritto e Fisco | Articoli

Cosa sono le violazioni formali fiscali?

10 Gennaio 2022
Cosa sono le violazioni formali fiscali?

Fisco: gli errori nella dichiarazione dei redditi che non possono essere puniti. Errori formali: definizione.

Non tutte le violazioni tributarie sono sanzionabili. Alcune di queste, per la loro irrilevanza ai fini fiscali e per l’assenza di un risparmio a favore del contribuente, vengono “perdonate”. È il caso delle cosiddette «violazioni formali» che potremmo definire come semplici errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi che non hanno ricadute sull’ammontare delle imposte da versare allo Stato. Pertanto, non implicando alcun vantaggio per il cittadino, non determinano conseguenze.  

Qui di seguito ci occuperemo di spiegare cosa sono le violazioni formali fiscali e quando ricorre la possibilità per il contribuente, pur a seguito di uno sbaglio commesso in buona fede, di evitare le sanzioni tributarie. 

Cosa sono le violazioni formali?

A norma dell’articolo 10 dello Statuto dei contribuenti, non sono sanzionabili quei comportamenti che si traducono in una mera violazione formale senza alcun debito d’imposta.  

La norma indica anche una serie di ulteriori casi in cui l’errore del contribuente viene giustificato e non può essere punito.

In particolare, non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente che si è conformato a indicazioni contenute in atti dell’amministrazione finanziaria (come le circolari) anche se successivamente modificate dall’amministrazione medesima.

Identica conclusione vale nel caso in cui il comportamento del contribuente viene posto a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni o errori dell’amministrazione stessa.

Infine, non possono essere applicate sanzioni quando la violazione del contribuente dipende da obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria. In ogni caso, non determina obiettiva condizione di incertezza la pendenza di un giudizio in ordine alla legittimità della norma tributaria. 

A definire, più nel concreto, cosa sono le violazioni formali è stato, più dello Statuto dei contribuenti, l’articolo 6, comma 5-bis, del D. Lgs. 472/1997. In base a tale norma, non sono punibili le violazioni «che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo». 

Sono due quindi le condizioni per evitare le sanzioni tributarie pur a seguito di errori posti dal contribuente: 

  • la violazione non deve arrecare pregiudizio all’azione di controllo dell’Agenzia delle Entrate;
  • la violazione non deve incidere sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo.

Sono quindi «formali», e pertanto non sanzionabili, le violazioni: 

  • che non incidono nella determinazione dell’imponibile e/o sul versamento dell’imposta;
  • oppure che vengono regolarizzate spontaneamente dal contribuente prima dell’inizio di un controllo dell’Agenzia delle Entrate. In questo modo, la violazione non viene ad incidere sull’attività di controllo, concretamente intesa, al pari di quanto accadeva in passato con il vecchio ravvedimento operoso.

Differenza tra violazioni formali e controlli formali

Le violazioni formali non devono essere confuse con i «controlli formali», effettuati dall’Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione dei redditi, che attengono invece ad un altro piano, conseguente a un illecito fiscale che non viene invece giustificato. 

Il controllo formale è il controllo che riguarda alcune voci della dichiarazione dei redditi, come le deduzioni d’imposta, le detrazioni, i crediti d’imposta. Esso consiste nell’esame dei documenti in possesso dei contribuenti che giustificano tali voci. Il controllo è svolto dagli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate, che invitano il contribuente a esibire i documenti d’interesse (come fatture, ricevute di pagamento, ecc.) a integrazione di quanto allegato, o non allegato, alle dichiarazioni presentate. Se, dall’esame di tale documentazione, essa risulta completa, gli uffici concludono i controlli senza sanzioni. In caso contrario (ad esempio, in mancanza dei documenti che legittimano le detrazioni fiscali), l’ufficio richiede un ulteriore versamento dell’imposta mediante “avvisi bonari”, con ulteriori 30 giorni di tempo per esibire altri documenti o fornire spiegazioni del caso. 



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube